domenica 17 giugno 2012
sabato 16 giugno 2012
venerdì 15 giugno 2012
GUARDIE E LADRI
Soffermatevi un minuto sul titolo qua sotto. Ma non lo trovate comico ? Riassumiamo: siccome al PDL è toccato cedere sul voto nel decreto per fronteggiare la dilagante corruzione in Italia, ora, come contropartita, si chiede una legge che condizioni l'attività lavorativa dei magistrati.
Insomma: la teoria dei Berluscones è meravigliosa. E si può sintetizzare cosí:
"noi vi abbiamo aiutato ad imprigionare i nostri amici ladri, ora voi dovete aiutarci ad incastrare le vostre amiche guardie"
Semplicemente fantastico.
giovedì 14 giugno 2012
mercoledì 13 giugno 2012
TRACCE DI STATO
Di Massimo GRAMELLINI - La Stampa
Concorso per avvocato dello Stato, la crema dei burocrati d’alto bordo. Tre posti e mille candidati. Benché il rapporto fra i due numeri susciti sgomento, è la messa cantata della meritocrazia. Uno di quei momenti solenni in cui si seleziona la classe dirigente del futuro. Quand’ecco insinuarsi in aula i primi mormorii: pare che sui banchi di alcuni candidati (inclusa, sarà una coincidenza, la figlia di un avvocato dello Stato) siano spuntati dei codici civili commentati. Vietatissimi dai regolamenti e perciò penetrati serenamente fin lì. Incomincia a girare voce che abbiano addirittura il timbro della commissione d’esame. In passato i non raccomandati avrebbero portato ugualmente a termine la prova, con la rassegnazione di chi sa che in Italia i concorsi sono gare col trucco in cui chiunque appartenga alla corporazione in esame si ingegna a tirare dentro parenti e amici sotto l’occhio distratto dei commissari. I più svelti si sarebbero accordati direttamente con i raccomandati, facendosi comprare il proprio silenzio con un «aiutino». Ma stavolta i giovani tagliati fuori dai giochi non si inchinano e non si accordano. Strepitano. E la voce della commissione viene sepolta dalle tante che urlano e intonano l’inno di Mameli.
Arrivano poliziotti e carabinieri, la prova viene sospesa e l’avvocato generale dal nome spagnoleggiante, Ignazio Francesco Caramazza, parla di «minoranze» e «pretestuose lamentele». Non ha capito che l’aria sta cambiando: se i privilegiati non mutano registro, presto si tramuterà in tempesta contro ogni casta consolidata, finendo per travolgere anche il buono che resta.
Da La Stampa del 13/06/2012.
GRILLINI IN PARLAMENTO
Io non lo so se Pagnoncelli, noto sondaggista di Ballarò, ci acchiappa. Ma se i dati del sondaggio pubblicato ieri sono veri, e se si votasse tra una settimana, con questo sistema elettorale avremmo alla Camera un centinaio di deputati eletti del Movimento 5 Stelle. La domanda da porsi è come la prenderebbe poi lo spread, notoriamente molto permaloso e ballerino. Perchè poi, con quei numeri, un governo non lo si formerebbe mica, parliamoci chiaro.
Il rischio, ora è proprio questo: il Grillismo può trasformarsi da voto di protesta ad ufficializzazione di ingovernabilità. E non è una bella prospettiva.
martedì 12 giugno 2012
NUMERI
Bisogna essere onesti. Se un pasticcio come quello combinato dalla Fornero sugli esodati lo avesse commesso Brunetta, lo avremmo messo alla berlina, sputtanato per l'eternità e la C.G.I.L. gli avrebbe dedicato una quarantina di scioperi ad honorem.
Sono due mesi che il problema esiste. E la Fornero non ha ancora neppure capito quanti siano questi poveri disgraziati senza stipendio e senza pensione. Roba da riunirsi in pubblica assemblea con il numeretto sotto casa del Ministro.
Temo che anche questo sia un segnale di un qualcosa che non sta funzionando.
E che deve essere mandato a casa.
lunedì 11 giugno 2012
L'ITALIA DI SARA
É molto probabile che già da ieri sera, dopo il fischio finale di Italia - Spagna una buona percentuale di italiani che fino a qualche ora prima schifavano gli azzurri capitanati da quel Buffon che scommette in meno di un anno, con straordinaria disinvoltura, quello che una coppia di metalmeccanici non riesce a guadagnare in un'esistenza, si siano ricreduti, rinfrancati dalla più che discreta prestazione degli azzurri, ed abbiano ceduto ad un patriottico quanto scontato tifo.
Ma il vero simbolo sportivo di un Italia sana e tenace, nel week end, non è stato certo rappresentato da un manipolo di ricchi e viziati artisti della pedata. Ma da una ragazza di 25 anni, alta un metro e sessanta che nella vita, prima di conoscere il successo e cimentarsi nella finale del Roland Garros, ha sgobbato intorno al globo terrestre, e con straordinariia caparbietà ha saputo erigersi a campionessa di uno sport, il tennis, che spesso la vede scontrarsi in match improbi contro avversarie dal fisico molto piú possente del suo. L'Italia di Sara Errani è l'Italia che sa combattere, che non si arrende, che soffre e stringe i denti per poi gioire. É l'Italia che puó ancora donarci un speranza, che si contrappone al velinismo ed ai calciatori. È un Italia pura insomma e non me ne vogliano i Pirlo o i Chiellini.
Per una volta, questo week end, il calcio andava posto in seconda fila.
Io insomma, se non lo avete ancora capito, questo week end ho unicamente tifato Sara.
E se fossi stato Napolitano, piú che a trovare gli azzurri negli spogliatoi in Polonia, sarei andato a Parigi a renderle onore.













