Da IL NICHILISTA
Da un pò di tempo a questa parte su molti media vicini al Presidente del Consiglio, tra cui quotidiani come Libero ed Il Giornale, possiamo leggere titoli ed affermazioni che sono particolarmente interessanti:
"Il Lodo Alfano conviene più a Fini", "Fini farà un partito personalistico e leaderistico", "Fini grida al complotto", "attacco sessuale dei finiani", "i finiani chiedono lo scudo per Gianfranco", "Fini usava lo scudo per non farsi processare", "Fini e l'uomo del Boss", "Gianfranco e l'abuso d'ufficio", "Fini parla di libertà di stampa e poi querela", "i finiani usano gli 007 per coprire i loro scandali", "la cricca nell'ufficio di Fini", "I silenzi e le bugie di Fini", "Fini mente", "Fini è come Scajola", "Il Lodo-Fini ostacola i Pm", "Fini non poteva non sapere", "Fini imbavaglia", "Quando Fini epurò i liberali", "La nuova epurazione di Gianfranco", "Quando le intercettazioni indignavano Fini", "Fini sta facendo campagna acquisti", "Fini era favorevole al Lodo", "Fini ha un giganesco conflitto di interessi".
Curioso, non trovate? L'obiettivo dei berlusconiani non è tanto quello di dimostrare che Fini fa schifo perché è peggio di Berlusconi, quanto quello di dimostrare che Fini fa schifo perché è come Berlusconi.
domenica 24 ottobre 2010
IL POTERE DEI PUBBLICITARI
Gianni Barbacetto - Il Fatto Quotidiano
Non è arrivata alcuna smentita. Ad arrivare, invece, è stata una telefonata all'amministratore delegato di Mondadori pubblicità da parte del responsabile delle relazioni esterne di Telecom. Pochi preamboli per comunicare che, a causa delle ‘punzecchiature' di Panorama, tutta la pianificazione degli spazi pubblicitari da luglio in avanti era da cancellare".
FUNERALI E RISTORANTI - La Telecom di Marco Tronchetti Provera, negli anni precedenti, si era adirata anche con l'Espresso, per gli articoli sugli spioni interni. E aveva protestato pure per un trafiletto nella rubrica "Riservato" che aveva raccontato l'aggressione di un suo dirigente a una segretaria. Dolce & Gabbana avevano invece proprio tolto la pubblicità all'Espresso e a Repubblica, per un annetto, dopo gli articoli che nella primavera 2008 avevano rivelato la mega evasione fiscale messa a segno dalla loro azienda.
D&G sono una coppia molto suscettibile: non sopportarono che l'Espresso segnalasse la loro assenza ai funerali di Gianfranco Ferrè; e scatenarono la rappresaglia pubblicitaria quando il Sole 24 Ore osò recensire negativamente il loro ristorante milanese, il "Gold".
Il mondo della moda è capriccioso e terribile: sa che dalle pagine pubblicitarie delle griffe dipende la vita e la morte di tutti i femminili e di una buona parte dei maschili. Anche all'estero, tanto che il settimanale americano Newsweek, che aveva scatenato due dei suoi inviati, tra Stati Uniti e Italia, per fare un'inchiesta investigativa sull'omicidio di Gianni Versace, ha poi rinunciato a pubblicarla.
In compenso, nel numero del 7 dicembre 1998 la copertina e il primo articolo di una sezione speciale pubblicitaria è stata dedicata a Donatella Versace. Alcune aziende, come le Ferrovie dello Stato, grande investitore pubblicitario ma anche frequente oggetto di articoli e inchieste, hanno rapporti difficili con i giornali. Altre hanno invece rapporti splendidi: con chi le tratta bene. Non ci sono soltanto i sostanziosi investimenti pubblicitari in cambio di articoli compiacenti.
ABBONAMENTI, COSÌ FAN TUTTI - Ci sono anche le copie comprate, gli abbonamenti sottoscritti e altri simpatici modi di "ringraziare" le testate "amiche". Lo racconta Gianni Gambarotta, ex direttore del settimanale Rcs Il Mondo, radiato dall'Ordine dei giornalisti perché il banchiere della Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani aveva dichiarato (senza riscontri) di avergli consegnato 30 mila euro, ma alla fine prosciolto da ogni addebito disciplinare.
"Io ho fatto prendere al mio giornale, alla mia casa editrice", ammette Gambarotta davanti al consiglio dell'Ordine, "150 mila euro per abbonamenti in due tranche, abbonamenti al Mondo sottoscritti dalla Popolare di Lodi. Ora, questo qui è un comportamento largamente usato da tutti i colleghi giornalisti direttori di giornali. Io non so se questo sia un bene o sia un male, so che il mestiere si è evoluto in questo modo, un direttore di giornale è responsabile del giornale nella sua totalità, compreso il conto economico".
C'è poi chi, come il sottosegretario del governo Berlusconi Daniela Santanchè, titolare della concessionaria Visibilia, va dagli investitori pubblicitari a raccogliere pubblicità per il Giornale della famiglia Berlusconi. Ma qui dal mercato si è passati alla politica.
Sarà anche l'anima del commercio, ma trasgredisce volentieri le regole del mercato. Per diventare invece un'arma di pressione, una pistola puntata sui giornali: la pubblicità è per i mezzi d'informazione la principale fonte di finanziamento. Il mercato dovrebbe funzionare così: vendi tante copie, hai tanti lettori, dunque è tanto conveniente agli inserzionisti pubblicizzare sulle tue pagine i loro prodotti, i loro servizi, i loro marchi.
Ma nella pratica, invece, spesso gli investimenti pubblicitari diventano una forma di condizionamento dei contenuti informativi. Oppure un modo per sostenere una testata politicamente amica. Scrivi bene di me e della mia azienda? Ti premio con tanti soldi in pagine pubblicitarie. Scrivi notizie sgradite? Ti tolgo la pubblicità. Sei un giornale semiclandestino senza quasi lettori, ma sostenuto da "amici" che devo compiacere? Ci investo, anche se la mia pubblicità non la vedrà nessuno. Sei una testata che vende tante copie, ma politicamente non allineata? Niente inserzioni.
ADDIO AI SOLDI DEI TELEFONI - Gli esempi sono tanti, ma difficili da raccontare, perché sono cose che si fanno ma non si dicono; e dopo averle fatte le si nega, negando anche l'evidenza. Qualche volta le si denuncia, come ha fatto il direttore di Panorama, Giorgio Mulé: "Da luglio non vedrete più la pubblicità della Telecom sulle nostre pagine", ha scritto in un suo editoriale del giugno scorso. "Il motivo è legato a un articolo pubblicato lo scorso numero in cui si faceva il punto sul futuro dell'amministratore delegato della Telecom, Franco Bernabè.Non è arrivata alcuna smentita. Ad arrivare, invece, è stata una telefonata all'amministratore delegato di Mondadori pubblicità da parte del responsabile delle relazioni esterne di Telecom. Pochi preamboli per comunicare che, a causa delle ‘punzecchiature' di Panorama, tutta la pianificazione degli spazi pubblicitari da luglio in avanti era da cancellare".
FUNERALI E RISTORANTI - La Telecom di Marco Tronchetti Provera, negli anni precedenti, si era adirata anche con l'Espresso, per gli articoli sugli spioni interni. E aveva protestato pure per un trafiletto nella rubrica "Riservato" che aveva raccontato l'aggressione di un suo dirigente a una segretaria. Dolce & Gabbana avevano invece proprio tolto la pubblicità all'Espresso e a Repubblica, per un annetto, dopo gli articoli che nella primavera 2008 avevano rivelato la mega evasione fiscale messa a segno dalla loro azienda.
D&G sono una coppia molto suscettibile: non sopportarono che l'Espresso segnalasse la loro assenza ai funerali di Gianfranco Ferrè; e scatenarono la rappresaglia pubblicitaria quando il Sole 24 Ore osò recensire negativamente il loro ristorante milanese, il "Gold".
Il mondo della moda è capriccioso e terribile: sa che dalle pagine pubblicitarie delle griffe dipende la vita e la morte di tutti i femminili e di una buona parte dei maschili. Anche all'estero, tanto che il settimanale americano Newsweek, che aveva scatenato due dei suoi inviati, tra Stati Uniti e Italia, per fare un'inchiesta investigativa sull'omicidio di Gianni Versace, ha poi rinunciato a pubblicarla.
In compenso, nel numero del 7 dicembre 1998 la copertina e il primo articolo di una sezione speciale pubblicitaria è stata dedicata a Donatella Versace. Alcune aziende, come le Ferrovie dello Stato, grande investitore pubblicitario ma anche frequente oggetto di articoli e inchieste, hanno rapporti difficili con i giornali. Altre hanno invece rapporti splendidi: con chi le tratta bene. Non ci sono soltanto i sostanziosi investimenti pubblicitari in cambio di articoli compiacenti.
ABBONAMENTI, COSÌ FAN TUTTI - Ci sono anche le copie comprate, gli abbonamenti sottoscritti e altri simpatici modi di "ringraziare" le testate "amiche". Lo racconta Gianni Gambarotta, ex direttore del settimanale Rcs Il Mondo, radiato dall'Ordine dei giornalisti perché il banchiere della Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani aveva dichiarato (senza riscontri) di avergli consegnato 30 mila euro, ma alla fine prosciolto da ogni addebito disciplinare.
"Io ho fatto prendere al mio giornale, alla mia casa editrice", ammette Gambarotta davanti al consiglio dell'Ordine, "150 mila euro per abbonamenti in due tranche, abbonamenti al Mondo sottoscritti dalla Popolare di Lodi. Ora, questo qui è un comportamento largamente usato da tutti i colleghi giornalisti direttori di giornali. Io non so se questo sia un bene o sia un male, so che il mestiere si è evoluto in questo modo, un direttore di giornale è responsabile del giornale nella sua totalità, compreso il conto economico".
C'è poi chi, come il sottosegretario del governo Berlusconi Daniela Santanchè, titolare della concessionaria Visibilia, va dagli investitori pubblicitari a raccogliere pubblicità per il Giornale della famiglia Berlusconi. Ma qui dal mercato si è passati alla politica.
CHE SI METTESSERO D'ACCORDO
I MIRACOLI DI SILVIO
Nel 2004 il governo cancellò il 90% del dovuto dall’isola che era un paradiso fiscale. E poi investì nel paese 20 milioni di euro in immobili.
dal sito GIORNALETTISMO
Approda anche sull’Unità il “miracolo caraibico” di Silvio Berlusconi, ovvero la curiosa coincidenza che vide il suo governo condonare il 90% del debito di Antigua proprio mentre lui in prima persona investiva milioni di euro in ville nell’isola, di cui ci eravamo occupati qui.
UN MIRACOLO ITALIANO - Scrive Umberto De Giovannangeli: “l’Italia è da tempo maglia nera per ciò che riguarda gli impegni disattesi nelle più importanti campagne internazionali: dagli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite al Global Fund per la lotta all’Aids, dall’Aiuto allo Sviluppo alla Campagna mondiale per la Cancellazione del debito. Ebbene, questo Paese inadempiente governato da un Premier-Pinocchio, ha avuto la faccia tosta, nel dicembre 2004, di cancellare il 90% del prestito e degli interessi maturati pari a circa 160 milioni di euro, accontentandosi di un«pagherò» di 14 milioni di euro”. Uno sconto accordato a un paese che all’epoca aveva un reddito pro-capite tra i più alti del mondo, mentre, per Haiti devastata dal terremoto, si è dovuto attendere quest’anno per operare. Prosegue l’Unità: “Ad aggiungere vergogna a vergogna è il fatto, ricostruito da l’Unità attraverso fonti diplomatiche attendibili, in quello stesso periodo l’Italia si dichiarò «impossibilitata» a operare una rescissione del debito per «Paesi di gran lunga in condizioni peggiori di Antigua…». L’Italia fu allora l’unico Paese al mondo che andò in soccorso del «paradiso fiscale» caraibico. La storia del debito cancellato al paradiso fiscale caraibico risulta ancora più incredibile, e vergognosa, se si rapporta, come rileva Giulia Alliani in un documentato articolo sul sito www.osservatoriosulla legalita.org, che «al Summit del G8 a Gleneagles, il Governo italiano ha confermato che non è i n grado di assicurare le risorse per la lotta alla povertà più volte promesse per tenere fede agli impegni internazionali» e che «oggi l’Italia investe meno di 10 centesimi al giorno per ogni cittadino nella lotta alla povertà nel mondo…».
NON POSSIAMO PROPRIO - Ancora più curiosa risulta la generosità italiana nei confronti delle isole dei Caraibi, dice l’Unità, quando si legge che «il contributo per il 2004 di 100 milioni di euro al Fondo Globale per la lotta all’AIDS tubercolosi e Malaria è stato versato con oltre un anno di ritardo e per il 2005 risulta ridotto a 80 milioni, mentre non sono stati ancora quantificati i nuovi contributi per il 2006-2007». Le statistiche degli anni seguenti indicano che le inadempienze italiane si sono ulteriormente aggravate. Infine De Giovannangeli chiude con le parole del cantante degli U2 Bono Vox, che aveva già fortemente criticato il governo italiano per il suo atteggiamento nei confronti degli aiuti internazionali ai paesi poveri: “I leader del G8 si incontreranno in Canada il prossimo giugno. Quasi tutti i Paesi delG8hanno cancellato il debito e aumentato gli aiuti concreti all’Africa. Ciò ha permesso ad altri 42 milioni di bambini di andare a scuola e ha reso possibile la somministrazione di trattamenti salvavita a oltre tre milioni di soggetti affetti da Aids. Solo una persona non ha mosso un dito. Anzi, il premier Berlusconi sta facendo persino meno ora di quanto non facesse cinque anni fa. Berlusconi andrebbe espulso dal G8..”. Beh, anche se succedesse, poco male: con una vacanzina ad Antigua passa tutto.
PARADOSSI SCOLASTICI
Scuola, a Messina un alunno disabile viene affidato a un’insegnante di sostegno cieca
da IL FATTO QUOTIDIANO
In un liceo scientifico in provincia di Messina un paradossale tentativo di integrazione nella classe di un alunno disabile, un ragazzo autistico iperattivo: lo affidano a un insegnante di sostegno cieca. Un sostegno, dunque, fuori da ogni regola di buon senso, tanto più che l’alunno da assistere ha bisogno di qualcuno che almeno sappia come si stia muovendo e dove vada a finire. È in gioco la sua stessa incolumità. Ma in queste condizioni come si fa?
La famiglia avverte che la situazione è insostenibile e si rivolge al preside della scuola per trovare una soluzione diversa. Laconica la risposta: “L’insegnante di sostegno ha diritto a quel posto. Non posso farci nulla”. Come sempre nella scelta degli insegnanti l’unica regola in vigore è quella della graduatoria e del punteggio. Costi quel che costi. Risultato: un alunno disabile resta in pratica senza adeguata assistenza, e lui sì che si vede un diritto sacrosanto negato. Senza che la famiglia abbia alcun margine di trattativa, e se vuole far valere il suo diritto dovrà rivolgersi al tar.
Un caso imbarazzante per tutti: per la stessa insegnante cieca, innanzitutto, che si vede attribuire un posto (e un relativo stipendio) e una responsabilità a cui non è in grado di far fronte, e per quella prima classi di liceo scientifico in cui lo studente disabile doveva inserirsi senza tuttavia che ci fossero le minime condizioni per integrarlo a vantaggio suo e dei suoi compagni. Va detto che si tratta di situazioni purtroppo non rare, perché la graduatoria non ha tra le sue caratteristiche il fatto di rispettare le esigenze della scuola e dei suoi alunni.
Un caso imbarazzante per tutti: per la stessa insegnante cieca, innanzitutto, che si vede attribuire un posto (e un relativo stipendio) e una responsabilità a cui non è in grado di far fronte, e per quella prima classi di liceo scientifico in cui lo studente disabile doveva inserirsi senza tuttavia che ci fossero le minime condizioni per integrarlo a vantaggio suo e dei suoi compagni. Va detto che si tratta di situazioni purtroppo non rare, perché la graduatoria non ha tra le sue caratteristiche il fatto di rispettare le esigenze della scuola e dei suoi alunni.
SPINOZIAMO UN PO'
I finiani dicono si alla retroattività del lodo Alfano. “A quell’epoca eravamo ancora amici”.
“Futuro e Libertà ha tenuto una posizione coerente con ciò che aveva sempre detto”. Cioè “Obbediamo”.
Il lodo bloccherà i processi del presidente del Consiglio e al capo dello stato. Riesce sempre a farla franca, questo Napolitano!
Fini: “Mai più leggi ad personam. Comincio lunedì“.
Milena Gabanelli apre Report con un’inchiesta su Berlusconi. Quest’anno non le andava di lavorare.
“Futuro e Libertà ha tenuto una posizione coerente con ciò che aveva sempre detto”. Cioè “Obbediamo”.
Il lodo bloccherà i processi del presidente del Consiglio e al capo dello stato. Riesce sempre a farla franca, questo Napolitano!
Fini: “Mai più leggi ad personam. Comincio lunedì“.
Milena Gabanelli apre Report con un’inchiesta su Berlusconi. Quest’anno non le andava di lavorare.
sabato 23 ottobre 2010
TRICOLORE
Da L'INTERESSATO
Nel dare una veloce lettura alla rassegna stampa di oggi, ad un certo punto sono sobbalzato. Mi sono infatti ritrovato di fronte ad un articolo di Marcello Veneziani, che ritengo da sempre uno dei meno peggiori "riempitori" (scusate, ma per il caso in questione il termine giornalista è inappropriato...) del quotidiano LIBERO, diretto da Maurizio Belpietro.
Nel dare una veloce lettura alla rassegna stampa di oggi, ad un certo punto sono sobbalzato. Mi sono infatti ritrovato di fronte ad un articolo di Marcello Veneziani, che ritengo da sempre uno dei meno peggiori "riempitori" (scusate, ma per il caso in questione il termine giornalista è inappropriato...) del quotidiano LIBERO, diretto da Maurizio Belpietro.
Il buon Marcello, con un articolo che trovate qui, esprime il proprio ribrezzo verso tutti coloro che a Terzigno, in senso di protesta contro l'invadente monnezza, bruciano il tricolore. E lo fa con maniere molto forti, esprimendo la sua personale vergogna verso questi pseudo delinquenti che "bruciano le stesse bandiere che pochi giorni fa avvolgevano le bare dei soldati uccisi in Afghanistan".
Roba forte insomma. Ma anche, inevitabilmente, roba da memoria parziale e corta.
Perchè Veneziani sembra colpevolmente dimenticarsi di chi, senza neppure poter addurre la scusa della puzza della monnezza che si propaga nella propria abitazione grazie alle Istituzioni incapaci di risolvere una problematica locale storica (la vorrei considerare una piccolissima attenuante....), in altre parti d'Italia, molto più a nord di Terzigno, con la bandiera tricolore, simbolo della nostra patria, qualche volta ci si pulisce le parti meno nobili del corpo umano.
Trattando la nostra bandiera come un rotolo (di carta igienica) e non come un vessillo patriottico.
Forse, quel tipo di tricolore, così bistrattato, infastidisce un pò meno Veneziani.
Vorremmo semplicemente capire perchè.
APARTHEID
Ormai, quelli della Lega Nord, in quanto a discriminazioni, stanno facendo passi da giganti. Chissà dove arriveremo a questo punto. La notizia sotto è doppiamente buffa. Questo genio con la camicia verde che risponde al nome di Pietro Fontanini, ha rilasciato le dichiarazioni di cui sotto ad un convegno sulla scuola in Friuli Venezia Giulia, dove l'assessore regionale alla Sanità è Vladimir Kosic (PDL), un diversamente abile....
LIBERTA' DI STAMPA
Lo so, sembra buffo, ma Marted' 26 Ottobre a Roma, presso il Ministero dei Beni culturali, si terrà un convegno sulla libertà di stampa. Ad organizzarlo ed a parteciparvi ci saranno: Ignazio La Russa, Sandro Bondi, Denis Verdini, Daniela Santanchè, Vittorio Feltri, Giuliano Ferrara e Maurizio Belpietro. Il convegno sarà anticipato, a scopo illustrativo, dal video che segue:
A SUA INSAPUTA
Da L'INTERESSATO
E’ proprio vero. Questo come nessun altro è il governo di quelli che subiscono favori ed atti a “loro insaputa”. Iniziò Scajola, con una casa vicino al Colosseo. Ieri il suo mentore e maestro lo ha emulato alla grande.
Poi, in serata, è arrivato l’intervento del Presidente della Repubblica. Ed allora Berlusconi, approfittando di un intervista rilasciata all’autorevole Frankfurter Algemeine Zeitung, ci ha raccontato che :
“questa legge non è stata una mia iniziativa, ma una proposta del mio partito. Io non sono più interessato a portarla avanti. Non voglio che si dica che faccio leggi ad personam, leggi vergogna. Altro che leggi vergogna. Sono sedici o diciassette anni che vengo perseguitato dai magistrati per fatti già chiariti”
Insomma, nel partito più padronale del mondo, incentrato esclusivamente attorno alla sua figura, questi furbacchioni del Popolo delle Libertà gli stavano confezionando una legge senza neppure avvertirlo. Così, come fosse un dono natalizio a sorpresa.
Quello che a me meraviglia veramente non sono le ripetitive ed ormai noiose dichiarazioni di questo imprenditore travestito da politico. Quello che mi meraviglia è che, in maniera incondizionata e acritica, un italiano su tre gli creda. Nonostante, in 16 anni, non si sia mai presentato davanti ad un Magistrato a chiarire una delle sue molteplici situazioni di illegalità. Nonostante si sia, al contrario, confezionato 39 leggi ad personam per evitare che i suoi processi venissero celebrati.
E’ questo il lato più preoccupante del Berlusconismo. Un popolo stolto che imbevuto di starlette e televisione del nulla, segue ciecamente un sogno che non si avvererà mai.
venerdì 22 ottobre 2010
L'HA FATTO
Ebbene si, ve lo confesso. Da due giorni borbottando tra me e me continuavo a ripetere:
"se fossi Napolitano, scriverei o dichiarerei che io la protezione dal Lodo Alfano non la voglio. E che ci faccio ? Mica sono imputato per corruzione di testimoni o evasione del fisco ? Non ho commesso reati. E qualora li avessi commessi, che mi processassero pure. E che caspita !!"
Mai avrei pensato che or ora, scopro che il Presidente Napolitano ha esaudito il mio sogno !!!!!
L'ha fatto !!!! Si è un pò incazzato. Ed ha scritto al Presidente della Commissione Affari Costituzionali. Ripreso, ovviamente, da tutti gli organi di stampa.
Dice che lui la protezione non la vuole. Gli sembra un pò anticostituzionale. Per essere precisi scrive questo:
"come già ribadito più volte, è mia intenzione rimanere estraneo nel corso dell'esame al merito di decisioni delle Camere"
Aggiungendo poi che il Lodo Alfano "riduce l'indipendenza del Colle"
Aggiungendo poi che il Lodo Alfano "riduce l'indipendenza del Colle"
Giorgio Napolitano. Uno di noi.....
P.S. L'abbiamo capito che chi ha scritto questo scellerato disegno di legge costituzionale vorrebbe estendere lo scudo anche al Quirinale perchè vede Silvio Berlusconi proiettato da quelle parti.
Ed allora, per semplificare il tutto, ed evitare conflitti istituzionali, consigliamo ai fini giuristi che si dedicano al confezionamento di queste sopraffine opere legali di redarre un disegno di legge con un solo articolo:
"Silvio Berlusconi, a prescindere da quale incarico politico ricopra, non può essere processato"
Ministro della semplificazione Calderoli, ci pensa lei ?????
Altro PS. Fini, preso atto della lettera di Napolitano dichiara: "Le valutazioni del Capo dello Stato sono sempre sagge. Mi auguro che il Parlamento tenga conto delle criticità espresse dal Presidente della Repubblica"
Come ?? Cosa ??? Prima ordina ai suoi deputati di Futuro e Libertà di votare SI al Lodo Alfano ed ora si augura che il parlamento raccolga i moniti di Napolitano ? E non poteva pensarci prima ?
Altro PS. Fini, preso atto della lettera di Napolitano dichiara: "Le valutazioni del Capo dello Stato sono sempre sagge. Mi auguro che il Parlamento tenga conto delle criticità espresse dal Presidente della Repubblica"
Come ?? Cosa ??? Prima ordina ai suoi deputati di Futuro e Libertà di votare SI al Lodo Alfano ed ora si augura che il parlamento raccolga i moniti di Napolitano ? E non poteva pensarci prima ?
FINI - TERZA VERSIONE
Da L'INTERESSATO
Riepiloghiamo: Fini ed i Finiani si sono fatti massacrare dagli house organ del premier per due mesi su una casetta a Montecarlo. Trattati come il peggior nemico. Solo per non essersi uniformati al pensiero unico del sultanato del PDL. Sono fuoriusciti. Hanno fondato un movimento che presto diventerà partito. Si sono distinti in gruppi parlamentari separati. Ed hanno fatto della legalità il loro core business.
Poi però in politica ci sono i distinguo. I distinguo ti fottono sempre. E ad un certo punto si sono trovati davanti alle decisioni da prendere. Lodo Alfano con decorrenza retroattiva si o no ? Voto per negare l’autorizzazione a procedere all’ex Ministro Lunardi indagato per corruzione, si o no ?
Ecco, da gente che è stata trattata come Fini, ti aspetti posizioni coerenti con il pensiero riconducibile ai principi della legalità. Soprattutto perché ti ricordi alcune dichiarazioni. Come quelle dell’On. Giuseppe Valditara. Che il 13 Agosto 2010 (anni luce fa) dichiarava: “Occorre accantonare una volta per tutte leggi che possano in qualche modo costituire uno scudo ad personam” Aggiungendo: “non è più il tempo di lodo Alfano, di processo breve, di legittimo impedimento, di immunità parlamentare, di leggi che rendano difficili le intercettazioni o di qualsiasi forma di impunità” Preistoria. Il Finiano Valditara è rientrato nei ranghi. Settanta giorni dopo le dichiarazioni di cui sopra ha votato SI al Lodo Alfano e No all’autorizzazione a procedere contro Lunardi.
Oppure si potrebbero ricordare le dichiarazioni dell’On. Carmelo Briguglio, altro Finiano doc. Due settimane fa (anni luce…) tuonava contro Berlusconi “di lealtà gliene abbiamo data pure troppa. Semmai abbiamo peccato di eccesso di lealtà quando in tutti questi anni abbiamo votato quasi acriticamente tutti i provvedimenti bollati come ad personam: dalla Cirami alla Cirielli, all’abolizione del falso in bilancio, fino al lodo Alfano con legge ordinaria, al legittimo impedimento. Forse ci voleva una maggiore capacità di critica”
Ebbene anche Carmelo Briguglio questa settimana ha votato SI al Lodo Alfano e No all’autorizzazione a procedere contro Lunardi. Deve aver subito smarrito (o mai acquisito) quella capacità critica che si rimproverava di non aver mai avuto.
Ed allora ? Di cosa stiamo parlando. Di gentaglia che ora ci racconta che sono stati costretti a votare certa sbobba che hanno il coraggio di definire come il “male minore” ?
Male minore ???
Da quando in qua eleggiamo rappresentanti che votano per il nostro “male minore”.
Io voglio, anzi pretendo, che chi mi rappresenta in Parlamento proponga, voti e sostenga provvedimenti volti ad assicurare il mio “bene maggiore”.
Se stanno lì per assicurarmi il “male minore” se ne andassero tutti a casa. Per coerenza. E per smetterla di prendermi in giro.
ROVESCIO....COSTITUZIONALE
Ma dico io ... Una ripassata alla Costituzione quando ?????
Antonio Di Pietro 21 Ottobre 2010:
Antonio Di Pietro 21 Ottobre 2010:
“L’improvvisa folgorazione di Bersani stupisce soprattutto per la folgorante superficialità e tardività della proposta. Se, infatti, Bersani si riferisce al ‘Lodo costituzionale’ attualmente in discussione al Parlamento, il referendum, di tipo confermativo, è previsto dalla Costituzione ed è obbligatorio per il solo fatto che non potrà mai essere raggiunto in Parlamento il quorum di due terzi per modificare la Costituzione”
Da L'INTERESSATO
Peccato che il referendum confermativo è tutt’altro che obbligatorio: deve essere richiesto da un quinto dei membri di una camera, da cinquecentomila elettori o da cinque consigli regionali entro tre mesi dalla pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale.
(Art. 138 della Costituzione)
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