domenica 21 novembre 2010
SEMPLICEMENTE PIRLA
Nel tentativo di leghizzare il territorio con simboli colori e vessilli, quelli della Lega Nord si erano divertiti nel pitturare di verde le strisce pedonali in alcuni paesi del Padovano (uno per tutti: San Martino di Lupari). Ora è intervenuta la Polstrada (qui). Quelle strisce non sono conformi ai dettami delle vigenti normative. Perchè, cari leghisti, questa è ancora Italia. Vi piaccia o no.....
PARALLELE
Da L'INTERESSATO
Lisbona – Vertice Nato – 20 Novembre 2010
Lisbona – Vertice Nato – 20 Novembre 2010
Dalla conferenza stampa di fine lavori del vertice della Nato è stato rivelato un dato nello stesso tempo curioso ed impressionante: il 92% degli Afghani delle province del sud vivendo nel più totale analfabetismo e nella più totale disinformazione, non conoscono cosa sia successo a New York l’ 11/9/2001 e si chiedono perché il paese da 9 anni sia occupato dagli eserciti stranieri.
Roma – Italia – 20 Novembre 2010
Dieci milioni di italiani che ogni giorno guardano il Tg1 ed il Tg5, vivendo nella più totale disinformazione e non conoscendo i casi Previti, Mills, Dell’Utri e Mangano, non si chiedono per quale motivo il 30% dell’elettorato (dato nel tempo variabile), da 16 anni avalla l’invasione del nostro territorio da parte di Berlusconi e dei suoi ascari.
LA DOPPIA VITTORIA DI FAZIO E SAVIANO
Grazie a DIRITTODICRITICA
È più che normale, leggendo i dati d’ascolto di “Vieni via con me“, restare colpiti principalmente dal suo risultato totale, con il 25,48% di share alla prima puntata (7.623.000 telespettatori in media) e un 30,20% alla seconda (9.032.000). Dati che hanno visto Rai Tre trionfare per due lunedì di fila nel prime time della TV “in chiaro” italiana, contro Grande Fratello e alcune fiction in replica, stabilendo anche un record con la trasmissione del 15 novembre, diventata il programma più visto di tutta la storia di quel canale televisivo.
Lasciati questi dati si possono analizzare più accuratamente le varie categorie di telespettatori, così da scovare la reale vittoria di Fabio Fazio e Roberto Saviano. In entrambe le puntate il target giovani (tra i 15 e i 24 anni e tra i 25 e i 34 anni ) ha superato il 32% di share (dal 32% al 34% nel 15-24 e 34,24% nel 25-34). Un terzo dei telespettatori è quindi un giovane, a cui va aggiunto l’altro terzo (35%) formato dalla fascia 45-54 anni. Analizzando invece i dati in base all‘istruzione vediamo un 47% di telespettatori laureati per la prima serata, salito al 57% nella seconda. Stessa cosa se si leggono i dati sulla classe socioeconomica e sociale, secondo cui i telespettatori di fascia “alta” arrivano al 43,56%. Confrontando questi dati con quelli della trasmissione “nemica”, il Grande Fratello, troveremo un netto divario: solo il 9,53% di pubblico laureato e il 12,25% di classe socioeconomica e sociale alta per la trasmissione di Canale 5.
VOTAR ES UN PLACER
In Catalonya i partiti provano a convincere l'elettorato ad andare a votare in questo modo......
sabato 20 novembre 2010
LE TRIBOLAZIONI DI MARA
"Non mi ha fatto tribolare. È una cosa a cui non annetto particolare difficoltà"
Silvio Berlusconi su Mara Carfagna - Lisbona - 20 Novembre 2010
Cinque minuti dopo.......
Silvio Berlusconi su Mara Carfagna - Lisbona - 20 Novembre 2010
Cinque minuti dopo.......
(ANSA) - ROMA, 20 NOV - 'Non faro' mancare la fiducia a Berlusconi, ma il 15 dicembre rassegnero' le mie dimissioni' afferma il ministro per le Pari opportunita' Mara Carfagna.
Dimissioni dal partito ma non solo. 'Lascero' - spiega in una intervista al 'Mattino' - anche lo scranno di parlamentare, perche' a differenza di altri sono disinteressata e non voglio dare adito a strumentalizzazioni. Mi dimettero' ovviamente anche da ministro visto che il mio contributo pare sia ininfluente'.
Dimissioni dal partito ma non solo. 'Lascero' - spiega in una intervista al 'Mattino' - anche lo scranno di parlamentare, perche' a differenza di altri sono disinteressata e non voglio dare adito a strumentalizzazioni. Mi dimettero' ovviamente anche da ministro visto che il mio contributo pare sia ininfluente'.
Scrive Wikipedia di Mara Carfagna riguardo ai suoi rapporti privati con Silvio Berlusconi:
Nel luglio 2008 la dirigente del Popolo della Libertà Margherita Boniver parla al quotidiano La Repubblica dell'esistenza di intercettazioni telefoniche su conversazioni «private» contenenti "di tutto e di più". Pochi giorni dopo, il giornale argentino El Clarin cita l'articolo di Repubblica aggiungendo dettagli espliciti: tra il Presidente del Consiglio e la neoeletta ministro delle Pari Opportunità vi sarebbe stato un colloquio riguardante prestazioni di natura sessuale e nella fattispecie un rapporto di sesso orale. Le affermazioni vengono riprese anche dalla rivista Maxim , che parla direttamente di «report sul fatto che la sua immediata ascesa politica sia stata alimentata da favori sessuali al primo ministro Silvio Berlusconi».
Il 2 Novembre 2008 l'allora senatore del Popolo della Libertà Paolo Guzzanti scrive sul suo blog riguardo alla Carfagna:
« È ammissibile o non ammissibile, in una democrazia ipotetica, che il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente? Potrebbe essere il suo giardiniere che ha ben potato le sue rose, l’autista che lo ha ben guidato in un viaggio, la meretrice che ha ben succhiato il suo uccello, ma anche il padre spirituale che abbia ben salvato la sua anima, il ciabattino che abbia ben risuolato le sue scarpe. » | |
riprendendo le parole pronunciate dalla figlia Sabina al No Cav Dayl'8 Luglio 2008 (citate poi da Il Corriere e La Repubblica). A tali dichiarazioni Mara Carfagna ha risposto prima chiedendo i danni alla Guzzanti e successivamente, il 3 novembre, annunciando di voler «presentare querela penale per diffamazione nei confronti di Paolo Guzzanti per quanto di falso da lui sostenuto nel suo blog e ripreso dal sito di Repubblica». Guzzanti ha risposto dichiarando che avrebbe chiamato a testimoniare politici che avevano letto le intercettazioni e ritenevano credibile l'asserita relazione sessuale tra la Carfagna e il premier. Tale querela non è successivamente stata inoltrata]. Carfagna ha invece querelato il quotidiano La Repubblica per avere riportato alcune frasi di Sabina Guzzanti che alludevano ai presunti rapporti sessuali tra il Ministro delle pari opportunità e il Presidente del Consiglio.
NON LO SAPEVA
Con una faccia tosta senza precedenti, oggi al Tg2 (qui), il fondatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri ci racconta che non sapeva che Vittorio Mangano (curriculum vitae qui), fosse un mafioso. Insomma, dice Marcello:
"Non aveva mica un distintivo... !!!"
Riepilogando: quando lo fece assumere da Berlusconi non sapeva che fosse mafioso. Quando invece seppe che era mafioso, lo trasformò in eroe.
A quando le dimissioni da Senatore ?
A quando le dimissioni da Senatore ?
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| Vittorio MANGANO - Lo stalliere di Arcore |
VISTI DALL'ESTERO/3
Lo scandalo Ruby che lo sta portando sull’orlo di un collasso. 40 deputati che lo hanno abbandonato. Crollo di popolarità verticale.
Una opposizione che nonostante il Premier ne faccia di tutti i colori non riesce a far crescere i propri consensi. Un paese a crescita zero. Così ci vede la prestigiosa rivista Foreign Policy.
Con un articolo che trovate, in inglese, a questo link dal titolo inequivocabile: Bunga Bunga Forever.
Una volta eravamo noti come Repubblica delle Banane. Ora come la Repubblica del Bunga Bunga.....
440
Se a qualcuno può interessare, nella sentenza (che trovate qui) che ha condannato Marcello Dell'Utri a 7 anni di detenzione per "concorso esterno in associazione mafiosa" il nome di Silvio Berlusconi, viene citato 440 volte. Lo aveva scritto Marco Travaglio stamane nel suo editoriale sul Fatto Quotidiano, ma non mi sono fidato e sono andato a controllare di persona. Il dato è esatto. Per 440 volte i giudici, nel dispositivo della sentenza, ci hanno ricordato per chi lavorava, lavora e lavorerà Marcello Dell'Utri.......
IL MEDIATORE CON I BOSS
Per quasi vent'anni Silvio Berlusconi ha preferito pagare la mafia pur di non denunciare le estorsioni subite: dall'arrivo di Vittorio Mangano ad Arcore al pizzo delle antenne palermitane dei primi anni '80. Se fosse iscritto a Confindustria dovrebbe essere immediatamente espulso. Per garantirsi la tranquillità ha incontrato a pranzo boss del calibro di Bontade e Teresi, e si è persino vantato con i carabinieri di pagare i criminali per stare tranquillo: ''via, maresciallo, per trenta milioni...!''. Lo ha fatto grazie alla ''mediazione'' del suo braccio destro, Marcello Dell'Utri, condannato per mafia a sette anni nel giugno scorso. Non sono le parole di una ''toga rossa', ma quelle della corte di appello di Palermo che ha depositato in 641 pagine le motivazioni della condanna del senatore Marcello Dell'Utri a sette anni per concorso in associazione mafiosa da cui emerge un quadro sconcertante dei rapporti tra Berlusconi e Cosa Nostra. E l pm che ha sostenuto l’accusa in primo grado, Antonio Ingroia, commenta: “non posso che esprimere soddisfazione perchè è un’ulteriore conferma della bontà dell’impianto accusatorio del processo di primo grado". E cioe' che quella del suo braccio destro, Marcello Dell'Utri, non era un’innocua amicizia con Vittorio Mangano, il suo ''eroe'', soggetto dalle parentele “ingombranti”. rapida ascesa economica in quella ricca regione''. E dunque Mangano fu assunto ad Arcore come "stalliere" non tanto per accudire i cavalli ma per garantire l'incolumità di Silvio Berlusconi'', "avviando un rapporto parassitario protrattosi per quasi due decenni". Berlusconi avrebbe pagato "ingenti somme di denaro in cambio della protezione alla sua persona e ai familiari". La vicenda dei pagamenti da parte del Cavaliere si intreccia, secondo i giudici, con altri versamenti per la "messa a posto" della Fininvest che all'inizio degli anni '80 aveva cominciato a gestire alcune emittenti televisive in Sicilia. 'Sfruttando proprio quell’amicizia e quel rapporto che lo collegavano direttamente ai vertici della potente criminalità organizzata siciliana - scrivono i giudici - Dell'Utri ha fornito un indubbio, rilevante ed insostituibile contributo all’associazione mafiosa cosa nostra consentendo ad essa di imporre ed attuare la consueta attività estorsiva ai danni del facoltoso imprenditore milanese al quale, secondo le usuali modalità operative del sodalizio criminale, furono sistematicamente estorte per quasi due decenni ingenti somme di denaro in cambio della “protezione” alla sua persona ed ai familiari''. Ma, chiariscono subito dopo i giudici, si tratto' di una ben singolare estorsione, perche' condivisa, e a tratti cercata, dallo stesso Berlusconi: ''Si ha conferma quindi che almeno in quegli anni ’70 e ’80 - e' scritto nella sentenza - il Berlusconi, pur di stare tranquillo, preferisse trovare soluzioni accomodanti subendo ed accettando richieste estorsive piuttosto che rifiutarle denunciando i fatti all’Autorità''. Emblematica, al riguardo, la telefonata con Dell'Utri del 29 novembre poche ore dopo l’espolosione dell’ordigno collocato sulla recinzione della villa di via Rovani a Milano. Berlusconi, ridendo, riferiva al suo interlocutore il contenuto del colloquio già avuto con i Carabinieri di Monza: Ah, si? In teoria, se mi avesse telefonato, io trenta milioni glieli davo!" (ride). Scandalizzatissimi : "Come, trenta milioni? Come? Lei non glieli deve dare che poi noi lo arrestiamo!". dico: "Ma no, su, per trenta milioni!" cosa nostra e l’imputato Marcello Dell’Utri”. Così la Corte di Appello di Palermo concede a Marcello Dell’Utri un’assoluzione per la fase politica del suo impegno in favore di Silvio Berlusconi sul fronte siciliano. Questa frase rappresenta però anche un argomento potentissimo da spendere sul fronte mediatico che i giudici consegnano a Berlusconi. Per sanare tutto quello che è stato finora scritto, testimoniato e intercettato sui rapporti tra Forza Italia e la mafia e sul ruolo di Dell’Utri i giudici impiegano poco meno di 300 pagine. Sussistono “prove dimostrative del fatto che l’imputato Marcello Dell’Utri, relazionandosi con esponenti mafiosi, abbia contribuito, con accordi e promesse, a suscitare o anche rafforzare il convincimento che Cosa nostra, offrendo sostegno al nuovo partito, avrebbe ottenuto concreti vantaggi”.
venerdì 19 novembre 2010
ROCCO BERLUSIFFREDI
Ah Rocco... mò te ce metti pure tu ??????
Da notare il riquadro in rosso: "ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale....."
Perchè voi avete fatto qualche collegamento strano ???
P.S. : chi fosse interessato al noleggio del DVD trova una recensione a questo link
OH PERBACCO... !!!!!
Dal sito internet del Corriere della Sera
"Il senatore Marcello Dell'Utri avrebbe svolto una attività di «mediazione» e si sarebbe posto quindi come «specifico canale di collegamento» tra Cosa nostra e Silvio Berlusconi. Lo scrivono i giudici della Corte d'Appello di Palermo nelle motivazioni, depositate venerdì e in possesso dell'Ansa, della sentenza con la quale il senatore del Pdl Dell'Utri è stato condannato il 29 giugno scorso a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Per i giudici, Dell'Utri «ha apportato un consapevole e valido contributo al consolidamento e al rafforzamento del sodalizio mafioso». In particolare, l'imputato avrebbe inoltre consentito ai boss di «agganciare» per molti anni Berlusconi, «una delle più promettenti realtà imprenditoriali di quel periodo che di lì a qualche anno sarebbe diventata un vero e proprio impero finanziario ed economico». Per questi motivi la Corte ritiene «certamente configurabile a carico di Dell'Utri il contestato reato associativo».
P.S. : SIA CHIARO. QUESTA NOTIZIA IL TG 1 DI STASERA NON L'HA DATA !!!!!!!!!
"Il senatore Marcello Dell'Utri avrebbe svolto una attività di «mediazione» e si sarebbe posto quindi come «specifico canale di collegamento» tra Cosa nostra e Silvio Berlusconi. Lo scrivono i giudici della Corte d'Appello di Palermo nelle motivazioni, depositate venerdì e in possesso dell'Ansa, della sentenza con la quale il senatore del Pdl Dell'Utri è stato condannato il 29 giugno scorso a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Per i giudici, Dell'Utri «ha apportato un consapevole e valido contributo al consolidamento e al rafforzamento del sodalizio mafioso». In particolare, l'imputato avrebbe inoltre consentito ai boss di «agganciare» per molti anni Berlusconi, «una delle più promettenti realtà imprenditoriali di quel periodo che di lì a qualche anno sarebbe diventata un vero e proprio impero finanziario ed economico». Per questi motivi la Corte ritiene «certamente configurabile a carico di Dell'Utri il contestato reato associativo». I giudici: "Lo stalliere Mangano assunto per proteggere il Cavaliere"
P.S. : SIA CHIARO. QUESTA NOTIZIA IL TG 1 DI STASERA NON L'HA DATA !!!!!!!!!
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