lunedì 15 novembre 2010

LO STRACQUADANIO FEDELE

Da L'INTERESSATO

Clelio Giorgio Stracquadanio, 51 anni, è il più grande Berluscones vivente. Fondatore del quotidiano pdellino “Il Predellino” è, per sua stessa ammissione, disposto a tutto pur di difendere il suo capo. Ormai mitica una sua dichiarazione di un mese fa: “Se vogliono la testa di Silvio, devono prima passare sul mio corpo”

Lo si può accusare di tutto. Ma non di non parlare chiaro. E’ l’uomo, per intenderci, che riteneva lecito che una parlamentare per ottenere il seggio si potesse prostituire offrendo, in cambio, il suo corpo. E’ l’uomo che oggi, dalle colonne del Corriere della Sera, in una intervista che andrebbe tramandata ai posteri per capire pienamente il fenomeno del Berlusconismo, non ostenta giri di parole su alcuni suoi colleghi parlamentari o, addirittura, ministri del culto di Arcore.



Riporto alcuni brani…..

 Giornalista: Lei è  uno dei deputati più fedeli al Cavaliere e….

 Stracquadanio: Certo, io gli sono estremamente fedele, come dovrebbero, però, esserlo tutti e sa perché ?

 Giornalista: No, perché ?

 Stracquadanio: Oh… è semplice: il PDL altro non è che una protesi del Cavaliere

 Giornalista: Una protesi nel senso che…. ?

 Stracquadanio: Che senza di lui il partito non esisterebbe. Tutti noi parlamentari non esisteremmo. Nessuno può pensare di esistere senza di lui.

 L’intervista poi prosegue. Con chicche imperdibili.  Stracquadanio accusa il ministro Alfano di essere freddo nei confronti del premier, il ministro Carfagna “tormentata” perché storicamente e politicamente molto affine a Bocchino (lasciar perdere i giochi di parole please….) e dunque, dentro, un po’ Finiana.
Per proseguire con la difesa di La Russa e Gasparri, due soldati devoti al capo. Testardi, determinati, infaticabili, fedelissimi…..
E per chiudere con Bondi. Che lui definisce per il suo attaccamento al premier “un caso a parte”.

Ecco, leggendo Stracquadanio, si percepisce chiaramente il concetto della politica Berlusconiana. Si comprende lo stravolgimento del ruolo del parlamentare del PDL. Che non rappresenta gli elettori del suo collegio. Ma deve essere fedele a prescindere. Perché senza il grande capo non esisterebbe. E’ un modo di fare politca quello che Stracquadanio, tra le righe, suggerisce, molto semplicistico. C’è un capo da idolatrare. Un messia da seguire. Lui ti garantisce la poltrona ed il relativo lauto stipendio. Non serve che tu ragioni con la tua testa. Perché lui agisce e pensa per te.

E’ facilissimo essere un buon parlamentare del PDL secondo la logica di Stracquadanio. Basta premere un bottone. A comando. Ed intendere i rapporti con il capo come se si fosse membro di un fan club…..
Con la sola differenza che, in questo caso, non paghi per vedere il concerto del tuo artista preferito o la partita della tua squadra del cuore. In questo caso, ti pagano e ti riempiono di privilegi.

E non è una differenza da poco.



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