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venerdì 4 maggio 2012
giovedì 11 agosto 2011
GLI ATENEI DEL TROTA
Vanity Fair (G. Beltrame)
Che Renzo «il Trota» Bossi abbia avuto qualche difficoltà a superare l’esame di maturità è cosa nota: l’appellativo di pluribocciato lo ha perseguitato a lungo. Normale che, per affrontare l’università (facoltà di Economia), abbia pensato a un sostegno. E infatti è iscritto al Cepu.
Ma Renzo Bossi non è uno studente qualunque: nel suo caso (visti i pressanti impegni politici: è consigliere regionale lombardo) non è lui ad andare in classe a seguire le lezioni, sono i tutor (gli insegnanti di sostegno del Cepu) che si recano direttamente a casa sua. Un «servizio a domicilio» che rappresenta un’eccezione assoluta nell’offerta Cepu: ci sono corsi per ogni esigenza e prezzo, ma l’opzione «lezioni a casa tua» proprio non è contemplata.
Ma Renzo Bossi non è uno studente qualunque: nel suo caso (visti i pressanti impegni politici: è consigliere regionale lombardo) non è lui ad andare in classe a seguire le lezioni, sono i tutor (gli insegnanti di sostegno del Cepu) che si recano direttamente a casa sua. Un «servizio a domicilio» che rappresenta un’eccezione assoluta nell’offerta Cepu: ci sono corsi per ogni esigenza e prezzo, ma l’opzione «lezioni a casa tua» proprio non è contemplata.
Un trattamento di favore che comunque non viene pagato da Bossi: tutte le spese per istruire il Trota sarebbero sostenute dal patron del Cepu, quel Francesco Polidori che già paga per i corsi delle tre «olgettine» Iris Berardi, Aris Espinosa e Ioana Visan.
Questa attenzione per rampolli e rampolle vicini al centrodestra stupisce chi conosce Polidori da anni: all’inizio della sua carriera imprenditoriale, infatti, aveva legami strettissimi con Antonio Di Pietro, che nel 1995 partecipò attivamente alla fondazione del Cepu prestando la sua immagine per le prime campagne pubblicitarie e tenendo seminari di Tecnica processuale nelle sue sedi. Un legame che si consolidò, il 21 marzo 1998, con la fondazione dell’Italia dei Valori al Borgo Palace Hotel, un quattro stelle di Sansepolcro, provincia di Arezzo, appartenente al gruppo Polidori.
Questa attenzione per rampolli e rampolle vicini al centrodestra stupisce chi conosce Polidori da anni: all’inizio della sua carriera imprenditoriale, infatti, aveva legami strettissimi con Antonio Di Pietro, che nel 1995 partecipò attivamente alla fondazione del Cepu prestando la sua immagine per le prime campagne pubblicitarie e tenendo seminari di Tecnica processuale nelle sue sedi. Un legame che si consolidò, il 21 marzo 1998, con la fondazione dell’Italia dei Valori al Borgo Palace Hotel, un quattro stelle di Sansepolcro, provincia di Arezzo, appartenente al gruppo Polidori.
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| Il Trota |
venerdì 15 luglio 2011
LA LECTIO MAGISTRALIS DEL TROTA
Di Aldo Grasso (critico televisivo del Corriere della Sera)
La prima sensazione è di sparare sulla Croce rossa: il bersaglio è così facile che si finisce per fare la figura dei maramaldi. Ma il silenzio non è peggio? Non si rischia di essere complici involontari della deriva demenziale che il Paese sta prendendo? Il 6 luglio scorso si è svolto a Roma, alla Casa del Cinema di Villa Borghese, un convegno promosso dal Corecom Lazio: «Futuro della TV: vecchia TV vs nuova TV», un incontro di professionisti, a cui hanno partecipato rappresentanti del mondo del mercato, delle università, dell'industria culturale, delle istituzioni, del marketing, della pubblicità. Ci sono stati interventi di Alberto Marinelli, Giancarlo Leone, Gina Nieri, Carlo Freccero, Lorenzo Mieli, Gianni Celata. Ma il contributo di cui vogliamo occuparci è quello di Renzo Bossi, in veste di responsabile comunicazione della Lega Nord. Per non essere accusati di pregiudizi ideologici, la cosa migliore è seguire il Trota su Corriere.it (Il video integrale).
Quando il re è nudo tacere non si può. Qui l'ideologia non c'entra, è solo questione di opportunità e buon senso. Non ricordo d'aver mai sentito da parte di un politico, o aspirante tale, così tante scempiaggini in materia e così tante sgrammaticature: «Il web 2.0 così considerato, questi social network sono quel tramite tra la gente e queste notizie, che magari sono notizie arrivate a livello nazionale o internazionale, ma danno la possibilità alla gente di poter esprimere una propria opinione».
Il ragazzo legge con fatica un testo non suo, forse per la prima volta perché non ha coscienza di quello che dice. Nell'attesa di tornare, come auspica Renzo Bossi, all'iperlocale, avremmo più che mai bisogno di una classe politica preparata, eletta per meriti, in grado di dimostrare un minimo di competenza sugli argomenti che affronta. È chiedere troppo? Significa fare della demagogia? La Lega del 2011 non è più quella del 1995, «nativista e settentrionalista»: è un partito di governo, e come tale dovrebbe comportarsi.
Quando il re è nudo tacere non si può. Qui l'ideologia non c'entra, è solo questione di opportunità e buon senso. Non ricordo d'aver mai sentito da parte di un politico, o aspirante tale, così tante scempiaggini in materia e così tante sgrammaticature: «Il web 2.0 così considerato, questi social network sono quel tramite tra la gente e queste notizie, che magari sono notizie arrivate a livello nazionale o internazionale, ma danno la possibilità alla gente di poter esprimere una propria opinione».
Il ragazzo legge con fatica un testo non suo, forse per la prima volta perché non ha coscienza di quello che dice. Nell'attesa di tornare, come auspica Renzo Bossi, all'iperlocale, avremmo più che mai bisogno di una classe politica preparata, eletta per meriti, in grado di dimostrare un minimo di competenza sugli argomenti che affronta. È chiedere troppo? Significa fare della demagogia? La Lega del 2011 non è più quella del 1995, «nativista e settentrionalista»: è un partito di governo, e come tale dovrebbe comportarsi.
lunedì 4 luglio 2011
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