giovedì 23 dicembre 2010
mercoledì 22 dicembre 2010
PARTITO DELL'AMORE (E DELLE DIMISSIONI)
«Non mi riconosco più nel Pdl, pertanto resterò al governo, ma mi dimetto dal gruppo e mi iscriverò al Misto» L’ultima tegola nella maggioranza arriva con lo strappo di Stefania Prestigiacomo che ha annunciato l’uscita dal partito parlando con i giornalisti in sala stampa alla Camera dopo il voto dell’aula sul ddl lavoro. La Prestigiacomo, visibilmente scossa e in lacrime, ha detto che «parlerà direttamente a Berlusconi» della vicenda.
Pochi minuti prima nell’Aula della Camera il ministro dell’Ambiente aveva votato diversamente dalla maggioranza, e non per errore. L’Assemblea di Montecitorio ha respinto per soli tre voti la proposta di sospendere l’esame del testo sulla libera imprenditorialità ed il sostegno del reddito avanzata dal Pd e sostenuta dalla Prestigiacomo che si era espressa a favore della sospensione. Dopo il voto, visibilmente contrariata, il ministro ha preso le sue carte e lasciato di corsa l’Aula, mentre dai banchi del Pdl c’è chi gridava: «Dimissioni, dimissioni».
Pochi minuti prima nell’Aula della Camera il ministro dell’Ambiente aveva votato diversamente dalla maggioranza, e non per errore. L’Assemblea di Montecitorio ha respinto per soli tre voti la proposta di sospendere l’esame del testo sulla libera imprenditorialità ed il sostegno del reddito avanzata dal Pd e sostenuta dalla Prestigiacomo che si era espressa a favore della sospensione. Dopo il voto, visibilmente contrariata, il ministro ha preso le sue carte e lasciato di corsa l’Aula, mentre dai banchi del Pdl c’è chi gridava: «Dimissioni, dimissioni».
PAPI
«La cosa più grave è che trovi il coraggio di lagnarsi. A volte bisogna avere il pudore di tacere. Se si sente discriminata lei, che dai Telegatti è diventata ministro, la cosa assume dimensioni ancora più grottesche"
Così si è pronunciata ieri Barbara Berlusconi su Mara Carfagna in una intervista su Vanity Fair.
Così si è pronunciata ieri Barbara Berlusconi su Mara Carfagna in una intervista su Vanity Fair.
Avrà mica voluto dire che Papi, promuovendo la bella Mara ministro, ha avanzato una piccolissima eccezione ai principi meritocratici che da sempre lo ispirano ??
SVENTOLATE LA COSTITUZIONE
Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano
Ora, grazie a Gasparri & C., chi domani sarà in piazza (speriamo tanti) sa cosa si attende da lui il regime: che sfasci tutto, crani, ossa, bancomat, automobili. La violenza è l’ultima speranza di un governo disperato. Chi gli farà questo regalo sa fin d’ora che non solo la porcata Gelmini, ma altre e ancor peggiori porcate verranno grazie a quella violenza. Chi invece vuole contrastare il regime sa quel che deve fare: il contrario di quel che si aspetta il regime. Una manifestazione oceanica e pacifica, addirittura beffarda nella sua imperturbabile legalità. Un corteo dove non solo non si lancia nulla, ma magari si raccattano cicche e cartacce per gettarle nel più vicino cassonetto. L’ideale sono migliaia di giovani che sventolano la Costituzione in faccia a chi la calpesta. Per questo domani Il Fatto sarà avvolto da un inserto con i principi fondamentali della nostra democrazia. Pensate che smacco, per i tifosi della guerra, vedere gli studenti sbandierare non il libretto rosso di Mao, ma la Carta costituzionale: come l’aglio per i vampiri, la corda per l’impiccato. “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. “Tutti i cittadini… sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, di religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali”. “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca”. “L’Italia ripudia la guerra…”. “Ogni cittadino può circolare… liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale” senza “nessuna restrizione per ragioni politiche”. “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente…” e “di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…”. “La responsabilità penale è personale…”. “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”, sì alle scuole private ma “senza oneri per lo Stato”. “Il lavoratore ha diritto a una retribuzione... sufficiente ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa”. “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale... e la dignità umana”. “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”. “Vietata... la riorganizzazione del disciolto partito fascista”. Questa è la vera rivoluzione.
NATALE SOTTO IL VESUVIO
"Ieri per le strade di Napoli c’erano 2.200 tonnellate di immondizia non raccolta, a cui si devono aggiungere le oltre seimila della Provincia. Cumuli ovunque. Soprattutto nel centro storico. Il Comune non riesce neanche più a tutelare i percorsi turistici. Asìa (l’azienda di igiene urbana) riesce a smaltire 300 tonnellate in più rispetto alla produzione giornaliera (1.500). Ma le previsioni sono nere: per il 25 dicembre si potrebbero superare le 3.500 tonnellate di rifiuti in strada. Il 24, infatti, chiudono per le feste gli Stir, gli impianti di tritovagliatura, e l’inceneritore di Acerra."
Alla faccia delle molteplici promesse. Alla faccia dei miracoli. Alla faccia del governo del fare. Alla faccia di chi crede ancora nelle favole anche se questo periodo, per le favole, è decisamente propedeutico.
Un buon Natale a tutti i napoletani. Nonostante tutto.
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| Napoli - ieri |
SALVA CON NOME
Ci sono fior di teorie scientifiche ad appurarlo. Il microsonno ha un effetto sull’organismo quasi miracoloso. Sembra infatti che a volte bastino cinque minuti di appisolamento per riacquisire vigore fisico ed intellettuale. A convalidare questa teoria, gli atteggiamenti, sempre più frequenti di Silvio Berlusconi. Nella foto sotto lo vedete ritratto così come giaceva ieri l’altro alla cerimonia degli auguri natalizi al quirinale, al cospetto di giornalisti ed uno stuolo di autorità.
I microsonni a lui, portano benefici veramente sorprendenti. Al risveglio è un'altra persona. Un vulcano di idee. Così l'altro ieri ha pensato che fosse giunto il momento di uno di quei restyling che lo hanno reso famoso. Vuol cambiare nome al partito.
Perché lui fa così. Ogni tanto mette in atto quello che nel gergo informatico viene definito un “salva con nome”. Nel senso che si prende un file e senza cambiarne i contenuti lo si salva semplicemente rinominandolo. La sostanza non cambia. Ma il file, caspiterina, ha un altro nome. In un paese normale queste sarebbero operazioni di maquillage destinate alla scrittura di copioni per comici di grido. Da noi no. Da noi, con Silvio funziona sempre. Mentre lui si dirige verso l’immortalità, tutto, al suo cospetto ed alle sue dipendenze, prende altre forme.
E chissenefrega se sono le stesse di prima.
martedì 21 dicembre 2010
LUGLIO 2020 (MENO MALE CHE SILVIO C'E')
Ieri sera guardavo i sondaggi del Tg de La 7:
PDL: 30,3 Lega Nord: 11,4 La Destra: 1,2 (Totale 42,9%)
FLI 5,4 UDC: 6,2 MPA: 0,7 API: 0,8 (Totale 13,1%)
PD: 24,7 IDV: 5,1 SEL: 7,9 (Totale 37,7%)
E mestamente, in preda non a pessimismo cosmico, ma ad uno spietato realismo, tra me e me pensavo......
B. governerà fino al 2013. Poi verrà rieletto con relativa facilità e rigovernerà per ulteriori 5 anni. E saremo dunque arrivati al 2018 allorchè il nostro premier immortale viaggerà verso l'82 esimo compleanno. Tra un make up del viso ed una rinfoltita alla chioma dovrà attendere due anni (quando scadrà il settennato della Presidenza della Repubblica successiva a Napolitano) per salire al Colle come Capo dello Stato e rimanerci fino alla veneranda età di 91 anni, firmando o respingendo tutte le leggi che vorrà. Giungendo così al Giugno del 2027 quando, circondato al grido di "meno male che Silvio c'è" da giovani ragazze che ora frequentano gli asili nido, si troverà a dover scegliere tra due ipotetiche opzioni: rimanere Senatore a vita facendo eleggere un suo discepolo alla Presidenza del Consiglio ed un suo avvocato alla Presidenza della Repubblica, oppure ritirarsi in una delle sue ville ad Antigua.
Temo, purtroppo, che la seconda soluzione non sia neppure da prendere in considerazione.
NON CAPISCO
Aldo Grasso - Corriere della Sera 19/12/2010
Non capisco come Paolo Bonolis, quello di «Ciao Darwin» e di «Chi ha incastrato Peter Pan?», possa andare in una università a dire che certa tv ha contribuito a corrompere il nostro Paese. Lui dov'era? Ma, ancora di più, non capisco come il pubblico degli studenti - un incontro promosso da Sinistra Universitaria alla Statale di Milano - scenda in piazza a protestare contro la Gelmini e, intanto, si beva gli alibi di Bonolis.
Non capisco come il nostro Paese possa avere un futuro, dopo aver assistito alle performance radiofoniche dell'onorevole Domenico Scilipoti («Un giorno da pecora») e a quelle televisive del ministro Ignazio La Russa e dell'onorevole Antonio Di Pietro («Annozero»). Uno dice: ma è spettacolo! Sì, ma poi basta un po' di neve per spezzare la penisola in due. È spettacolo anche quello.
Non capisco come Gad Lerner, dopo averci propinato noiosissime trasmissioni sul corpo delle donne e contro il velinismo di «Striscia», possa prendersela con Caterina Soffici (una brava giornalista culturale) per aver scritto: «Sono entrata in un negozio perché avevo bisogno di una chiavetta. Dietro al commesso ho visto Belén sdraiata che mi ammiccava e ho deciso di uscire e comprare la chiavetta dalla concorrenza».
Non capisco come Gerry Scotti, dopo aver accettato (immagino non per beneficenza) di condurre tre o quattro programmi, di dirigere una radio, di fare il testimonial per più ditte, possa lamentarsi di essere sfruttato da Mediaset. Ha persino confessato di essere ricorso alle vie legali per mettere un freno a questa sovraesposizione. Naturalmente la confessione è avvenuta durante la presentazione alla stampa di un suo nuovo programma, «Paperissima».
Non capisco come Benedetta Parodi («Cotto e mangiato») possa aver scritto un libro. Non mi sorprende però che sia il primo nelle classifiche dei libri più venduti. Di cosa ci lamentiamo, in Italia?
Non capisco come il nostro Paese possa avere un futuro, dopo aver assistito alle performance radiofoniche dell'onorevole Domenico Scilipoti («Un giorno da pecora») e a quelle televisive del ministro Ignazio La Russa e dell'onorevole Antonio Di Pietro («Annozero»). Uno dice: ma è spettacolo! Sì, ma poi basta un po' di neve per spezzare la penisola in due. È spettacolo anche quello.
Non capisco come Gad Lerner, dopo averci propinato noiosissime trasmissioni sul corpo delle donne e contro il velinismo di «Striscia», possa prendersela con Caterina Soffici (una brava giornalista culturale) per aver scritto: «Sono entrata in un negozio perché avevo bisogno di una chiavetta. Dietro al commesso ho visto Belén sdraiata che mi ammiccava e ho deciso di uscire e comprare la chiavetta dalla concorrenza».
Non capisco come Gerry Scotti, dopo aver accettato (immagino non per beneficenza) di condurre tre o quattro programmi, di dirigere una radio, di fare il testimonial per più ditte, possa lamentarsi di essere sfruttato da Mediaset. Ha persino confessato di essere ricorso alle vie legali per mettere un freno a questa sovraesposizione. Naturalmente la confessione è avvenuta durante la presentazione alla stampa di un suo nuovo programma, «Paperissima».
Non capisco come Benedetta Parodi («Cotto e mangiato») possa aver scritto un libro. Non mi sorprende però che sia il primo nelle classifiche dei libri più venduti. Di cosa ci lamentiamo, in Italia?
1 APRILE 1993
Dal sito http://www.giornalettismo.com/ :
"Le braccia tese nel saluto romano, al grido di “Boia chi molla”, i giovani missini hanno tentato di aggredire i deputati che stavano entrando alla Camera. Tra slogan, spintoni e lanci di monetine, ne e’ nata una gazzarra che ha avuto momenti di tensione. Alla fine, un’ ora dopo, i segni dell’ accaduto erano evidenti: l’ elegante vetro smerigliato dell’ ingresso di Montecitorio e’ incrinato. E nella confusione di telecamere, carabinieri e semplici curiosi, le facce degli onorevoli erano a dir poco sbigottite. Immediata e’ esplosa la polemica sul mancato intervento delle forze dell’ ordine. I gravissimi incidenti si sono verificati alle quattro del pomeriggio quando, all’ improvviso, piazza Montecitorio viene invasa da un centinaio di ragazzi appartenenti al Fronte della Gioventu’ . “Chiamateci pure fascisti. Ci fate un favore”, grida subito subito uno dei capifila.
Corriere della Sera 2 Aprile 1993
Cosa successe a Montecitorio? Gli attivisti del Fronte della Gioventù protagonisti dell’assalto alla Camera diedero il via ad un coro di urla, a spintoni, lancio di monetine e solgan del tipo: “Ladri, mafiosi, figli di puttana. Ma che democrazia, ma che cristiana”. Una manifestazione spontanea ma organizzata da una regìa abile ed efficiente, ricordano le cronache del giorno dopo. “Arrendetevi, siete circondati”, si leggeva sulle magliette dei manifestanti, un centinaio.
Il gruppo di facinorosi protagonisti dell'accaduto annoverava, tra le sue fila, dieci deputati missini, tra i quali anche Maurizio Gasparri.....
lunedì 20 dicembre 2010
STATI DI POLIZIA
Quante volte abbiamo sentito il nostro premier citare pseudo "stati di polizia" per definire politiche riconducibili ad ipotetici governi di centro sinistra ? E' successo sulla politica fiscale. E' successo sulle intercettazioni telefoniche disposte dalle procure che lui vorrebbe fermare in tutti i modi. Poi, nel gelo di una giornata prenatalizia, ti arriva lui, il vero mito del centro destra: Maurizio Gasparri. E cosa dice ? Propone gli arresti preventivi per "i tanti capi dell'estrema sinistra collusi con il terrorismo". Roba che anche in altri tempi avrebbero definita esagerata. Chissà cosa ne pensa Berlusconi.
Lui gli stati di polizia li odia.
Lui, il leader del .... Popolo delle Libertà !!!
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| Maurizio Gasparri |
UN POLIZIOTTO
Nei giorni del disagio studentesco, delle dimostrazioni in piazza di un movimento universitario che forse manifesta più perchè non riesce a vedere un futuro davanti a sè, piuttosto che per protestare contro la riforma Gelmini, penso sia opportuno e doveroso leggere questa lettera che un poliziotto ha scritto ieri al Corriere della Sera.
domenica 19 dicembre 2010
INDIFFERENZA
I miei cento lettori conoscono perfettamente la mia opinione sulla perdita di senso critico del popolo italiano, sulla assuefazione che è pervasa nella nostra società, su quel sentirsi perennemente "piacevolmente insensibili" al cospetto di ogni malefatta che la nostra classe politica ci propina. Come se non ci fosse antidoto alla dose di sonnifero che ci viene quotidianamente offerta.
Stamane, vagando tra la rete, ho trovato questo scritto che descrive perfettamente il mio pensiero:
"Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. [...] Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti".
da Indifferenti, La città futura,
QUASI SEMPRE RITORNANO
Da Torino, nel 1975, nel ruolo di Consigliere Comunale, era iniziata la sua carriera politica. E 35 anni dopo, proprio nella sua Torino, Piero Fassino si candida per la poltrona di Sindaco. Continua dunque l'iniziativa di rinnovamento del Partito Democratico. Il Segretario Bersani, recentemente impegnato in inciuci terzopolisti, passa un giorno si e l'altro pure a ricordarci che il Pd è pieno di coordinatori e segretari 40enni e che, pertanto, il partito guarda al futuro. Sarà, ma quando gli incarichi da ricoprire sono di un certo peso, a farsi avanti, con l'avallo del gotha dello stesso partito, sono sempre i soliti noti. Piero Fassino, 61 anni, pluri deputato, ex ministro, ex segretario del PDS è la conferma di quanto sopra.
Perchè in fondo in fondo, il PD è questo. Una congrega di faccendieri poltronisti che non lascia mai nessuno per strada. Sono tutti lì. Gli stessi di 30 anni fà. Come una grande famiglia che non conosce estinzione. Al loro cospetto, duole riconoscerlo, Silvio Berlusconi è un neofita della politica.
Li spazza via tutti a ritmo di Bunga Bunga. Lui può. C'ha il fisico.
E dall'alto dei suoi 74 anni riesce a trasformare il 61enne Fassino in un reperto di noiosa archeologia.
NON SFIDUCIATE BONDI
Sandro Bondi è un caso da studiare. Minacciato di sfiducia parlamentare per i crolli di Pompei ha pensato bene di scrivere ai suoi ex compagni. Con la stessa pietosa devozione e richiesta di eterna compassione con la quale si rivolge quotidianamente al suo capo. Perchè Bondi è così: offuscato e folgorato sulla via di Arcore. Eternamente succube. Perfetto simbolo del Berlusconismo.
Non sfiduciatelo.
Potrebbe mettersi a piangere.
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