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giovedì 1 settembre 2011

PENATI, SCAJOLA E LE ABERRANTI PRESCRIZIONI

Facciamo una dovuta premessa: in Italia esiste una aberrante legislazione sulla prescrizione del reato di corruzione che grazie ad un provvedimento studiato ad personam per i molteplici procedimenti giudiziari del premier è tuttora vigente e semina danni più del colera.

Accorciati dunque, per legge, i termini prescrittivi di uno dei classici reati dei colletti bianchi (mandando automaticamente al macero migliaia di processi) abbiamo automaticamente regredito la nostra credibilità internazionale al pari (senza offese per lo stato africano) di quella dello Zambia.

Però i distinguo servono sempre a qualcosa. Ho molto apprezzato la lettera di Penati, sperando che si traduca ovviamente in fatti. L'ex presidente (PD) della Provincia di Milano, inerentemente al proprio procedimento giudiziario noto a tutti (tangenti Milano-Serravalle) ieri ha dichiarato:

«lo sviluppo delle indagini è ancora lontano dall'essere concluso e oggi la mia situazione di indagato si sostanzia nell'aver ricevuto un avviso di garanzia e la notifica dell'avviso della proroga delle indagini. Chi mi conosce sa che non sono il tipo che si accontenta di scorciatoie o espedienti»

Insomma, Penati rinuncia alla prescrizione.

Molto bene. Ora però speriamo che quanto promesso da Penati sia emulato anche da Scajola e, soprattutto dal nostro premier.

In maniera tale da poter esaltare la virtuosità e l'etica dei nostri politici a prescindere dallo schieramento di appartenenza......

martedì 30 agosto 2011

LE RELAZIONI PERICOLOSE TRA POLITICA ED AFFARI

Luigi Ferrarella - Corriere della Sera - 29 Agosto 2011

........ a legare ricattabilità della politica e conflitti di interesse c'è il mastice dell'opacità introdotta da leggi di parte. Le Cassandre, ad esempio,  che ad ogni scudo fiscale osavano denunciarlo come regalo ai tangentisti oltre che scandaloso premio agli evasori ed iniqua beffa agli onesti, si vedono dare facile ma tardiva ragione ora che lo scudo fiscale risulta essere stato usato per appunto ripulire tangenti o creare la cassa per pagarne di nuove. E se oggi, ad esempio, Penati si vede insistentemente chiedere di rinunciare ad un suo diritto difensivo (la prescrizione del reato di corruzione) per legittimare la propria innocenza, è perchè altrimenti a privarlo del processo nel quale far valere la sua proclamata estraneità saranno gli effetti di una legge dissennata, non a caso ripudiata nel 2005 persino dal suo iniziale promotore Cirielli: la legge che ha tagliato i termini della prescrizione, e che rischia di lasciare i fatti addebitati sinora solo in indagine preliminare a Penati, come altri 200 mila procedimenti ogni anno, senza il punto fermo di un accertamento giudiziario.


Perchè se si legifera sempre per salvare le chiappe al capo, o ai suoi sodali,  prima o poi, la macelleria sociale dello stato di diritto, si realizza. E provoca più danni del ciclone Irene.....
(L'Interessato)