Quando si dice sentirsi inutile, insignificante, socialmente irrilevante. Ecco qui. Non ho un fratello con una cooperativa, rossa, o blu, a cui regalare un milione. Non conosco imprenditori a cui dare una mano in cambio di pesce e champagne, e così non ho nemmeno la piccola soddisfazione di dire a mia moglie di sistemare il pesce nella vasca da bagno come l’arguto sindaco di Bari Emiliano. Non ho la barca, ci manca solo quella, e quindi nessuno mi corrompe offrendomi un molo, un approdo al riparo dalle tempeste in cambio del via libera per la costruzione del porto di Imperia, di cui pure sento drammaticamente la mancanza, come del resto l’ex ministro Scajola. Non mi presento alla regione Lombardia con fasci fruscianti di banconote nascosti nelle custodie dei cd, e nemmeno, ahimè, ne ricevo. Cosí come non prendo carta e penna come fa il prestigioso governatore Formigoni per scrivere al Corriere che "la corruzione nella nostra regione non è per nulla un sistema", anche se gli stanziamenti per comprare arance da portare ad assessori e consiglieri detenuti lieviterà sensibilmente nei prossimi mesi. Non ho vinto aste col trucco per certi mirabolanti aeroporti di Milano siti, ve lo giuro, a Varese. Non ho preso alcuni milioni per costruire un’autostrada in Toscana che non esiste. Non ho nemmeno una fodazione, se devo dirla tutta, e scopro leggendo i giornali che questo mi colloca ai gradini più bassi della società italiana. Il mio tesoriere si chiama Bancomat, e se prima non gli verso dei soldi mi fa marameo al momento del prelievo. Non ho concusso nessuno per far rilasciare dalla questura di Milano qualche mia giovane amica, e quindi non posso fare pressioni sul prestigioso governo dei tecnici per rivedere la legge sulla concussione e ordinarne una su misura. Ora che ci penso, non ho nemmeno giovani amiche, dannazione. Voi capite che a uno gli prende lo sconforto! Che ci faccio qui? Non sarà meglio farla finita? Addio. mi mancherete. Vi lascio il mio Iban, non si sa mai…
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martedì 20 marzo 2012
martedì 13 marzo 2012
OCCHIO AL MARKETING DEI BOCCONIANI
Di Alessandro ROBECCHI - IL MANIFESTO
Stunt – E’ il differenziale tra le calorie ingerite da un cittadino della Corea del Nord e quelle ingerite da un italiano. Lo Stunt ha grandi margini di miglioramento. Titoli e telegiornali convinceranno gli italiani che mangiare ogni due giorni è possibile, anzi sano.
Spritz – Si tratta del differenziale tra il consumo di champagne di Briatore e il salario di un metalmeccanico. Il governo intende operare per mantenerlo altissimo e, se possibile, aumentarlo.
Furto – Con questo strano nome si definisce il differenziale tra i tassi che pagano le banche per i soldi presi in prestito dalla Bce (uno per cento). e i tassi che poi fanno pagare a voi per un mutuo (più del sette per cento). Per una convincente campagna di stampa volta al convincimento della popolazione, magari, meglio cambiargli nome.
Skog – Gli economisti indicano con questa sigla il differenziale tra il potere contrattuale di uno schiavo assiro-babilonese del 1500 a.C. e quello di un precario italiano del 2012. Lo Skog è attualmente in perfetta parità, ma il governo intende aumentarlo sensibilmente.
Sbam – Calcolato con uno speciale algoritmo, è il differenziale tra l’utilità di una grande opera come la Tav e le manganellate distribuite alle popolazioni locali per realizzarla. In questo momento lo Sbam è uno a diecimila, ma potrebbe aumentare.
Lsd – E’ una speciale sostanza psicotropa distribuita ai maggiori esponenti del Pd per convincerli a sostenere il governo Monti.
Grazie per l’attenzione. Il nostro centro studi prosegue le sue ricerche. Nel ricordarvi che l’articolo 18 non è un tabù, vi diamo appuntamento alle prossime puntate.
Gentili utenti. Terrorizzare un’intera popolazione con cose che fino a dieci minuti prima non aveva mai sentito nominare non è stato difficile. Farlo con mostri spaziali ed epidemie son buoni tutti. Ma esserci riusciti con lo Spread indica che la strada è tracciata. Ecco le prossime mosse.
Stunt – E’ il differenziale tra le calorie ingerite da un cittadino della Corea del Nord e quelle ingerite da un italiano. Lo Stunt ha grandi margini di miglioramento. Titoli e telegiornali convinceranno gli italiani che mangiare ogni due giorni è possibile, anzi sano.
Spritz – Si tratta del differenziale tra il consumo di champagne di Briatore e il salario di un metalmeccanico. Il governo intende operare per mantenerlo altissimo e, se possibile, aumentarlo.
Furto – Con questo strano nome si definisce il differenziale tra i tassi che pagano le banche per i soldi presi in prestito dalla Bce (uno per cento). e i tassi che poi fanno pagare a voi per un mutuo (più del sette per cento). Per una convincente campagna di stampa volta al convincimento della popolazione, magari, meglio cambiargli nome.
Skog – Gli economisti indicano con questa sigla il differenziale tra il potere contrattuale di uno schiavo assiro-babilonese del 1500 a.C. e quello di un precario italiano del 2012. Lo Skog è attualmente in perfetta parità, ma il governo intende aumentarlo sensibilmente.
Sbam – Calcolato con uno speciale algoritmo, è il differenziale tra l’utilità di una grande opera come la Tav e le manganellate distribuite alle popolazioni locali per realizzarla. In questo momento lo Sbam è uno a diecimila, ma potrebbe aumentare.
Lsd – E’ una speciale sostanza psicotropa distribuita ai maggiori esponenti del Pd per convincerli a sostenere il governo Monti.
Grazie per l’attenzione. Il nostro centro studi prosegue le sue ricerche. Nel ricordarvi che l’articolo 18 non è un tabù, vi diamo appuntamento alle prossime puntate.
martedì 6 marzo 2012
NON LASCIAMO VELTRONI ALLA DESTRA
Di Alessandro ROBECCHI - IL MISFATTO
Feroce polemica su Walter Veltroni: dove collocarlo? A destra, a sinistra o finalmente in pensione? – La difesa dei militanti Pd: “E’ tutto falso, se Veltroni fosse di destra noi saremmo al 70 per cento!” – Le preoccupazioni della base: “Se Walter fosse di destra, Massimo si sposterebbe a sinistra e nessuno capirebbe più niente” – La sintesi del segretario Bersani: “Appunto!”.
Sempre alle prese con i grandi interrogativi, con le domande più difficili, con i dubbi più assillanti, la sinistra italiana si dilania in questi giorni terribili con un nuovo inquietante quesito: Walter Veltroni è di destra? L’angosciosa questione, lanciata qualche giorno fa da Nichi Vendola, divide – tanto per cambiare – la sinistra italiana. Una risposta articolata viene dalla sezione Sabrina Ferilli del Pd di Frosinone (già sezione Karl Marx): “Walter è un leader storico della sinistra italiana, e visto come vanno le cose nella sinistra italiana, beh, il dubbio che lavori per la destra viene. Ma in quel caso sarebbe un genio, e questo lo escludiamo”. Ribatte il segretario della federazione Pd del Molise: “Walter di destra? Ma non fatemi ridere! La destra vince da anni: se Walter fosse dei loro questo non succederebbe!”. Sono in molti a difendere il leader dei veltroniani Walter Veltroni, e qualche voce si alza anche dallo schieramento berlusconiano: “Insomma, basta! – dice un esponente del PdL – ogni volta che qualcuno fa la figura del fesso dite che è dei nostri!”. Argomenti solidi, come si vede. Ma il dibattito non si placa. Walter Veltroni ha deciso di rispondere per le rime e in un’affollata conferenza stampa ha elencato dettagliatamente tutte le battaglie di sinistra della sua carriera politica: quasi mezz’ora di assoluto silenzio che ha sconcertato i presenti. C’è chi getta acqua sul fuoco: “E’ una polemica stupida perché se Walter è di destra, io cosa sarei, un leader dell’impero austro-ungarico?”, ha detto Luciano Violante. Poi si è tolto l’elmetto chiodato e ha lasciato la sala. In ogni caso, la discussione non sembra esaurirsi. In un recente sondaggio, alla domanda “Veltroni è di destra?” i militanti del Pd hanno così risposto: “No, altrimenti governerebbe la sinistra” (43%); “Sì, ora che mi ci fate pensare…” (32%); “Di destra? Ma quello non era D’Alema? (25%). Naturalmente la polemica continua, perché dividersi sulle cazzate, per la sinistra italiana è una tentazione irresistibile.
domenica 19 febbraio 2012
VOI SIETE QUI: PORCA TROIKA
Di Alessandro ROBECCHI
Luciano Violante disegna l’architettura della terza Repubblica. E’ come se l’uomo di Neanderthal, finito di scheggiare una pietra avesse detto: “Bene, fatto! Ora andiamo sulla luna!”. Era lì nella prima Repubblica, era lì nella seconda, e ora lavora alacremente alla terza. In compagnia, dicono le cronache politiche, di Quagliariello, Adornato, Bocchino e Pisicchio, come dire i Brutos che tentano di scrivere l’album bianco dei Beatles. Auguri. Le tre maggiori formazioni politiche, che fino a ieri dialogavano a colpi di merluzzi in faccia, provano ad allearsi per un luminoso futuro. Una specie di Troika che si prepara a ricevere e accontentare la vera Troika (Ue, Fmi, Bce), la quale darà ordini secchi e ultimativi come sta facendo in Grecia e come farà in Portogallo. Dicono i bene informati che l’alleanza è obbligatoria: la popolarità dei partiti è al minimo storico e continuare a litigare sarebbe deleterio. Dunque avremo probabilmente una riforma istituzionale (e forse pure una riforma elettorale) costruita da tre balene spiaggiate e agonizzanti convinte che mettendosi insieme potranno dare vita a un giovane, guizzante e vivace delfino. Auguri di nuovo. A tirare il gruppo sarebbe il partito di Angelino Alfano, quello che affida a Denis Verdini l’operazione trasparenza sul tesseramento farlocco del Pdl, un po’ come chiedere a Barbablù di gestire i corsi prematrimoniali nelle parrocchie. Poi c’è il Pd, la cui base non sa più come dire al vertice che di fidanzarsi con l’Udc non ne vuole sapere. Gliel’ha detto in milanese, in genovese, ora proverà con il sanscrito e con lo swahili, non si sa mai. Geni di complemento, i famosi centristi, quelli che vanno su tutto, come il beige, e tra cui allignano micidiali talenti politici capaci di farsi fregare 13 milioni sotto il naso senza nemmeno accorgersene. Ecco, questi qui faranno la terza Repubblica, mentre un paese sempre più impoverito e diseguale assiste attonito allo spettacolo discutendo animatamente e chiedendo risposte chiare: ma insomma, Belen ce le aveva le mutande? Sì o no?
lunedì 21 novembre 2011
IL NUOVO STILE MONTI CONQUISTA TUTTI: LE MINISTRE INDOSSERANNO LE MUTANDE
Di Alessandro Robecchi
Annuncio choc del nuovo Presidente del Consiglio: per la prima volta a Palazzo Chigi le riunioni si faranno restando vestiti – Lunghe trattative con le associazioni dei camionisti, chiedono un nuovo calendario della ministra delle Pari Opportunità – L’ex ministro Rotondi compie un gesto irreparabile: legge un libro – Ristrutturazione a Palazzo Chigi: un bancomat al posto del palo della lap dance
Nemmeno un rutto o un dito medio alzato, nemmeno una barzelletta zozza dal Presidente del Consiglio, nemmeno un’occhiata fugace al sedere delle segretarie: la cerimonia di giuramento del nuovo governo Monti si è svolta nella più piatta sobrietà, segno di un netto cambiamento di stile rispetto al governo precedente. “E’ come passare dai lucertoloni dell’isola di Komodo a degli astronauti”, ha scritto la prestigiosa rivista Science, pubblicando una foto di Sacconi mentre divora un armadillo. Ma non tutte le voci concordano: ieri le home pages dei principali siti di escort erano listate a lutto e molte professioniste del settore si sono rivestite per protesta. In settimana, intanto, saranno al lavoro speciali squadre di bonifica addette alla ristrutturazione degli uffici dei nuovi ministri. Operazione complessa che prevede il ripristino di decenti condizioni ambientali: dall’ufficio del ministro Brunetta, per esempio, si dovrà rimuovere l’enorme mosaico rappresentante Biancaneve, mentre alle Pari Opportunità gli operai hanno chiesto di poter conservare i calendari della precedente ministra appesi alle pareti, naturalmente per testimonianza storica. Più impegnative le operazioni a Palazzo Chigi, nell’appartamento che spetterà al nuovo Presidente del Consiglio. I lavori in muratura per schiodare dal pavimento il palo della lap dance sono durati alcune ore, così come lo sgombero degli armadi, dove sono stati recuperati oltre trecento tanga leopardati, si dice usati durante le riunioni di lavoro. Giallo invece al ministero dell’economia per la scomparsa del precedente inquilino, il dottor Tremonti. Da giorni non si hanno sue notizie, i familiari sono preoccupati e le numerose segnalazioni giunte in questura – c’è anche chi l’avrebbe visto borseggiare un turista alla stazione Termini – si sono rivelate infondate. Per ora i ministri uscenti non hanno fatto drammi, nessuno si è barricato in ufficio minacciando di gettarsi dal sesto piano, cosa che ha un po’deluso il presidente della Repubblica.
mercoledì 5 ottobre 2011
I CATTOLICI DEL PDL DIFENDONO BERLUSCONI
I cattolici del PdL difendono Berlusconi: “Nessuno come lui si intende di sacre scritture, ma sapete quante ballerine ha scritturato?” – Indiscrezioni da Palazzo Grazioli: “Silvio è distrutto, sta cercando le pecorine smarrite”
di Alessandro ROBECCHI - MISFATTO - IL FATTO QUOTIDIANO
C’è stupore e indignazione tra i cattolici del PdL, devoti a Silvio Berlusconi, per quello che considerano l’ennesimo attacco sferrato dalle toghe rosse: i vescovi. Su un punto, però, sono tutti d’accordo: le parole del cardinal Bagnasco, abilmente travisate dalla sinistra, non riguardano Silvio Berlusconi. “Citatemi un solo passo del Vangelo dove si nomini Silvio Berlusconi! – ha tuonato alla buvette della Camera il ministro Sacconi – ho controllato e non si fa mai il suo nome, piuttosto indagherei su questo Barabba, che mi sembra un gran brutto ceffo, probabilmente iscritto alla Fiom!”. Rincara la dose Roberto Formigoni: “Licenzioso Berlusconi? E’ una fesseria, sanno tutti che non ha mai licenziato nessuno!”. Un altro devoto del PdL, il ministro Rotondi, si sforza di riportare la polemica nei giusti confini: “Cattolici? Certo, siamo tutti cattolici assai devoti, ma è lavoro! Dopo l’orario d’ufficio ognuno fa quello che vuole”. “A me – dice Osvaldo Napoli – risulta che la vita di Silvio Berlusconi sia tutt’altro che vacua e triste, anzi c’è un sano divertimento nelle sue serate, aiuta i giovani e c’è chi giura di avergli visto fare il trenino con la Minetti vestita da suora”. In generale, la compagine cattolica al governo non ci sta. Dice un deputato che si appella al segreto confessionale e chiede di rimanere anonimo: “La vita di Berlusconi testimonia di un vero fervore cristiano: tutti ricordano quando ha moltiplicato i debiti delle sue aziende e li ha distribuiti a tutti gli italiani! Se non è evangelico questo…”. Un altro esponente cattolico vicino al premier fa notare che il severo monito di Bagnasco non può certo riguardare Berlusconi: “E’ assurdo immaginare comportamenti licenziosi in un uomo che nelle sue ville organizza vere e proprie serate mondiali della gioventù, tra balli e canti, proprio come il Papa, che però, avendo più tempo libero, lo fa di giorno”. Più difficile, invece, immaginare a chi si rivolgesse veramente Bagnasco. Stracquadanio non ha dubbi: “Parlava di Calderoli e della sua legge elettorale. Lo dice anche il Padre Nostro: liberaci dal maiale, amen!”. Secondo Maria Stella Gelmini, invece, i vescovi, dopo aver scavato un tunnel dal Vaticano alla Puglia, si riferivano a Vendola, il cui nome non compare nel discorso di Bagnasco soltanto grazie ai provvidenziali omissis della procura di Bari. Mentre la polemica infuria, però, le diplomazie sono al lavoro. Secondo indiscrezioni, il PdL avrebbe offerto al Vaticano, in cambio di una smentita, Ibrahimovic, Pato e una legge sul fine vita, più Sabina Began in prestito per due stagioni e l’esenzione dell’Ici fino al Giudizio Universale. In Vaticano ci stanno pensando.
lunedì 15 agosto 2011
E I TOPI FINGONO DI ABBANDONARE LA NAVE
Di Alessandro ROBECCHI
Abilmente travestiti da Gianni e Pinotto, i due più pericolosi rapinatori del paese hanno messo a segno il loro colpo migliore. Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti, quelli che hanno aumentato di 250 miliardi il debito pubblico in tre anni (chapeau!), hanno compiuto il più grande furto della loro epoca. Sacconi faceva il palo, e anche per questo è strano che non li abbiano presi. Vittime della rapina: ceti medi e bassi penalizzati dal taglio dei servizi e dell’assistenza (che i rapinatori astutamente chiamano tagli ai costi della politica), e quella parte minoritaria di ceti medi e medio-alti che paga le tasse. Beneficiari della rapina, le categorie protette dal governo Berlusconi: i super-ricchi che vivono di rendite e gli evasori fiscali. Mentre si valutano gli effetti della rapina, i rapinatori si mostrano dispiaciuti. E’ un vecchio trucco: il povero Silvio si duole di aver derubato gente per bene e aiutato i soliti delinquenti a cavarsela ancora una volta, è contrito di aver messo le mani nelle tasche degli italiani, invece che, come tradizione e vanto, sul culo delle italiane. Si registrano, in più, alcuni testacoda assai divertenti. Quello del vicedirettore di Libero, per esempio, un certo Bechis che annuncia: “mi autosospendo da elettore del centrodestra”. Uh, che ridere! Sarà lo stesso Bechis che in decine di occasioni abbiamo visto in tivù strologare sul genio di Silvio? Non sarà un po’ comodo autosospendersi adesso? Dove ha vissuto negli ultimi anni, su Saturno? Resti lì, Bechis, andiamo, un po’ di dignità! Sorprendente anche un certo Feltri Vittorio, che sbraita e strepita sulla manovra iniqua, e che avrebbe preferito, bontà sua, una patrimoniale e una riforma delle pensioni. Niente male per uno che è andato in pensione a 53 anni (nel ’97) e che negli ultimi decenni è stato il primo tifoso del padrone di Arcore, e da lui sontuosamente stipendiato. E’ proprio vero: quello dei topi che fingono di abbandonare la nave è uno spettacolo unico, straordinario, impagabile. Peccato davvero che invece ce lo facciano pagare. E carissimo, anche
mercoledì 20 luglio 2011
UNA MANOVRA CON STILE
di Alessandro ROBECCHI
Chiamiamo le cose con il loro nome: la manovra economica varata dal governo è senza ombra di dubbio una manovra di classe. E che classe, gente! Chissà se gli onorevoli indagati, tipo quel simpatico Milanese, si sono presentati a votare la manovra con al polso cinque o sei orologi da migliaia di euro. Ci vuole una certa classe per fare come quel Papa che qualcuno vorrebbe arrestare: qualche macchinone chiuso in garage, la Jaguar regalata all’amica, la fuoriserie lucida per correre a votare i tagli agli asili nido. Classe, gente, non c’è altra parola! E don Silvio, allora? Chiuso nel suo silenzio operoso potrà gioire del fatto che l’Italia non è la Grecia grazie soprattutto ai ticket sanitari e alla bastonatura dei bassi redditi. E, con una certa classe, potrà sorvolare il paese sui due nuovi superelicotteri da cinquanta milioncini della Presidenza del consiglio. Cadauno. O, se preferite, cadano tutti e due!, che sarebbe comprensibile preghiera. Ci vuole una certa classe per tagliare le agevolazioni fiscali alle famiglie più povere in misura doppia che a quelle piú ricche. É commovente sapere che gente che vive di consulenze milionarie, che spende un miliardo di euro all’anno per andare a casa con l’autista, trovi il tempo per far pagare ai cittadini la visita al pronto soccorso. La classe non é acqua. E del resto é giusto che l’esempio venga dall’alto, che la classe dirigente e le massime autorità del governo mostrino sensibilità, moderazione nei costumi, propensione al risparmio. Tipo vivere gratis a casa di un amico come ha fatto il ministro dell’economia. Fatelo anche voi e non avrete gli aggravi previsti per i mutui. Ci vuole polso fermo per guidare un paese, ma anche un po’ di stile non guasta, la forma è importante. Chissà come apprezzano gli otto milioni di italiani poveri. Diranno ammirati: peró, che manovra di classe!
venerdì 1 luglio 2011
C'E' DA ESSERE STORDITI
Da: Voi siete qui - Alessandro Robecchi
Giuliano Ferrara, uomo di potere fin dalla culla, si dichiara “stordito”. Stordito dal silenzio dei direttori dei grandi giornali sullo scandalo increscioso delle intercettazioni che loro stessi pubblicano. Segue il tradizionale pippone sulla privacy e sulle mascalzonate della magistratura, che spunta sempre quando la privacy violata è quella dei potenti, di cui Ferrara si sente, per vari motivi, storia, tradizione e complicità, parte integrante. In effetti sì, siamo indignati anche noi. E’ ora di dirlo chiaro e tondo, ci uniamo all’indignazione stordita di Ferrara. E’ uno scandalo, una cosa inaccettabile, che la signora Prestigiacomo diriga le politiche ambientali del paese. Una che pare (al telefono con Bisignani) più preoccupata della sua visibilità che del dissesto idrogeologico, più angosciata da “Mara”, altra ministra, poveretti noi, che dai problemi ambientali. E’ uno scandalo che il direttore generale della più grande azienda culturale del paese parli di Santoro con toni da raffinato hegeliano, dicendo cose come “Je stiamo a spacca’ er culo. So’ arrapato come ‘na bestia”. Che l’amministratore delegato delle Ferrovie telefoni col cappello in mano, che la Santanché si faccia strada grazie alle spinte e alle conoscenze, che il nuovo che avanza, tipo Montezemolo, baci la pantofola per questa o quella fiction da sbloccare. La ministra Gelmini che definisce “un cretino” Cicchitto ci può anche stare, è il fatto che sia ministra che stordisce. La triste farsa del berlusconismo, la putrefazione della destra italiana, sono lì da leggere e da sfogliare. E’ comprensibile che Ferrara, che ne è stato cantore, teorico, portavoce e devoto seguace si secchi. Ma la vera questione è un’altra: è che gente come Prestigiacomo, Gelmini, Masi, Letta e su su fino al conducator latin lover che ci ritroviamo, e traffichini, furbetti, affaristi e Frattini vari governino il Paese. I risultati, del resto, si vedono. Dov’è lo scandalo: che si violi la privacy della classe dirigente o che la classe dirigente sia questa accozzaglia di gaglioffi?
In effetti, sì, c’è da essere storditi.
martedì 7 giugno 2011
UN TEATRINO TUTTO SUO
Alessandro ROBECCHI - Voi siete qui
Silvio Berlusconi – Anziano imprenditore estraneo al teatrino della politica, ha aperto un teatrino tutto suo, con luci soffuse e palo per la lap dance. Vantaggi: può garantire una campagna elettorale a budget illimitato. Svantaggi: gli elettori potrebbero vomitare sulla scheda causando qualche problema durante lo scrutinio.
Marina Berlusconi – Imprenditrice di mezza età, è partita da zero e si è fatta da sola. Guida un’azienda sottratta ai legittimi proprietari grazie alla corruzione di un giudice, dettaglio che garantirebbe una continuità etica alla leadership del centrodestra.
J.K. – Giovanissima danzatrice del ventre yemenita. La sua candidatura alle primarie del PdL sarà valida solo in caso di voto nel maggio 2013, data in cui sarà maggiorenne da pochi giorni.
Claudio Scajola – Un politico a tutto tondo, pare sia candidato alle primarie del PdL a sua insaputa. Due volte ministro e due volte dimissionario, potrebbe essere una garanzia per la sinistra in caso di incoronazione a candidato premier.
Cicciuzzo ‘a Mitraglia – Sostenuto dall’ala legalitaria del PdL (Cosentino e Dell’Utri), si presenta come elemento in grado di cementificare l’alleanza al Sud. In caso contrario, potrebbe cementificare gli avversari politici. Attenzione, è armato.
Fabrizio Cicchitto – Veterano di numerose formazioni democratiche, i suoi capi sono sempre finiti in galera (Licio Gelli) o latitanti (Bettino Craxi), cosa che fa ben sperare per le primarie del PdL.
Roberto Formigoni – Anziano beat cattolico, sogna da tempo un ruolo di primo piano nella politica nazionale. Cita Don Giussani e si veste come Elton John. Francamente, sarebbe meglio il contrario.
La notizia che anche il PdL utilizzerà lo strumento delle primarie per eleggere il candidato alle prossime elezioni politiche ha generato un’ondata di entusiasmo nella destra italiana. In esclusiva mondiale, il manifesto è in grado di presentare la lista dei candidati.
Silvio Berlusconi – Anziano imprenditore estraneo al teatrino della politica, ha aperto un teatrino tutto suo, con luci soffuse e palo per la lap dance. Vantaggi: può garantire una campagna elettorale a budget illimitato. Svantaggi: gli elettori potrebbero vomitare sulla scheda causando qualche problema durante lo scrutinio.
Marina Berlusconi – Imprenditrice di mezza età, è partita da zero e si è fatta da sola. Guida un’azienda sottratta ai legittimi proprietari grazie alla corruzione di un giudice, dettaglio che garantirebbe una continuità etica alla leadership del centrodestra.
J.K. – Giovanissima danzatrice del ventre yemenita. La sua candidatura alle primarie del PdL sarà valida solo in caso di voto nel maggio 2013, data in cui sarà maggiorenne da pochi giorni.
Claudio Scajola – Un politico a tutto tondo, pare sia candidato alle primarie del PdL a sua insaputa. Due volte ministro e due volte dimissionario, potrebbe essere una garanzia per la sinistra in caso di incoronazione a candidato premier.
Cicciuzzo ‘a Mitraglia – Sostenuto dall’ala legalitaria del PdL (Cosentino e Dell’Utri), si presenta come elemento in grado di cementificare l’alleanza al Sud. In caso contrario, potrebbe cementificare gli avversari politici. Attenzione, è armato.
Fabrizio Cicchitto – Veterano di numerose formazioni democratiche, i suoi capi sono sempre finiti in galera (Licio Gelli) o latitanti (Bettino Craxi), cosa che fa ben sperare per le primarie del PdL.
Roberto Formigoni – Anziano beat cattolico, sogna da tempo un ruolo di primo piano nella politica nazionale. Cita Don Giussani e si veste come Elton John. Francamente, sarebbe meglio il contrario.
venerdì 3 giugno 2011
CRONACHE DI ORDINARIA FOLLIA
Alessandro Robecchi (ideatore e scrittore di molte delle battute di Crozza) racconta a suo modo la sua giornata di spogli elettorali:
I tempi stanno cambiando. Stanno cambiando così rapidamente che per la prima volta il 25 aprile è caduto il 30 maggio. Questa è la cronaca di alcune decisive ore della giornata di Lunedì. Chi scrive è autorizzato dal Cln.
Ore 15.00. Chiusura delle urne a Napoli. Compaiono i primi banchetti di magliette con la scritta “Viva o’ sindaco” e la faccia di De Magistris.
Ore 15,07. Una nota casa farmaceutica svizzera dichiara che testerà i suoi nuovi ritrovati contro l’ulcera su Maurizio Lupi.
Ore 15.25. Primi dati da Milano: Matteo Salvini tenta un gesto estremo: legge un libro. Ricoverato d’urgenza.
Ore 15.38. La Brigata Rosi Bindi entra trionfalmente a Pavia.
Ore 15.42. Una colonna di mezzi blindati della Lega lascia Gallarate sventolando bandiera bianca.
Ore 15.51. Silvio Berlusconi dalla Romania dichiara: “Elezioni in Italia? Non ne so nulla, stavo vedendo il Tg1”.
Ore 16.00. A Milano Giuliano Pisapia annuncia l’amnistia per i ladri d’auto e concede un salvacondotto a Letizia Moratti, che potrà lasciare Palazzo Marino protetta dalla speciale permanente in tungsteno.
Ore 16.15. Le brigate Emilio Lussu espugnano Cagliari senza sparare un colpo.
Ore 16.26. Milano. Maurizio Belpietro si scippa da solo, ma la polizia non interviene perché sta festeggiando il nuovo sindaco in piazza del Duomo.
Ore 16.32. Milano. Daniela Santanché di ritorno dall’estetista implora il tassista di evitare Piazzale Loreto.
Ore 16.45. Napoli. Antonio Lettieri vince un terno al lotto giocando i numeri della Smorfia corrispondenti a “sconfitta”, “tracollo” e “figur’emmierda”.
Ore 17.10. Silvio Berlusconi dalla Romania dichiara: “Elezioni in Italia? Non ne so nulla, stavo vedendo il Tg5”.
Ore 17.25. La Brigata Ugo Tognazzi entra trionfalmente a Mantova e lancia tortelli di zucca alla popolazione festante.
Ore 17.28. Il sindaco leghista di Varese chiude le porte della città e annuncia che non accoglierà i profughi padani che arrivano su enormi barconi da Desio e Gallarate.
Ore 17.45. Novara. Il sindaco uscente (lega Nord) prende contatto con l’organizzazione Odessa per rifugiarsi sotto falso nome a Bariloche.
Ore 18.01. Giuliano Pisapia è ufficialmente il nuovo sindaco di Milano. Telegramma di felicitazioni di Pertini
Ore 18.22. In una nota riservata indirizzata ai Cln di Napoli e Milano, la direzione del Pd chiede se può levare il bavaglio a Massimo D’Alema e Walter Veltroni, ora che non si temono più loro dichiarazioni autolesioniste.
Ore 18.23. I Cln di Napoli e Milano rispondono con una nota telegrafica: “No”.
Ore 18.25. La brigata Beppe Viola libera la cittadina di Arcore, in Lombardia.
Ore 18.30. Silvio Berlusconi in una nota dalla Romania si rivolge a Barak Obama: a Milano hanno votato soltanto magistrati.
Ore 18.32. La nostra cronaca finisce qui. Vado alla festa.
I tempi stanno cambiando. Stanno cambiando così rapidamente che per la prima volta il 25 aprile è caduto il 30 maggio. Questa è la cronaca di alcune decisive ore della giornata di Lunedì. Chi scrive è autorizzato dal Cln.
Ore 15.00. Chiusura delle urne a Napoli. Compaiono i primi banchetti di magliette con la scritta “Viva o’ sindaco” e la faccia di De Magistris.
Ore 15,07. Una nota casa farmaceutica svizzera dichiara che testerà i suoi nuovi ritrovati contro l’ulcera su Maurizio Lupi.
Ore 15.25. Primi dati da Milano: Matteo Salvini tenta un gesto estremo: legge un libro. Ricoverato d’urgenza.
Ore 15.38. La Brigata Rosi Bindi entra trionfalmente a Pavia.
Ore 15.42. Una colonna di mezzi blindati della Lega lascia Gallarate sventolando bandiera bianca.
Ore 15.51. Silvio Berlusconi dalla Romania dichiara: “Elezioni in Italia? Non ne so nulla, stavo vedendo il Tg1”.
Ore 16.00. A Milano Giuliano Pisapia annuncia l’amnistia per i ladri d’auto e concede un salvacondotto a Letizia Moratti, che potrà lasciare Palazzo Marino protetta dalla speciale permanente in tungsteno.
Ore 16.15. Le brigate Emilio Lussu espugnano Cagliari senza sparare un colpo.
Ore 16.26. Milano. Maurizio Belpietro si scippa da solo, ma la polizia non interviene perché sta festeggiando il nuovo sindaco in piazza del Duomo.
Ore 16.32. Milano. Daniela Santanché di ritorno dall’estetista implora il tassista di evitare Piazzale Loreto.
Ore 16.45. Napoli. Antonio Lettieri vince un terno al lotto giocando i numeri della Smorfia corrispondenti a “sconfitta”, “tracollo” e “figur’emmierda”.
Ore 17.10. Silvio Berlusconi dalla Romania dichiara: “Elezioni in Italia? Non ne so nulla, stavo vedendo il Tg5”.
Ore 17.25. La Brigata Ugo Tognazzi entra trionfalmente a Mantova e lancia tortelli di zucca alla popolazione festante.
Ore 17.28. Il sindaco leghista di Varese chiude le porte della città e annuncia che non accoglierà i profughi padani che arrivano su enormi barconi da Desio e Gallarate.
Ore 17.45. Novara. Il sindaco uscente (lega Nord) prende contatto con l’organizzazione Odessa per rifugiarsi sotto falso nome a Bariloche.
Ore 18.01. Giuliano Pisapia è ufficialmente il nuovo sindaco di Milano. Telegramma di felicitazioni di Pertini
Ore 18.22. In una nota riservata indirizzata ai Cln di Napoli e Milano, la direzione del Pd chiede se può levare il bavaglio a Massimo D’Alema e Walter Veltroni, ora che non si temono più loro dichiarazioni autolesioniste.
Ore 18.23. I Cln di Napoli e Milano rispondono con una nota telegrafica: “No”.
Ore 18.25. La brigata Beppe Viola libera la cittadina di Arcore, in Lombardia.
Ore 18.30. Silvio Berlusconi in una nota dalla Romania si rivolge a Barak Obama: a Milano hanno votato soltanto magistrati.
Ore 18.32. La nostra cronaca finisce qui. Vado alla festa.
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