Monica Castro, consigliera Pdl del Comune di Calenzano, ha voluto esprimere il suo dissenso contro la manovra Monti. E ha deciso di fare in mutande e reggiseno. Nelle mani reggeva un cartello con scritto:
«Siamo rimasti in mutande, grazie presidente Monti».
La Castro ha dichiarato:
«La mia è una protesta seria contro la manovra e contro quei pecoroni che l'hanno votata. Sono arrabbiata con tutti e delusa anche dal mio partito che ha dimostrato di tradire i principi nei quali ho creduto».
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venerdì 30 dicembre 2011
venerdì 9 dicembre 2011
L'AMARA GRADITA MEDICINA
I due sondaggi sopra graficamente rappresentati ci dicono qualcosa di importante: gli italiani hanno capito perfettamente in quale guaio il governo Scilipoti/Berlusconi ci aveva cacciato e sono pronti ad affrontare ogni immane sacrificio pur di sopravvivere. Non si spiegherebbe altrimenti come un governo che blocca le indicizzazioni delle pensioni minime, reintroduce l'ICI per la prima casa e fa schizzare il prezzo alla pompa della benzina a livelli stratosferici (siamo l'unico paese al mondo dove un litro di benzina costa più di un litro di vino....), possa godere di una così vasta fiducia e di un consenso quasi inaspettato.
Insomma, temo che di quanto sopra, i vari Di Pietro o Maroni, se ne debbano fare comunque una ragione. Perchè è ormai acclarato che siamo un popolo passionale, incazzereccio, disordinato e molto spesso insolente.
Ma quando siamo di fronte alla cacca, quella puzzolente, sappiamo tirar fuori delle mastodontiche dosi di sano pragmatismo.
sabato 3 dicembre 2011
martedì 6 settembre 2011
LA MANOVRA DEL CAMBIO
Questo governo ha cambiato così tante volte la manovra che ha fuso la sua ipotetica frizione.
Servirebbe un buon meccanico.
O, molto più semplicemente, un auto nuova.
Servirebbe un buon meccanico.
O, molto più semplicemente, un auto nuova.
venerdì 2 settembre 2011
LA MANOVRA SUI LUOGHI DEL BUNGA BUNGA
Ma sarà mica il caso che questo paese inizi a normalizzarsi un attimino ?
Ma cosa sono queste riunioni ad Arcore, Villa San Martino, alias residenza del premier assurta a luogo di culto del Bunga Bunga in tutto il mondo, alla presenza del consigliere regionale della Lombardia Trota Bossi ?
Che c'azzecca il Trota con la manovra ?
E soprattutto Palazzo Chigi, sede istituzionale del governo, l'avranno mica abbattuto ?
O la struttura è ora adibita ad altri compiti ?
O la struttura è ora adibita ad altri compiti ?
Si possono decidere le sorti di milioni di persone che non arrivano più alla fine del mese intorno al palo lap dance del sottoscala di Arcore dove venivano celebrati i travestimenti ballerini da poliziotte e/o erotico-infermiere della Croce Rossa ?
No, tutto questo non è ammissibile.
Perchè poi, l'accostamento, purtroppo, diventa naturale. Come scriveva ieri Marco Travaglio sul Fatto, questa poi, diventa la manovra bunga bunga. Stessa credibilità ballerina. Stessi protagonisti poco credibili.
E stessa triste rappresentazione di un paese allo sbando.
martedì 16 agosto 2011
RIEPILOGANDO
Hanno varato una manovra finanziaria che ci sta spezzando le ossa. Ora un parlamento che pochi mesi fa ha convintamente creduto che Ruby fosse la nipote di Moubarak, la convertirà in legge definitiva dello stato. Un parlamento, per capirci, composto da deputati che incamerano il compenso per il portaborse per poi pagarlo in nero, o comunque non regolarizzarlo, ci sta parlando di lotta all'evasione ed elusione fiscale. Un parlamento che qualche settimana fa ha varato un provvedimento sotto il nome di "decreto per lo sviluppo", nel quale, di fatto, (art. 7 comma 1a) si impedisce al personale preposto ai controlli degli esercizi commerciali di perseverare per sei mesi nelle ispezioni ad esercenti autonomi beccati in castagna, dovrà adottare misure per scovare i grandi evasori. Il tutto, in un paese, dove a pagare sono i soliti noti. Il tutto in un paese dove una società di capitale su due dichiara reddito zero o perdita grazie all'arguzia di abili commercialisti.
E' il paese dell'assurdo. Dove l'ingiustizia non ha mai fine.
Ma è anche il paese di gente assopita. Che in maniera piacevolmente insensibile continua ad esporsi in silenzio a continue legnate.
Sotto l'ombrellone tanto si parla d'altro.
L'Inter sta vendendo Etò.
E domani, dice Tremonti, avremo un mondo migliore.
Auguri a tutti.
sabato 6 agosto 2011
TIRA PROPRIO UNA BRUTTA ARIA
Sconvolgendo il pre dinner di milioni di itlaliani, la coppia di fattucchieri B. e Tremonti si è presentata sui nostri schermi anticipandoci quattro misure che verranno realizzate per far fronte alla spaventosa crisi finanziaria di questi giorni.
In verità tre misure (modifiche costituzionali, riforma del mercato del lavoro) sono paragonabili all'opera di piazzisti che provano a vendere pentole nei programmi notturni o pomeridiani di televisioni locali che nessuno guarda più. Nel senso che saranno difficilmente realizzabili soprattutto per motivi di tempistica (una modifica costituzionale richiede passaggi Parlamentari multipli ed almeno 9/12 mesi per venire alla luce).
Poi però c'è una misura che di ciccia ne ha parecchia.
I nostri eroi, infatti, ci hanno preannunciato che la manovra che prima doveva essere scaricata tutta nel biennio 2013/2014, (e cioè quando magari alla guida del paese avremmo avuto un governo di colore diverso da quello attuale) ora dovrà essere cambiata in maniera tale da mostrare i suoi effetti entro il 31 Dicembre 2013.
Non è un cambiamento da poco.
Non so se l'avete capito: B. e soci dovranno scontentare parecchie persone nel biennio di legislatura che rimane. Non si potranno più nascondere dietro giochi di prestigio o dilazioni di provvedimenti. Faranno macelleria sociale a manbassa, perdendo, statene certi, ulteriori consensi.
Perchè tutto ciò avverrà durante la prossima campagna elettorale per le elezioni del 2013.
Per l'uomo delle eterne promesse mai mantenute, e del "non abbiamo mai messo le mani sulle tasche degli italiani" questa, sarà la più grande disfatta.
Insomma, il colpo di grazia è servito.
I bluff scoperti.
La cruda verità lo consegnerà al perpetuo oblio.
lunedì 25 luglio 2011
GLI AUMENTI DELLE TASSE DE IL GIORNALE
Il Giornale - Domenica 24 Luglio 2011 :
E quello che, lo stesso Giornale, non vi racconterà mai........ :
mercoledì 20 luglio 2011
UNA MANOVRA CON STILE
di Alessandro ROBECCHI
Chiamiamo le cose con il loro nome: la manovra economica varata dal governo è senza ombra di dubbio una manovra di classe. E che classe, gente! Chissà se gli onorevoli indagati, tipo quel simpatico Milanese, si sono presentati a votare la manovra con al polso cinque o sei orologi da migliaia di euro. Ci vuole una certa classe per fare come quel Papa che qualcuno vorrebbe arrestare: qualche macchinone chiuso in garage, la Jaguar regalata all’amica, la fuoriserie lucida per correre a votare i tagli agli asili nido. Classe, gente, non c’è altra parola! E don Silvio, allora? Chiuso nel suo silenzio operoso potrà gioire del fatto che l’Italia non è la Grecia grazie soprattutto ai ticket sanitari e alla bastonatura dei bassi redditi. E, con una certa classe, potrà sorvolare il paese sui due nuovi superelicotteri da cinquanta milioncini della Presidenza del consiglio. Cadauno. O, se preferite, cadano tutti e due!, che sarebbe comprensibile preghiera. Ci vuole una certa classe per tagliare le agevolazioni fiscali alle famiglie più povere in misura doppia che a quelle piú ricche. É commovente sapere che gente che vive di consulenze milionarie, che spende un miliardo di euro all’anno per andare a casa con l’autista, trovi il tempo per far pagare ai cittadini la visita al pronto soccorso. La classe non é acqua. E del resto é giusto che l’esempio venga dall’alto, che la classe dirigente e le massime autorità del governo mostrino sensibilità, moderazione nei costumi, propensione al risparmio. Tipo vivere gratis a casa di un amico come ha fatto il ministro dell’economia. Fatelo anche voi e non avrete gli aggravi previsti per i mutui. Ci vuole polso fermo per guidare un paese, ma anche un po’ di stile non guasta, la forma è importante. Chissà come apprezzano gli otto milioni di italiani poveri. Diranno ammirati: peró, che manovra di classe!
lunedì 18 luglio 2011
NON ABBIAMO MESSO LE MANI IN TASCA AGLI ITALIANI
Ora, vi prego, fate buon esercizio di memoria.
E non dimenticatevi mai dell'eterno ritornello che l'ometto ci ha ripetuto negli ultimi 17 anni.
E leggetevi, con calma, l'articolo qui sotto.
Poi, medidate: sul senso di giustizia sociale, sui privilegi mai toccati, sui poveri disgraziati che sono sempre chiamati a salvare la patria.
E quando lui vi ribadirà che ridurrà le tasse, almeno stavolta, ridetegli in faccia.
Di Valentina Conte - LA REPUBBLICA
E non dimenticatevi mai dell'eterno ritornello che l'ometto ci ha ripetuto negli ultimi 17 anni.
E leggetevi, con calma, l'articolo qui sotto.
Poi, medidate: sul senso di giustizia sociale, sui privilegi mai toccati, sui poveri disgraziati che sono sempre chiamati a salvare la patria.
E quando lui vi ribadirà che ridurrà le tasse, almeno stavolta, ridetegli in faccia.
Di Valentina Conte - LA REPUBBLICA
Alla fine, chi li pagherà quei tagli alle agevolazioni fiscali? Soprattutto le famiglie italiane con redditi medio-bassi. E quanto? Quasi il doppio di quelle abbienti. Fare i conti il giorno dopo l'approvazione d'emergenza della manovra da 48 miliardi non porta buone notizie ai contribuenti. Le famiglie con redditi modesti, e che versano le tasse, nei prossimi anni subiranno la stangata più odiosa. Grazie a una clausola di salvaguardia che mette in sicurezza i conti dello Stato, ma che stravolge quelli domestici.
E dunque, proprio chi fino ad ora contava su detrazioni, deduzioni e bonus fiscali per alleggerire l'Irpef, nel 2013 e nel 2014 vedrà ridotti sensibilmente gli sconti. L'effetto regressivo, calcolato per il sito lavoce. info da Massimo Baldini, economista e docente, si abbatte con particolare iniquità sui nuclei familiari con un reddito medio tra i 16 e i 27 mila euro che a regime, nel 2014, perderanno 620 euro di agevolazioni, su un totale medio di 3 mila euro, quasi il 21%. Un quinto in meno. Al contrario, il 10% più ricco delle famiglie, quelle con un reddito superiore ai 54 mila euro, lasceranno allo Stato solo 364 euro. Perché?
Poi, se proprio volete incazzarvi, cliccate qui.
E dunque, proprio chi fino ad ora contava su detrazioni, deduzioni e bonus fiscali per alleggerire l'Irpef, nel 2013 e nel 2014 vedrà ridotti sensibilmente gli sconti. L'effetto regressivo, calcolato per il sito lavoce. info da Massimo Baldini, economista e docente, si abbatte con particolare iniquità sui nuclei familiari con un reddito medio tra i 16 e i 27 mila euro che a regime, nel 2014, perderanno 620 euro di agevolazioni, su un totale medio di 3 mila euro, quasi il 21%. Un quinto in meno. Al contrario, il 10% più ricco delle famiglie, quelle con un reddito superiore ai 54 mila euro, lasceranno allo Stato solo 364 euro. Perché?
Poi, se proprio volete incazzarvi, cliccate qui.
venerdì 8 luglio 2011
QUELLI CHE... NON ABBIAMO MESSO LA MANI IN TASCA AGLI ITALIANI
Breve approfondimento della manovra.
Oggi parliamo di B.O.T., insomma, di quei titoli di stato in cui la famigliola investe i 10 mila euro di risparmi per capirci.....
Facciamo un esempio semplice semplice (prendendo per buoni alcuni dati forniti da Giuditta Marvelli su il Corriere della Sera).
10.000 euro investiti in Bot annuali oggi danno un rendimento dell’1,5% (al netto del prelievo alla fonte del 12,5 e delle spese di commissione pari allo 0,3%). In soldi fanno 150 euro. Da cui, però, vanno sottratti 34,20 euro per il succitato bollo e circa 20 euro per la gestione del servizio da parte della banca. Alla fine della fiera, dunque, il risparmiatore intasca 95,8 euro. Questo oggi.
Nel 2012, quando il bollo aumenterà a 120 euro, il succitato possessore di Bot si troverà ad incamerare, sempreché il rendimento dei titoli rimanga immutato, 10 euro; nel 2013, quando il bollo arriverà a 150 euro, invece, il suo guadagno sarà pari a zero (se non addirittura negativo).
Che diceva Berlusconi? “Non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani”?
Grazie a "Camelot"
Oggi parliamo di B.O.T., insomma, di quei titoli di stato in cui la famigliola investe i 10 mila euro di risparmi per capirci.....
Facciamo un esempio semplice semplice (prendendo per buoni alcuni dati forniti da Giuditta Marvelli su il Corriere della Sera).
10.000 euro investiti in Bot annuali oggi danno un rendimento dell’1,5% (al netto del prelievo alla fonte del 12,5 e delle spese di commissione pari allo 0,3%). In soldi fanno 150 euro. Da cui, però, vanno sottratti 34,20 euro per il succitato bollo e circa 20 euro per la gestione del servizio da parte della banca. Alla fine della fiera, dunque, il risparmiatore intasca 95,8 euro. Questo oggi.
Nel 2012, quando il bollo aumenterà a 120 euro, il succitato possessore di Bot si troverà ad incamerare, sempreché il rendimento dei titoli rimanga immutato, 10 euro; nel 2013, quando il bollo arriverà a 150 euro, invece, il suo guadagno sarà pari a zero (se non addirittura negativo).
Che diceva Berlusconi? “Non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani”?
Grazie a "Camelot"
martedì 5 luglio 2011
NOI LACRIME E SANGUE, B. INTANTO NON PAGA..........
La straordinaria abilità di questo omuncolo nel piazzare misure studiate su misura per lui in mezzo a provvedimenti che ci riducono alla canna del gas era arcinota.
Ma con questa manovra, credetemi, si è superato.
A giorni, la Corte d'Appello di Milano, deve decidere sul maxi risarcimento di B. alla Cir di De Benedetti per lo scippo della Mondadori.
Ed, allora, dal cappello magico cosa ti spunta ????????
(Fonte: Corriere della Sera)
Ah, dimenticavo.... ovviamente ieri sera questa notizia il TG1 non l'ha data.......
lunedì 4 luglio 2011
SE INVECE DEL SUV TASSIAMO IL POVERACCIO.......
Venerdì 1 Luglio 2011, sul Corriere della Sera, Marco Galluzzo, in un suo articolo, raccontava alcuni retroscena sulla manovra approntata da Tremonti. Ad un certo punto, riportava delle dichiarazioni di Berlusconi e La Russa sulla probabile tassa ai Suv di grande cilindrata.
Ecco il pezzo integrale:
"Ed infine qualche brivido sulla tassa che colpirà i Suv. Berlusconi stesso ha esternato dei dubbi, La Russa e Matteoli hanno aggiunto argomenti legati al consenso: i proprietari dei macchinoni «sono gente che vota per noi, siamo proprio sicuri?".
Tale dichiarazione, in uno stato normalmente democratico non anestetizzato, avrebbe procurato una sorta di finimondo. In Italia è passata liscia come l'olio. Senza che nessuno abbia provato un brivido sulla schiena.
Chi scrive, invece, di brividi, ne ha provati in eccesso.
Ma si, prendiamocela con i pensionati da mille euro netti al mese che magari mantengono con il loro stipendio da morti di fame anche il figlio precario 30enne o disoccupato, munito di inutile laurea.
Usurpiamogli la rivalutazione al tasso d'inflazione del suo indecente assegno mensile.
Usurpiamogli la rivalutazione al tasso d'inflazione del suo indecente assegno mensile.
Tanto, quello è un comunista incallito che non ci vota.
L'importante è che salvaguardiamo il portafogli di chi ci garantisce i nostri privilegi perchè ha la certezza che noi, in una sorta di scambio alla pari, garantiamo impunemente i suoi.
Si chiama ingiustizia sociale. Ed è lo sport preferito da questo governo.
Ricordatevelo la prossima vota che entrerete dentro un urna elettorale.
venerdì 1 luglio 2011
MA FINO A QUANDO VOLETE SPREMERCI ???????
Quello che ieri sera ognuno di noi poteva trovare in rete:
Poi, almeno per quanto mi riguarda, ho telefonato al mio doc per un buon antidepressivo.......
Poi, almeno per quanto mi riguarda, ho telefonato al mio doc per un buon antidepressivo.......
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