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lunedì 30 gennaio 2012

CI PENSA GIULIO

Schettino potrebbe scrivere un libro dal titolo "La Nave in porto" ??

George Bush potrebbe scrivere un libro dal titolo "4 motivi per evitare un conflitto" ??

Bossi padre e figlio, a quattro mani, potrebbero scrivere un libro dal titolo "L'immigrazione,  una risorsa per l'Italia" ??

Insomma, per farla corta, Tremonti può permettersi di scrivere un libro del genere ????


sabato 31 dicembre 2011

GIULIO TREMONTI IS BACK

E' tornato Giulio Tremonti. Con un articolo sermone sul Corriere della sera di ieri. Il succo del discorso è abbastanza ovvio: il problema dell'Italia è il debito pubblico. Quello, per capirci, che si è formato maggiormente quando lui era il ministro responsabile delle scelte sul piano economico  di questo paese........

mercoledì 9 novembre 2011

NON LI CHIAMATE IRRESPONSABILI. SAREBBE UN COMPLIMENTO...

Spread a 561. Interessi sui BTP a 7,4%.

Dati da default, fallimento totale dello stato, bancarotta fraudolenta.
Dati, in base ai quali, Irlanda, Portogallo e Grecia hanno iniziato a non pagare più gli stipendi dei dipendenti pubblici.
Lo strazio insomma.

E questi buontemponi che ancora ci governano cosa fanno ?
Si scrivono le letterine, si fanno i dispetti. E il mini-stro Brunetta chiede l'aiuto di B.
Si, perchè Giulietto Tremonti ha fatto i compiti in ritardo. E la maestra si è incazzata.

Siamo al ridicolo. Leggete questo comunicato qua sotto del Ministero della Pubblica Amministrazione e cercate un posto dove vomitare. Lontano da tutto e tutti. Lontano da questo schifo.

Dio li maledica.

giovedì 3 novembre 2011

venerdì 30 settembre 2011

LO SCHERZETTO (VENDETTA) DI GIULIO A B.

Franco Bechis - LIBERO

Per una volta chi pensava male ci ha quasi azzeccato. Quando nel marzo 2010 fu approvato un emendamento parlamentare per estinguere le liti fiscali pendenti da più di dieci anni in Cassazione con il pagamento di una somma pari al 5% del valore della controversia, quasi nessuno ci fece caso. Poi i giudici dell'inchiesta sulla P3 ipotizzarono pressioni in Cassazione per ottenere una sentenza fiscale favorevole alla Mondadori, e il fatto fu smentito proprio dall'esistenza di quella legge.
Insorse l'opposizione, sia pure in ritardo, sostenendo che allora la norma votata era "ad personam". Replicò Marina Berlusconi, presidente della Mondadori spiegando che decine e decine di aziende ne avrebbero usufruito come la Mondadori e fra i beneficiari c'era pure il gruppo di Carlo De Benedetti.
A sollevare un velo su cosa davvero è accaduto è stato il ministero dell'Economia guidato da Giulio Tremonti.

sabato 3 settembre 2011

COSI', TANTO PER RASSICURARE I MERCATI

Ieri i mercati internazionali erano fibrillanti.
Poi è arrivata la rassicurazione del nostro Ministero dell'Economia.
E si sono calmati.....

sabato 6 agosto 2011

TIRA PROPRIO UNA BRUTTA ARIA

Sconvolgendo il pre dinner di milioni di itlaliani, la coppia di fattucchieri B. e Tremonti si è presentata sui nostri schermi anticipandoci quattro misure che verranno realizzate per far fronte alla spaventosa crisi finanziaria di questi giorni.
In verità tre misure (modifiche costituzionali, riforma del mercato del lavoro) sono paragonabili all'opera di piazzisti che provano a vendere pentole nei programmi notturni o pomeridiani di televisioni locali che nessuno guarda più. Nel senso che saranno difficilmente realizzabili soprattutto per motivi di tempistica (una modifica costituzionale richiede passaggi Parlamentari multipli ed almeno 9/12 mesi per venire alla luce).

Poi però c'è una misura che di ciccia ne ha parecchia.

I nostri eroi, infatti, ci hanno preannunciato che la manovra che prima doveva essere scaricata tutta nel biennio 2013/2014, (e cioè quando magari alla guida del paese avremmo avuto un governo di colore diverso da quello attuale) ora dovrà essere cambiata in maniera tale da mostrare i suoi effetti entro il 31 Dicembre 2013.

Non è un cambiamento da poco.

Non so se l'avete capito: B. e soci dovranno scontentare parecchie persone nel biennio di legislatura che rimane. Non si potranno più nascondere dietro giochi di prestigio o dilazioni di provvedimenti. Faranno macelleria sociale a manbassa, perdendo, statene certi, ulteriori consensi.
Perchè tutto ciò avverrà durante la prossima campagna elettorale per le elezioni del 2013.

Per l'uomo delle eterne promesse mai mantenute, e del "non abbiamo mai messo le mani sulle tasche degli italiani"  questa, sarà la più grande disfatta.

Insomma, il colpo di grazia è servito.
I bluff scoperti.
La cruda verità lo consegnerà al perpetuo oblio.

martedì 2 agosto 2011

IL GIALLO... TREMONTI

TREMONTI, UN GIALLO CHE NON FUNZIONA
di Alessandro ROBECCHI

Gentile editore, le invio una breve sinossi della trama del mio prossimo giallo a sfondo politico. Cordiali saluti.

Il ministro del Tesoro, capo della Guardia di Finanza, si sente pedinato dalla Guardia di Finanza. C’è il fondato sospetto che il Presidente del Consiglio ce l’abbia con lui, il che lo spinge a pagare l’affitto ogni settimana in contanti a un inquisito suo amico, e a sostenere che è tutto regolare, pur essendo una cosa che se fai nella vita vera arriva la Guardia di Finanza e ti fa un culo così. Quale Guardia di Finanza? Quella che tifa Tremonti o quella che tifa Berlusconi contro Tremonti? Sempre che l’affitto non lo pagasse invece il solito imprenditore, come da verbali, e allora la Guardia di Finanza dovrebbe andare anche da lui. Abbiamo abbastanza Guardia di Finanza in Italia o dobbiamo prendere degli stagionali? In ogni caso, la giusta esigenza di Tremonti di non dormire in una caserma della Guardia di Finanza, dove non si sentiva sicuro, lo ha spinto a dormire a casa di Milanese, dove invece si sentiva sicuro. Sicuro di fare una figura di merda. Nel frattempo il Presidente del Consiglio, quello che ha amici nella Guardia di Finanza che forse spiavano e pedinavano il ministro del Tesoro capo della Guardia di Finanza, è minacciato di morte da Gheddafi. Senza dubbio una mossa pubblicitaria: ora Gheddafi starà simpatico a tutti. O forse solo un modo per sviare l’attenzione e confondere chiunque, compresa la Guardia di Finanza, che non sa più chi pedinare: Tremonti? Gheddafi? L’imprenditore che paga l’affitto? Tutti si aspettano da un momento all’altro le dimissioni di qualcuno, ma siccome l’economia traballa e i famosi mercati ci cacano in testa, nessuno si dimette. Fine.

Gentile Robecchi, la sua trama fa schifo, non è credibile, è troppo assurda. Affitto in contanti? Pedinamenti? Va bene la fiction e la fantasia, ma non esageriamo! Quale paese potrebbe sopportare tanto senza cominciare una sommossa? Cordialmente, l’Editore.

lunedì 1 agosto 2011

L'EVASOR TREMONTI

Scusate se insisto su questo tema.

Ma mi sono appena letto questo articolo del Sole 24 ore e mi sono pienamente convinto che il nostro ministro dell'Economia è tecnicamente un evasore fiscale.

Ecco, era solo per cominciare bene la settimana.....

domenica 31 luglio 2011

LA FINANZIARIA DEL 2005 DI GIULIO TREMONTI


"I contratti di locazione, o che comunque costituiscono diritti
relativi di godimento, di unita' immobiliari ovvero di loro porzioni,
comunque stipulati, sono nulli se, ricorrendone i presupposti, non sono registrati".

Legge Finanziaria 2005 Art. 1 comma 346 a firma Giulio Tremonti....


.... per capirci, quello stesso Giulio Tremonti che fino a qualche giorno fa alloggiava in un appartamento pagato non si sa da chi nel pieno centro di Roma.....

giovedì 14 luglio 2011

E SE MI GIRASSERO LE BALLE ?

Non so come la vedete voi.

Ma almeno per quanto mi riguarda, il fatto che ai poveri cristi si chiedano i soliti sacrifici proprio quando stiamo appurando che  il braccio destro di quello che ce li impone, nel recente passato, ha  combinato queste cose qua, mi fa girare le balle in maniera indicibile.....

sabato 9 luglio 2011

QUELLO SBAGLIATO.....

8.500 EURO AL MESE D'AFFITTO E NON PORSI UNA DOMANDA

E' il delirio di onnipotenza che li fotte.
Perchè li porta a non chiedersi neppure quello che un comune mortale si chiederebbe con straordinaria normalità.
Se a Roma qualcuno mi mettesse a disposizione un confortevole alloggio in pieno centro, per il quale paga 8.500 euro al mese di affitto, mi verrebbe assolutamente spontaneo chiedermi:

"ma questo, i soldi dove li prende ?  E perchè me lo da gratis ? "

No, loro questa domanda non se la fanno.
E così quel ministro che ora ci chiede 40 miliardi di euro di sacrifici, si limita a riferire che "non ne sapeva nulla" e che ora "lascerà immediatamente quella sistemazione".

Il braccio destro di Tremonti, l' On. Milanese, aveva, tra le deleghe attribuitegli (oltre ad essere il consigliere principe del ministro), la  nomina dei dirigenti di aziende partecipate statali. Il tipetto amava farsi ricambiare per i favori distribuiti. Auto di lusso, orologi pregiati, viaggi, ed affitti pagati di case eleganti dove alloggiava il suo capo. Pagate, ovviamente, dalle stesse aziende a capitale pubblico.

E naturalmente, il suo capo, cioè Tremonti, era ignaro di tutto ciò.

Lo vedeva arrivare una volta in Bentley, un'altra in Ferrari ed un'altra in Porsche con il polso orologi da 10 mila euro e non si poneva domande.

E' così. Cosa ci volete fare.

 Un pò come come capitato a Scajola.

 Fanno tutto a loro insaputa............

giovedì 7 luglio 2011

IL GOVERNO DEI SCEMI E DEI CRETINI

C'è un aspetto tragico comico nel video diffuso oggi da Repubblica Tv che riporta gli insulti di Tremonti verso il suo collega di governo Brunetta. Si, perchè al minuto 2 e 13 del predetto video, il Ministro dell'Economia si rivolge verso il Ministro del Lavoro Sacconi e, riferito al mini ministro Brunetta, gli dice:

"Maurizio (Sacconi ndr), ma questo è scemo !!!!!"

E Sacconi gli risponde:

"non lo seguo neppure...."

Insomma, siamo messi proprio male. Si danno degli scemi e cretini. Si deridono  tra di loro, membri dello stesso governo. Ribadiscono che non è il caso neppure di ascoltare quello che hanno da proporre, tanto è di così bassa levatura. E ci scaricano addosso il prodotto ridicolo dei loro pessimi rapporti interpersonali.

Gli scemi ed i  cretini ci governano. Per loro stessa ammissione.

Non vi sembra una sconvolgente novità ?

TREMONTI SU BRUNETTA: E' UN CRETINO

Fuori onda - Brunetta parla, Tremonti lo demolisce: ''E' un cretino''


Il luogo è il ministero dell'Economia in via XX Settembre. Il titolare Giulio Tremonti presenta alla stampa la manovra economica appena firmata dal presidente della Repubblica. Al suo fianco, vari colleghi del governo. Tutti seduti allo stesso tavolo. Quando tocca al responsabile della Funzione pubblica, Renato Brunetta, illustrare i correttivi alla spesa del pubblico impiego, Tremonti sembra subito spazientirsi. E, rivolgendosi prima al ragionere generale dello Stato Mario Canzio, poi al capo di gabinetto del suo ministero Vincenzo Fortunato, quindi al ministro del Welfare Maurizio Sacconi, commenta: "E' proprio un cretino", "questo è il tipico intervento suicida". Sussurri taglienti, con una nota di divertita perfidia. I suoi interlocutori non lo contraddicono. Anzi. Intanto allo stesso tavolo, a pochi centimetri di distanza, Brunetta continua a parlare. E, nel parlare dei provvedimenti per il taglio alle auto blu, cita proprio Tremonti. Che sbuffa e si prende la testa fra le mani.