martedì 5 luglio 2011

IL CASO MONDADORI, B. E L'INDIGNAZIONE POSTUMA

Sia chiaro, dalle colonne di questo blog, l'indignazione per l'ennesima legge ad personam che ancora una volta si tenta di infilare in un provvedimento economico che colpisce duramente un'intera nazione, è altissima. Ma stamane, guardando le prime pagine dei principali quotidiani, mi sorge spontanea una riflessione.

La sentenza civile del Lodo Mondadori che ha condannato, in primo grado, il gruppo Mediaset/Fininvest al pagamento della somma di 750 milioni di euro al gruppo Cir di De Benedetti, grazie al fatto che la casa editrice era stata assegnata a B. da un giudice (Metta) poi risultato corrotto (da Previti, avvocato di B. che ha scontato la pena ed è stato interdetto dai pubblici uffici) non può farci dimenticare che siamo governati, carte alla mano, dall'ispiratore di quella corruzione.

Indignarsi ora per il fatto che Berlusconi stia facendo di tutto per evitare quel risarcimento che sconquasserebbe le già disastrate casse del suo gruppo (che in borsa nell'ultimo anno ha perso il 50% del suo valore) e dimenticarsi, nello stesso tempo, che abbiamo permesso alla nostra democrazia di eleggere a nostro leader un corruttore, significa che in questo paese si è perso di vista ogni principio etico.

Per farla breve, dimentichiamo il fatto che il rapinatore abbia compiuto una rapina. E nonostante il fatto che si sia macchiato di tale reato, gli abbiamo dato in mano le chiavi di questo paese.

Eh si. La nostra è decisamente una indignazione postuma.......


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