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sabato 5 maggio 2012
martedì 10 aprile 2012
SERENO, OF COURSE.
Ma come faranno i vari Renzo Bossi, Scajola o Del Turco a dichiarare, dopo esser stati beccati con le mani nella marmellata, di essere perpetuamente sereni ?
A me, nella vita, è capitato solo una volta di esser querelato.
E non c'ho dormito per un mese !!!!!! Altro che esser sereno.
A me, nella vita, è capitato solo una volta di esser querelato.
E non c'ho dormito per un mese !!!!!! Altro che esser sereno.
domenica 8 aprile 2012
MA I LEGHISTI SANNO LEGGERE ??
Io non dico che dai fazzoletti verdi mi sarei aspettato che si fossero comportati come quel manipolo di giustamente rivoltosi che ormai un ventennio fa attesero Craxi fuori dall'Hotel Raphael a suon di monetine, ma prendere atto, dopo che sono uscite intercettazioni che non lasciano adito a nessun dubbio, del fatto che i nostri soldi servivano a foraggiare la "famigghia" Bossi e ripudiare conseguentemente a vita il Senatur, penso fosse veramente il minimo. Invece se ne stanno tutti lí ad osannare il loro capo malato.
Che riceveva moneta contante ma non se ne accorgeva neppure.
Allora il dubbio sorge spontaneo: ma i leghisti sanno leggere ?
venerdì 6 aprile 2012
martedì 24 gennaio 2012
BOSSI: IL RE DEL BLUFF
Quello che scrive Alessandro Gilioli su Bossi e sulle sue minacce di far cadere il governo lombardo se B. non dovesse ritirare il suo appoggio a Monti è senza dubbio ineccepibile e dovrebbe farci riflettere tutti, ad iniziare dagli elettori "padani" che abitano in Lombardia.
Ma in questa partita a poker io, se fossi B., andrei comunque a vedere il bluff del vecchio (ed ormai scarsamente lucido) leader leghista. Insomma, vediamo un pò se veramente Bossi avrebbe il coraggio di far cadere una giunta nel quale mantiene posti di assoluto potere da un ventennio e che, con la sua sopravvivenza, garantisce un lauto stipendio al suo figliolo prediletto.
Scommettiamo che il bluff rimanerà tale ?
Can che abbaia non morde.
martedì 17 gennaio 2012
DOVE ERAVAMO RIMASTI ?
martedì 3 gennaio 2012
PRIMA DELL'ICTUS
Gian Antonio Stella - IL CORRIERE DELLA SERA
Con un Parlamento delegittimato occorre un governo di tecnici affidato a Mario Monti». Indovinello: chi l'ha detto? Bersani? Nooo! Casini? Nooo! Fini? Nooo! Sono parole di Umberto Bossi. Dette in una situazione non così dissimile da quella di oggi. Ma abissalmente distanti dalle pernacchie e dagli insulti di questi giorni.
È il 23 aprile 1993. Il mondo politico è scosso dall'inchiesta Mani pulite, Bettino Craxi è stato costretto a lasciare dopo molti anni la segreteria del Psi, Giorgio La Malfa quella del Pri, Renato Altissimo quella del Pli. Il 18 aprile una schiacciante maggioranza di italiani ha appena spazzato via la quota proporzionale al Senato e il finanziamento pubblico dei partiti. Non passa giorno senza un arresto per tangenti o un allarme sulla gravità del momento economico.
La maggioranza parlamentare uscita dalle elezioni del 1992 con 206 seggi democristiani, 92 socialisti, 17 liberali, 16 socialdemocratici, sarebbe teoricamente ancora salda. Per capirci: una svolta potrebbe esser dipinta, esattamente come oggi, come un tradimento della volontà espressa 11 mesi prima dagli elettori che avevano dato al quadripartito una larga maggioranza iniziale con 33 voti in più al Senato e 50 alla Camera. Ma la politica, come è ovvio, non è fatta solo di numeri. E il 22 aprile Giuliano Amato è salito al Quirinale per dare le dimissioni.
Mentre da una parte e dall'altra dibattono sulle diverse soluzioni possibili, Umberto Bossi non ha dubbi. E in una intervista al Corriere della Sera spiega che dopo quanto è accaduto, al di là degli aspetti formali, «questo Parlamento è finito, completamente delegittimato». Dunque? «Ci vuole un governo istituzionale o di tecnici. Vanno bene sia Spadolini che Napolitano, ma andrebbe meglio il governo di tecnici senza mascherature, con Mario Monti, l'economista, presidente del Consiglio». Un vecchio pallino. Pochi mesi prima, da membro della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, il Senatur voleva commissariare la tv di Stato e chi aveva proposto come commissario? Monti.
Grazie a Dagospia
domenica 27 novembre 2011
IN BOSSI VERITAS
Ebbene si. Ora che il leader leghista non è più marcato stretto dalle sue badanti e può parlare liberamente ci sarà da divertirsi. Ora che non dovrà più recarsi ogni lunedì sera a quelle noiose cene con Berlusconi a Villa San Martino dove si parlava del sogno del federalismo, Bossi è un uomo finalmente libero. E può togliere ogni tipo di freno inibitorio alla propria lingua.
L'altro ieri ha iniziato il suo personalissimo show: ci ha raccontato che B. si è dimesso perchè altrimenti le sue aziende avrebbero toccato valori borsistici da temperatura polare. Certo, ogni persona cerebralmente normo dotata non aveva certo creduto alla storia dell'ometto che motivava le sue dimissioni con la scusa del grande "senso di stato". Ma sentirselo da dire da un Bossi in versione nuda e cruda, lo ammetterete, ha un altro valore. Chissà quante altre ce ne racconterà nei giorni a venire. Ora che non sono più amici. Ora che uno siede all'opposizione e l'altro sostiene il governo Monti che gli deve salvare le proprie aziende. Ci sarà da divertirsi. State sintonizzati....
venerdì 11 novembre 2011
mercoledì 2 novembre 2011
FATEMI SAPERE
Fatemi sapere se vi risulta che in una qualsiasi altra democrazia occidentale un ministro della repubblica può permettersi di pronunciare queste parole senza che nessuno gli chieda immediatamente le dimissioni.
Come dite ? Ormai non ci fate più caso ?
Gravissimo.... !!!!
venerdì 28 ottobre 2011
LICENZIATE IL POPOLO PADANO
Leggendo la lettera che B. ha recapitato all'Unione Europea, sorge spontanea una riflessione.
C'è infatti un dato di fatto, quanto meno curioso, che si sta realizzando. Bossi stava per far saltare il governo perchè B. voleva metter mano alle pensioni di anzianità (che per due terzi sono corrisposte in Padania).
Nel contempo, lo stesso Bossi, non ha avuto nulla da dire sulla misura che consentirà il licenziamento del dipendente di un'azienda in crisi.
Le pensioni di anzianità spariranno fisiologicamente.
Gli italiani, e soprattutto i padani, saranno licenziati prima di poterne godere.
C'è infatti un dato di fatto, quanto meno curioso, che si sta realizzando. Bossi stava per far saltare il governo perchè B. voleva metter mano alle pensioni di anzianità (che per due terzi sono corrisposte in Padania).
Nel contempo, lo stesso Bossi, non ha avuto nulla da dire sulla misura che consentirà il licenziamento del dipendente di un'azienda in crisi.
Le pensioni di anzianità spariranno fisiologicamente.
Gli italiani, e soprattutto i padani, saranno licenziati prima di poterne godere.
giovedì 27 ottobre 2011
PERCHE' A BOSSI SERVONO LE DIMISSIONI DI B.
C'è un aspetto della crisi economica e politica che stiamo vivendo in queste ore che sembra essere un pò troppo sottovalutato: la sopravvivenza della coppia Berlusconi e Bossi.
Il primo, per tirare a campare, non può certo puntare su letterine di vacue promesse da portare ai vertici europei. Ha bisogno di misure sostanziose. Per non presentarsi a mani vuote al cospetto delle autorità europee. Come una seria riforma delle pensioni che preveda il ritiro dal mondo del lavoro a 67 anni. Ma attuando questo piano andrebbe a cocciare gli interessi di Bossi. Perchè due terzi degli assegni di anzianità ergoati dalle pubbliche casse previdenziali riguardano appunto baby pensionati padani.
Bossi, invece, per tirare anch'egli a campare, ha bisogno che si vada a rivotare con questa legge elettorale, (il porcellum voluto da Calderoli), che notoriamente non prevede le preferenze espresse dai cittadini e concede alle segreterie di partito di compilare preventivamente l'elenco dei possibili eletti. Questo, ovviamente, gli permetterebbe, come segretario, di imporre i propri nominativi, facendo fuori tutti coloro che ormai sono simpatizzanti e riconducibili alle correnti che fanno capo al Ministro Maroni o al Sindaco di Verona Tosi e che non ne possono più dell'onnipotenza vagheggiante del Senatur.
Ma per andare a votare prima che un probabilissimo referendum, nella prossima primavera, spazzi via il porcellum, occorre che il nostro premier si dimetta tra Dicembre e Gennaio.
L'amaro frutto di questo ragionamento è che sia Bossi che Berlusconi, stanno giocando al gatto con il topo, sull'orlo di un abisso dentro il quale, grazie alla loro scelleratezza, potremmo finire noi tutti. Siamo insomma appesi ad opportunismi di due malati, come riferiva lady Veronica inerentemente al suo ora ex marito, e come sottolineava pochi giorni fa Daniela Santanchè relativamente al leader leghista.
Non ci resta che piangere. O, forse meglio, pregare.
Il primo, per tirare a campare, non può certo puntare su letterine di vacue promesse da portare ai vertici europei. Ha bisogno di misure sostanziose. Per non presentarsi a mani vuote al cospetto delle autorità europee. Come una seria riforma delle pensioni che preveda il ritiro dal mondo del lavoro a 67 anni. Ma attuando questo piano andrebbe a cocciare gli interessi di Bossi. Perchè due terzi degli assegni di anzianità ergoati dalle pubbliche casse previdenziali riguardano appunto baby pensionati padani.
Bossi, invece, per tirare anch'egli a campare, ha bisogno che si vada a rivotare con questa legge elettorale, (il porcellum voluto da Calderoli), che notoriamente non prevede le preferenze espresse dai cittadini e concede alle segreterie di partito di compilare preventivamente l'elenco dei possibili eletti. Questo, ovviamente, gli permetterebbe, come segretario, di imporre i propri nominativi, facendo fuori tutti coloro che ormai sono simpatizzanti e riconducibili alle correnti che fanno capo al Ministro Maroni o al Sindaco di Verona Tosi e che non ne possono più dell'onnipotenza vagheggiante del Senatur.
Ma per andare a votare prima che un probabilissimo referendum, nella prossima primavera, spazzi via il porcellum, occorre che il nostro premier si dimetta tra Dicembre e Gennaio.
L'amaro frutto di questo ragionamento è che sia Bossi che Berlusconi, stanno giocando al gatto con il topo, sull'orlo di un abisso dentro il quale, grazie alla loro scelleratezza, potremmo finire noi tutti. Siamo insomma appesi ad opportunismi di due malati, come riferiva lady Veronica inerentemente al suo ora ex marito, e come sottolineava pochi giorni fa Daniela Santanchè relativamente al leader leghista.
Non ci resta che piangere. O, forse meglio, pregare.
venerdì 14 ottobre 2011
martedì 11 ottobre 2011
LA LEGA MONARCA
C'è una lega monarca. Dove i segretari provinciali vengono imposti. Dove alle primarie partecipa un solo candidato, imposto dal segretario. Manco ai tempi del fascismo.....
E la base parla di golpe. Di Bossi come Ceausescu.
Lega e PDL al governo della nazione. Sempre più simili. Sempre più veri e propri sultanati.
E la base parla di golpe. Di Bossi come Ceausescu.
Lega e PDL al governo della nazione. Sempre più simili. Sempre più veri e propri sultanati.
lunedì 10 ottobre 2011
IPSE BOSSI DIXIT
«Berlusconi l'avete trasformato in un criminale però è ancora abbastanza simpatico ad una bella fetta di gente»
Umberto Bossi - ieri al congresso provinciale di Varese della Lega Nord
Umberto Bossi, Intervento al Congresso Federale Straordinario della Lega Nord, 24/25 Ottobre 1998 - Brescia
Umberto Bossi - ieri al congresso provinciale di Varese della Lega Nord
"Berlusconi, uomo di Cosa Nostra, non poteva che essere di pasta profondamente antidemocratica. (...) Il Polo per le origini mafiose della ricchezza di Berlusconi gravita su Palermo (…) Berlusconi che è il capo di Forza Italia, un partito creato da Dell'Utri inquisito per mafia che con i suoi mezzi senza limiti tiene in vita tutti i partiti del Polo"
Umberto Bossi, Intervento al Congresso Federale Straordinario della Lega Nord, 24/25 Ottobre 1998 - Brescia
venerdì 7 ottobre 2011
10 MILA EURO AL MESE
Ecco a voi il consigliere regionale lombardo Trota Bossi:
12 dicembre 2010 a Genova:
«Io, come giovane, sto facendo partire, dove facendo dei corsi che si insegna la storia, senza avere gli strumenti, la scuola non ce li dà».
8 settembre 2011 al giro ciclistico padano:
«Rispetto per degli atleti che corrono, fanno il loro lavoro e danno anche molto spettacolo, quindi è giusto che si lascino proséguere».
12 dicembre 2010 a Genova:
«Io, come giovane, sto facendo partire, dove facendo dei corsi che si insegna la storia, senza avere gli strumenti, la scuola non ce li dà».
8 settembre 2011 al giro ciclistico padano:
«Rispetto per degli atleti che corrono, fanno il loro lavoro e danno anche molto spettacolo, quindi è giusto che si lascino proséguere».
martedì 27 settembre 2011
QUANDO BOSSI ODIAVA LA PARTITOCRAZIA.....
La Lega voterà la fiducia al Ministro dell'agricoltura in odore di mafia Romano.
Eh già..... sembrava la fine del mondo.... ma sono ancora qua......
Eh già..... sembrava la fine del mondo.... ma sono ancora qua......
venerdì 23 settembre 2011
BOSSI E B. LA FINE DELLA DIGNITA'
Ci sono immagini che sono icone di uno sfascio.
Un leader padano accarezzato dal padrone. Che gli fornisce ogni giorno il biscottino della promessa di un'Italia Federale. Ed il leader padano, vecchio, stanco e senza forze, ubbidisce. Si piega al sovrano. Gli mette a disposizione la sua sterminata fiducia e, con essa, quella di un popolo nordico che se solo potesse esprimersi farebbe B. e la gentaglia che lo circonda a fettine.
I leader leghisti stanno andando da un'altra parte. Lontano dai loro sostenitori. Che da anni sognano una rivoluzione che non include certamente il salvare deputati ampiamente compromessi con la giustizia come il braccio destro di Tremonti, l'On. Milanese.
Questo foto è semplicemente meravigliosa. Quando i libri di storia, tra mezzo secolo, racconteranno il primo ventennio degli anni 2000 di questa povera nazione, non potranno prescindere dalla pubblicazione di questa immagine. Che va conservata e tramandata.
Al di sopra ed al di sotto del PO.
giovedì 22 settembre 2011
MAFIOSO ? ORA SE LO DICE DA SOLO.....
Berlusconi, uomo di Cosa Nostra, non poteva che essere di pasta profondamente antidemocratica. (...) Il Polo per le origini mafiose della ricchezza di Berlusconi gravita su Palermo (…) Berlusconi che è il capo di Forza Italia, un partito creato da Dell'Utri inquisito per mafia che con i suoi mezzi senza limiti tiene in vita tutti i partiti del Polo.
"C'e' qualche differenza tra noi e lui... Peccato che lui sia un mafioso. Il problema e' che al Nord la gente e' ancora divisa tra chi sa che Berlusconi e' un mafioso e chi non lo sa ancora."
(Umberto Bossi, 12 Settembre 1998)
mercoledì 14 settembre 2011
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