venerdì 6 aprile 2012

TE SALUDI SENATÚR

Avrete letto tutti delle dimissioni di Bossi e tutto ciò che i giornali stanno rendendo pubblico. I pezzi più incredibili che compongono il tracollo della Lega sono tratti da alcuneintercettazioni telefoniche, come quella in cui la responsabile amministrativa di via Bellerio, Nadia Dagrada, suggerisce a Belsito di rivolgersi con queste parole a Bossi, dal quale era stato appena convocato a seguito delle vicende riguardanti gli investimenti in Tanzania:

Gli dici (a Bossi, ndr): “capo, guarda che è meglio sia ben chiaro: se queste persone mettono mano ai conti del Federale, vedono quelle che sono le spese di tua moglie, dei tuoi figli, e a questo punto salta la Lega. Io ti rammento solo una cosa, che in questi anni ho dovuto tirare fuori su vostra richiesta, per tua moglie, Riccardo, per Renzo, delle cifre che se qualcuno va a metterci mano…”. Tu gli devi spiegare che vuoi proteggere lui e se altri vanno a vedere queste cose, lui è nei guai. Ma quelle sono cifre, devi dirgli: “o tuo figlio lo mandavano in galera o c’era da pagare. Papale papale glielo devi dire: ragazzi, forse non avete capito che, se io parlo, voi finite in manette o con i forconi appesi alla Lega“.

Dalle intercettazioni emerge, inoltre, che Francesco Belisto ha affermato “di aver dato 50 mila euro a Francesco Bruzzone, segretario regionale della Lega in Liguria, perché lo facesse entrare nel Cda di Fincantieri, incarico che Belsito ha poi ricoperto”.

Poi c’è “il Principe”, che non è né quello di Machiavelli né quello del Bernal, ma Renzo Bossi, il furbissimo Trota, che ieri ha dichiarato in un’intervista che la macchina l’ha presa in leasing, mentre oggi leggiamo: «l’ultima macchina del Principe, 50.000 euro… e certo che c’ho la fattura!».

Si consuma così la parabola della Lega, non la sola leadership di Umberto Bossi,dimissionario e distrutto, incredulo, forse inconsapevole. “Mi ha fatto vedere il libretto“, sembra che abbia detto oggi ai fedelissimi, rassicurandoli sulla prossima conclusione della carriera universitaria del figlio. Mentre loro, i colonnelli, con una mano sulla spalla del Senatùr, non potevano che riportarlo alla realtà. E’ tutto falso.

Ora, la carriera universitaria del Trota sarà anche molto divertente, ma questa, vista dall’esterno, non può essere altro che la rappresentazione plastica del cerchio magico.Nato per proteggere il capo, in realtà non ne ha fatto altro che un feticcio, da portare in processione per le strade del nord Italia, carico di valore simbolico, in un momento in cui l’estremo sostegno al governo Berlusconi degli ultimi anni aveva oramai deturpato le radici leghiste. Ed è per questo motivo che anche sull’altra sponda, quella dei maroniti, l’attacco diretto a Bossi non c’è mai stato e mai ci sarà, consapevoli che il feticcio stava assumendo le fattezze della marionetta, mossa dai fili magici di Gemonio. E perché, nonostante tutto, la stima dei militanti maroniti rimane.

Si passa ora al triumvirato Maroni – Calderoli – Dal Lago. Un trio pesato con il bilancino.Maroni il dissidente, Calderoli l’arbitro e Manuela Dal Lago, sconosciuta ai più, due volte presidente della provincia di Vicenza e, soprattutto, a capo del ”Governo della Padania” nel biennio 1998-1999, quando raccolse l’eredità di Bobo Maroni, conendorsement da parte di Bossi, dalle colonne della Padania: ”io voterò lei”, scrisse il Senatùr. Il Corriere commentava così: «viene il sospetto che il senatur abbia lanciato la sua candidatura a presidente del governo padano proprio per sedare la ribellione che monta a Nord – Est. “A me non risulta” – taglia corto la signora del Carroccio».

A sostituire Belsito alla tesoreria arriva Stefano Stefani. “Un idiota“, lo definì Gianfranco Fini. Era il luglio 2003 e Stefani si cimentava in una sfrontata difesa del premier Berlusconi, attaccato “con grevità” da Martin Schulz. E allora daje al tedesco: «Biondi iper-nazionalisti: degli invasori delle nostre spiagge che vengono in Italia a fare gare di rutti».

Buona fortuna, Italia.



Grazie a "On the Nord"

 

 

giovedì 5 aprile 2012

FUORI UN ALTRO

Se c'é un aspetto che in pochi hanno segnalato e che invece dovrebbe turbarci é che lo scandalo Lega ha coinvolto un ulteriore consigliere regionale lombardo in vicende giudiziarie di malaffare, corruzione e ruberie. Formigoni ormai é sempre piú paragonabile all'ultimo giapponese. Dategli una bandiera bianca e fatelo uscire dal Pirellone a mani alzate.

 

L'ASSENTEISTA

C'é un assenteista illustre in parlamento

 

COSA DICEVI, BOBO ??

La Stampa - 16/11/2010




La Repubblica  04/04/2012 :

mercoledì 4 aprile 2012

COME UNO SCAJOLA QUALSIASI

"Denuncerò chi ha utilizzato i soldi della Lega per sistemare la mia casa. Io non so nulla di questa cosa. E d'altra parte avendo pochi soldi non ho ancora finito di pagare la ristrutturazione di casa mia"

Umberto Bossi - Ultim'ora, Televideo Rai - Ore 23,11 del 03/04/2012


Umberto Bossi ed il tesoriere della Lega Belsito


martedì 3 aprile 2012

B. GIORNATA TIPO DI UN PENSIONATO

Di Michele Serra - L'ESPRESSO

Cronaca di una settimana tipo dell'ex presidente del Consiglio. Tra weekend a Mosca con Putin, allenamenti del Milan e agenda delle ragazze. Ma soprattutto visite ai cantieri dell'Expo e tanto giardinaggio.

Come passa le sue giornate Silvio Berlusconi da quando è in pensione?

Lunedì Ritorno dal weekend nella dacia di Putin. Telefonata all'amico Putin per ringraziarlo e prendere accordi per il weekend successivo. Pranzo con lo staff tecnico del Milan per suggerire la formazione ideale. Telefonata all'amico Putin per sottoporre al suo giudizio la formazione del Milan. Nel pomeriggio, riordino della rubrica telefonica con l'aggiunta a matita dei numeri delle ragazze conosciute da Putin. Telefonata a Putin per verificare la corretta trascrizione dei prefissi di Minsk e Odessa, seguita dal definitivo ricalco a penna dei numeri risultati corretti. Cena con i giocatori del Milan con racconto di nuove barzellette imparate a Mosca. Telefonata della buonanotte ad alcune ragazze dell'agenda, tratte dalle lettere A-B-C.

Martedì Telefonata del buongiorno ad alcune ragazze D-E-F. Visita a Milanello per seguire la partitella del Milan, gridando barzellette a chi gioca nella fascia più vicina alla panchina. A fine allenamento, ripete le barzellette ai giocatori della fascia opposta, che non avevano potuto udirle. Invio a Putin, via telefonino, di alcune foto con i giocatori del Milan. Pranzo a Milanello con i giocatori del Milan ai quali mostra alcune foto che lo ritraggono con Putin. Nel pomeriggio, visita ad alcuni cantieri dell'Expo dando preziosi consigli al gruista. Foto sulla betoniera inviata a Putin per telefonino, Putin ricambia con una sua foto su un nastro trasportatore. Telefonata della buonanotte alle ragazze G-H-I.

Mercoledì Guida l'allenamento del Milan seguito, in teleconferenza, da Putin che sta facendo sollevamento pesi. Per fargli uno scherzo, telefona a Putin mentre sono in teleconferenza. Sul megaschermo di Milanello si vede Putin che depone il bilanciere, risponde al cellulare e dice: "Questa non me l'aspettavo!". Tutto il Milan e tutto lo staff di Putin ridono molto per il divertente scherzo. Nel pomeriggio porta i giocatori del Milan a visitare un cantiere dell'Expo. Cena con i geometri del cantiere e i giocatori del Milan, con telefonate alla ragazze J-K-L.

Giovedì In elicottero a Villa Certosa per una visita guidata alle aiuole di petunie con le ragazze M-N-O. Visita extra, decisa all'ultimo momento, anche ai lavori di rifacimento delle aiuole di begonie, con consigli ai giardinieri sulla pacciamatura e telefonata a Putin per farlo salutare da un anziano vivaista che è stato a Mosca in viaggio di nozze. Pranzo con le ragazze M-N-O, ciascuna delle quali viene incaricata di fare una telefonata di saluto alle ragazze P-Q-R. In volo a Milanello per seguire le ultime battute dell'allenamento del Milan e telefonare a Putin.

Venerdì Convince i giocatori del Milan a telefonare a Putin. Regala fotografie di Putin e Ibrahimovic agli operai dell'Expo. Combina un pranzo tra le ragazze S-T-U, i giocatori del Milan e i geometri dell'Expo scusandosi per non poterci essere, ma pregandoli di telefonare a Putin per avvisarlo che sta arrivando a Mosca.

Sabato A Mosca. Appena sveglio telefona a Putin che sta facendo colazione davanti a lui. Gli dice la formazione del Milan e lo aggiorna sui movimenti-terra dei cantieri dell'Expo. Gli mostra i numeri telefonici delle ragazze V-W-Y-Z. Invita i giocatori del Milan a Mosca e i geometri dell'Expo a Milanello. Organizza una cena a Lampedusa con Putin, le ragazze di una nuova rubrica telefonica in cirillico appena acquistata all'edicola della stazione, i geometri dell'Expo, i giardinieri di Villa Certosa, i giocatori del Milan e la popolazione di Lampedusa.

MARIO MONTI IL SOBRIO, E GLI ASTEMI UBRIACHI

Di Paolo Farinella (prete)  -  Grazie a  IL TAFANUS


Se Mario Monti, detto il «tecnico», è il presidente del consiglio «sobrio», allora vuol dire che gli ubriachi sono astemi. Berlusconi era un debosciato, Monti è un illiberale e anche presuntuoso. Ha avuto bisogno di andare in Corea (la coerenza degli eventi è sempre  di grande eccellenza!) per ricattare gli Italiani e lasciarsi andare a panzanate di stampo andreottiano. Il professore è suscettibile: va giù nei sondaggi e lui si ripicca come un deboluccio gracidante che si dà un tono per non morire di paura: «lei non sa chi sono io!». Si che lo sappiamo, caro tecnico politico.

Il ricatto è semplice: «se gli Italiani non sono pronti, io lascio». Bravo! Bis! Mai stupidaggine più banale si è sentita da un presidente del consiglio che ad ogni piè sospinto non esita a dire di essere «equo, sobrio e serio». Per smentire questa trilogia basta pensare alla «sora Fornero» o a Michel Martone o al ministro degli esteri, emblemi lombrosiani dall’eloquio da cura psichiatrica.

Il professore sobrio ha stravolto la realtà perché non sono gli Italiani che devono essere pronti, ma è lui che deve stare attento perché non è il padrone dell’Italia, ma solo un servo di un popolo sovrano che, se vuole, lo può scaraventare giù da una finestra di Palazzo Chigi senza nemmeno pensarci due volte. Ecco come si stravolgono le regole, le leggi e la Costituzione. Secondo il Monti-pensiero, quello che lui decide deve essere accettato a scatola chiusa, come se fosse una scatola di Ex Cirio, che per quella pubblicità fallì e fu depredata e liquidata per un tozzo di pane?

Fino a a prova contraria e a Costituzione invariata, è il governo che deve dipendere dal paese e non l’inverso. E’ la democrazia, bellezza! Solo la democrazia! Con quella dichiarazione da estremista coreano, abbiamo toccato il fondo e forse andremo ancora più sotto perché l’impegno del governo è di creare una precarietà instabile permanete vita natural durante. Ha un bel dire che il lavoro sarà per tutti «indeterminato», salvo licenziamenti e flessibilità in uscita, senza andare tanto per il sottile. Fino ad ora di una cosa siamo certi: l’impegno del governo è l’abolizione dell’art. 18, impugnato come un trofeo da sbandierare sulle piazze pazze del pazzo mercato, come a dire alle aziende italiote ed esteriote: venite in Italia, dove potete licenziare quando volete.

Non c’è ancora una sola norma che metta un argine a questa falcidia programmata e garantisca che le ditte non possano licenziare a capriccio. Per ora sono solo parole, parole, parole. E se il mattino si vede dal buon giorno, alla luce delle scelte operate dal governo che si legge Berlusconi e si pronuncia Monti, il peso più tragico lo pagherà ancora e sempre il ceto debole, coloro che non hanno strumenti per ribellarsi e mandare tutti all’aria trita e ritrita di un governo, i cui componenti non hanno alcun problema di articolo 18, per cui possono legiferare per gli altri perché tanto … e chi se ne frega?


Il lavoro non c’è, le tasse aumentano, i servizi si pagano, le detrazioni diminuiscono, gli esodati ai quali lo Stato aveva fatto una solenne promessa di mandarli in pensione ad una certa età e con certi contributi, mentre sono costretti a vivere due/tre/quattro/sei/dieci anni senza stipendio e senza pensione e quindi? La sora Fornero ha sbagliato anche i calcoli. Pensava lei, la signoooora! Che gli esodati sarebbero stati meno di 50 mila, invece oggi si accorge che sono non meno di 350 mila e l’hanno pure fatta ministra! Non ha sbagliato di una decina di unità, ma di trecentomila! Sorbole! Cosa resta ad un cittadino comune che oltre agli attacchi concentrici del governo deve sorbirsi anche il pistolotto del presidente del consiglio coreano, Monti Marietto? O si spara o spara. Oltre c’è solo la disperazione caduta nel fondo ubriaco di un signore per caso che si chiama Marietto Monti.

Paolo Farinella, prete.

lunedì 2 aprile 2012

PASSERE AL VENTO

Qualche giorno fa, il premier Monti ha detto che è meglio pagare le tasse e sorbirsi gli aumenti (Enel + 10% tra Aprile e Maggio) piuttosto che finire come la Grecia.
A stretto giro di posta il suo ministro Passera ci ha cortesemente riferito che il perdurare di questa crisi è  un momento magico da usare fino in fondo.

Sono giunto alla amara conclusione che ci stanno sodomizzando. E pretendono pure che invece di scappare urlando, dovremmo trarne godimento.

venerdì 30 marzo 2012

DICEVANO ALTRO



Siamo alle solite: nella riservatezza di qualche altolocata stanza i tre moschettieri in foto, hanno deciso che prima andremo a votare, poi loro si riterranno liberi di decidere le alleanze come meglio vorranno. Insomma, se siete di sinistra e magari vorreste votare PD ma vi sta sulle palle Casini, sappiate che dopo che avrete elargito il vostro consenso al partito di Bersani, senza pensarci un attimo, il segretario del partito s-democratico,  potrà unirsi in un felice matrimonio con l'UDC. Sbattendosene del vostro pensiero.

E pensare che sostenevano questo...  :

«Non si torna indietro di 20 anni: pretenderemo la salvaguardia del bipolarismo e della democrazia trasparente. Ciascuno deve dichiarare a quale coalizione appartiene». (Angelino Alfano, 23 settembre 2011)

«Non si può tornare alla politica delle mani libere, come di fatto propone D'Alema con il sistema tedesco, delle coalizioni costruite a tavolino dopo il voto». (Rosy Bindi, 30 agosto 2010)

«Il Pd dovrebbe considerare essenziale che il cittadino sia arbitro e con il voto sceglie il parlamentare, il partito ma anche la coalizione. Non vorrei che si tornasse indietro di 20 anni con coalizioni dopo il voto. In questo modo la storia del Pd e le sue deliberazioni in assemblea verrebbero mortificate». (Rosy Bindi, 21 febbraio 2012)

«Credo che ci voglia un bipolarismo serio. Degli ultimi 17 anni ciò che non credo si possa cancellare è che quando voto non posso non sapere quale sarà il primo ministro e quale la coalizione». (Franco Frattini, 25 novembre 2011)

«Io penso che si debba garantire agli italiani che quando torneranno a votare potranno scegliersi i deputati, i senatori e soprattutto sapranno con chiarezza quale coalizione costruirà il governo dopo aver vinto le elezioni, non tornare a un meccanismo di mani libere». (Dario Franceschini, 26 ottobre 2007)

«Rinunciare al bipolarismo con un meccanismo che si accontenta di andare da soli, ma con un forte sistema di riequilibrio, che indichi in precedenza il premier e la coalizione». (Walter Veltroni, 19 dicembre 2007)

«Mi meraviglierei molto se qualcuno che è stato, è e dovrebbe essere presidenzialista volesse invece tornare al proporzionale: la destra che è presidenzialista non può certo volere una legge alla tedesca che consente di non avere un vincolo di coalizione e la designazione del premier». (Maurizio Gasparri, 2 ottobre 2010)

«Occorre non lasciare la rappresentanza di questo diffuso sentimento popolare a chi vuole usarlo come un grimaldello per sottrarre agli italiani la conquista del bipolarismo e, peggio ancora, restaurare il potere dei partiti di decidere, dopo le elezioni, come accordarsi e quale presidente del Consiglio nominare anche a dispetto degli elettori. Come avveniva quando i governi duravano 6 mesi e le maggioranze si stabilivano nelle segrete stanze del potere. Occorre formulare una proposta chiara per sventare questo tranello». (Ignazio La Russa, 19 ottobre 2011)

giovedì 29 marzo 2012

I SONDAGGI DI BALLARO'


Analizzando in maniera fredda l'ultimo sondaggio di Ballarò, si giunge ad una inevitabile conclusione: i Berluscloni non hanno futuro. Con o senza le camicie verdi sono minoranza netta nel paese. Solo un miracolo potrà riportarli al governo. Ma, come noto, quelli del PD, a fare miracoli autolesionistici, sono dei veri e propri fenomeni....

L'ART. 18 E LE MACERIE

di ALESSANDRO ROBECCHI

Fatale distrazione del governo tecnico: “Quando abbiamo messo la dinamite sotto l’articolo 18 non abbiamo pensato alle perdite umane” – Monti visita la Cina e porta in dono migliaia di operai italiani in terracotta – Ancora una volta ci pensa il volontariato: milioni di precari pagheranno le spese per i soccorsi ai lavoratori licenziati – Un dramma nel dramma: ricompare Veltroni.

E’ allarme presso la protezione civile e i vigili del fuoco per la scomparsa di alcune centinaia di migliaia di lavoratori. I soccorsi sono mobilitati, le ricerche sono state avviate, ma ancora non è chiara la dinamica dei fatti. Un testimone dice di aver visto una enorme massa di persone scomparire nel nulla: “Stavano transitando in fila indiana nello Statuto del Lavoratori, passavano dall’articolo 17 all’articolo 19, ma in mezzo si è aperta una voragine e non li ho visti più”. La causa più probabile del disastro è dunque il cedimento dell’articolo 18, fatto saltare con la dinamite dagli artificieri del governo Monti. “Non chiedete a me – dice Elsa Fornero – io eseguo solo degli ordini, faccio quello che mi dice Monti, che fa quello che gli dice l’Europa, che fa quello che gli dicono le agenzie di rating”. Un artificiere del governo confessa qualche dettaglio in più: “Monti stava per partire per la Cina e il Giappone ed era molto indeciso su quale regalo portare. Poi gli è venuta l’idea di donare ai mercati dell’est lo scalpo di qualche centinaio di migliaia di lavoratori, un bel regalo, no?”. Intanto, le ricerche dei lavoratori scomparsi nel crollo del’articolo 18 continuano senza sosta: pochissimi di loro avranno un reintegro nel posto di lavoro, agli altri verranno consegnate alcune banconote e resteranno dispersi. Il governo, intanto, continua a presentare l’attentato dinamitardo all’articolo 18 come se fosse una riforma. “E’ vero che scompariranno moltissimi posti di lavoro – dicono al ministero del welfare – ma serviranno un sacco di avvocati, e questo è un grande salto di qualità”. Date le particolari condizioni economiche del paese, comunque, si discute molto di come pagare i soccorsi. “C’è la crisi – dicono a Confindustria – e non possiamo permetterci di spendere troppi soldi per cercare migliaia di lavoratori dispersi”. Ma il governo ha una soluzione anche per questo: “Tranquilli, i soldi si troveranno. Ad esempio aumentando i contributi ai lavoratori precari”. Una soluzione che mette d’accordo tutti, insomma. Tutti i padroni, s’intende.

martedì 27 marzo 2012

BERLUSCHINE

Non ci sono più i comunisti di una volta. Quelli di adesso, come Diliberto, se la fanno con le aficionados di Berlusconi. Che delusione.