giovedì 21 luglio 2011

SOFTWARE DECRIPTATORE MONITI DEL COLLE

Oggi  il Presidentissimo Napolitano, con uno dei suoi famosi "moniti", non ha risparmiato critiche alle toghe.

Apprendiamo dal sito del Corriere della Sera....

Il Presidente Napolitano è tornato a stigmatizzare «l'intollerabile scontro tra politica e magistratura», proprio il giorno dopo che la maggioranza dei deputati ha detto sì all'arresto dell'onorevole del Pdl, Alfonso Papa. E ha rivolto un forte richiamo ai magistrati affinchè facciano «un uso sapiente ed equilibrato dei mezzi investigativi bilanciando l'esigenze del procedimento con la piena tutela dei diritti costituzionalmente garantiti». Nel suo intervento al Quirinale davanti alla platea di magistrati tirocinanti ha detto: «Il discorso vale in specie, per le intercettazioni cui non sempre si fa ricorso - come invece insegna la Corte di Cassazione - solo nei casi di assoluta indispensabilità per le specifiche indagine e delle quali viene poi spesso divulgato il contenuto pur quando esso è privo di rilievo processuale», ha detto ricordando che può essere lesivo della «privatezza dell'indagato, o ancor di più, di soggetti estranei al giudizio».

 «Non posso che ribadire con forza l'invito che ho formulato negli scorsi anni a evitare l'inserimento nei provvedimenti giudiziari di riferimenti non pertinenti o chiaramente eccedenti rispetto alle finalità dei provvedimenti stessi - ha insistito - così come l'invito a usare il massimo scrupolo nella valutazione degli elementi necessari per decidere l'apertura di un procedimento e, a maggior ragione, la richiesta o l'applicazione di misure cautelari».



L'INTERESSATO è in possesso di un potente software decriptatore delle parole di Napolitano.

Traduciamo il vero senso del discorso:

"Cari Magistrati, non vi allargate. Dopo 25 anni un parlamento nel quale siedono imputati, indagati, condannati in primo e secondo grado, ed altri con sentenze passate in giudicato, ieri, per la prima volta ha votato SI all'arresto del deputato Papa. Ed allora ???? Cosa credete che da oggi in poi potete fare quello che vi pare ? Rientrate tra i ranghi e fatelo prima possibile. E finitevela con questa mania di protagonismo. Se un deputato ha un garage pieno di Bentley e Ferrari pagate da imprenditori, o se qualche ministro vive in case di proprietà o affittate, pagate a sua insaputa, c'è bisogno di fare tutto questo casino ? E quel Papa, perchè ve la siete presi proprio con quel bravo guaglione ? Si è vero, è stato pizzicato che ricettava qualche orologetto da qualche migliaia di euro. E vi alterate per così poco ? Ma poi dico io, proprio la procura di Napoli.... Quest'anno c'hanno pure la fortuna di vedere la squadra in Champions League e perdono tempo ad indagare su questi gentiluomini. Ma andate allo Stadio San Paolo, ad incitare Hamsik e Lavezzi. 
Forza Napoli. Forza Azzurri. Forza Italia !!!!! " 

LO STANNO ANDANDO A PRENDERE

Silvio Berlusconi ha mille difetti ma non è uno sprovveduto.
Ieri sera le agenzie di stampa lo dipingevano come letteralmente imbufalito.
La Lega gli ha tirato un brutto scherzo votando a favore dell'arresto del deputato del PDL Papa.
Dalle parti della Padania, hanno pensato che mettere in atto l'ennesima misura salva casta non sarebbe stato capito dal popolo dei fazzoletti verdi. Ed hanno rotto una consuetudine.

E' l'ulteriore testimonianza di un vento che sta cambiando, spinto da una indignazione che attraverso la rete sta giungendo nei palazzi che contano.

Il nostro ometto l'ha capito. Si sente il terreno mancare sotto i piedi. Non glie ne va più bene una.

Morto un Papa, temo che questa volta  non se ne possa fare un altro..

E la metaforica fumata nera è l'ulteriore conferma del declino di una interminabile vacua illusione.

Ieri, forse, abbiamo vissuto un momento di storia contemporanea importantissimo senza accorgercene.

O, almeno, così si spera......

E GIU' CON L'IRPEF SULLA PRIMA CASA !!!!

Non so se lo avete capito. Ma il presidente del Consiglio che ci ha rotto gli zebedei con il fatto che il  suo governo avesse abolito l'ICI  sulla prima casa, ora ha pensato bene di sottoporla a tassazione IRPEF.....

Della serie:  ed ora cosa racconterò ai nipotini ??????

PRESA PER I FONDELLI

E' ufficiale: ora ci prendono spudoratamente per il culo.........

«Voterò contro l’arresto perché per un cattolico vedere un Papa in galera è inaccettabile»

On. Francesco Pionati - Movimento dei Responsabili - 20 Luglio 2011

IL SACCO DI PONTIDA ANCORA VUOTO

Grazie a Andrea Civati


Oggi è il 21 luglio, sono trascorsi 30 giorni da Pontida. E dai suoi obbiettivi annunciati urbi et orbe.

E' ormai scaduta il secondo termine imposto dai leghisti.

Vediamo a che punto siamo.

Entro 15 giorni.

1.
Approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di Riforma costituzionale con riduzione dei parlamentari e Senato federale.

La bozza Calderoli (una porcata?) è stata presentata alla stampa lunedì. Si dice che presto verrà vagliata dal Consiglio, ma è stato detto così per molti progetti, poi finiti nel dimenticatoio.
Faccio notare che le leggi costituzionali non si approvano con i comunicati stampa.

2. Approvazione del decreto legge per la riduzione dei contingenti impegnati all'estero.
Niente del genere è stato approvato. L'unico risultato è stato un litigio con il Quirinale ed il Consiglio Supremo di Difesa.

Entro 30 giorni.

1. Attivazione delle procedute per l'attribuzione di ulteriori autonomie alle Regioni che lo richiedano.

Boh, niente del genere all'orizzonte. Almeno mi pare.

2. Misure per la riduzione della bolletta energetica.

Forse per la Villa Reale di Monza, per gli
italiani no di certo.

3. Riforma del patto di stabilità per gli enti locali.

Questa è bella. Gli enti locali hanno visto solo tagli negli ultimi mesi. Anche Fontana protesta (ma questa non è una novità per la verità).

4. Taglio dei costi della politica.

Ancora? Con tutti questi tagli annunciati della politica, ormai dovrebbero essere poverissimi.
Non mi pare si sia giunti a molto.

5. Finanziamento del trasporto pubblico locale.

In Lombardia i pendolari hanno visto solo l'aumento delle tariffe. Anche nelle ultime settimane.
Magari a qualcun altro è andata meglio...

6. Prima norma per l'abolizione delle ganasce fiscali.

Nada. Forse le ganasce le dovrebbero applicare a qualcun altro.


Ecco il ricco bottino leghista della battaglia di Pontida.

Ah, preparatevi, entro l'estate ci sarà la riforma fiscale...

mercoledì 20 luglio 2011

BERLUSCONI, DON VERZE' E LA PROVVIDENZA


Il braccio destro di Don Verzè, Mario Cal, massimo dirigente del polo ospedaliero San Raffaele, si è ucciso. La bancarotta della famosa struttura sanitaria milanese era ad un passo e non ha retto a questa situazione di esposizione debitoria.

Don Verzè, per capirci, era quello che giusto un anno fa, diceva di Silvio Berlusconi:



Ora quella provvidenza, ha presentato il conto. Salatissimo.
Con un tempismo drammatico crolla tutto il mondo Berlusconiano, vengono scoperti i bluff, la verità affiora implacabile.
Come se vivessimo in un tragico reality, con una trama scritta, annunciata ed infinitamente attesa, l'ometto perde pezzi ad ogni sorger del sole. Tutto in una volta.

La sentenza Mondadori, mezzo Pdl indagato, una crisi economica che si era più volte annunciata come terminata e che invece ripresenta il conto  e l'ometto vuol scaricare sui poveracci.

E' una triste fine. L'uomo dei miracoli sta giungendo al capolinea.

Tristi sondaggi ci riferiscono che ancora 28 italiani su 100 credono in lui.

Forse, è quella porzione d'Italia che ora deve preoccuparci.
Quei 28 irriducibili connazionali su 100 che non hanno ancora capito.

E che stanno prolungando il martirio.

IPSE DIXIT (OVVERO...ERAVAMO FUORI DALLA CRISI.....)

Ringrazio Enri per la segnalazione.....

Ciò che doveva accadere per banche e mercati è già accaduto. Chi doveva fallire ha fallito e tutti quelli che facevano speculazione non ci sono più. Oggi non ci sembra che ci siano altre situazioni che dobbiamo temere». (Silvio Berlusconi, 4 luglio 2009)

 «Siamo in un momento difficile per la crisi del mondo: io sostengo che il peggio è passato». (Silvio Berlusconi, 6 luglio 2009)

«Il peggio è passato, siamo in fase di conclusione». (Silvio Berlusconi, 8 settembre 2009)

 «La crisi sta passando». (Giulio Tremonti, 28 settembre 2009)

«Il peggio della crisi sembra che sia alle nostre spalle e che sia iniziata, sia pure lentamente, la ripresa». (Silvio Berlusconi, 29 ottobre 2009)

«Il peggio è ormai alle spalle. Non possiamo lamentarci. Non va malissimo. Ci sono forti segnali di ripresa, basta vedere i dati dell'Ocse. Stiamo procedendo bene nonostante il momento non sia certamente uno dei migliori». (Silvio Berlusconi, 7 novembre 2009)

«Riteniamo che il peggio sia passato e che ci sia la ripresa». (Silvio Berlusconi, 5 dicembre 2009)

«In Europa ci sono Paesi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l'Irlanda che sono in situazioni abbastanza preoccupanti, mentre noi ce la stiamo cavando meglio di tutti gli altri». (Silvio Berlusconi, 6 febbraio 2010)

«Dopo essere usciti da una forte crisi, stiamo iniziando la risalita, non è veloce, non ha forti numeri ma è certamente risalita». (Silvio Berlusconi, 11 marzo 2010)

«Grazie alla limitata esposizione alla bufera sui mercati finanziari internazionali e al collasso del settore immobiliare, gli effetti peggiori della crisi sono stati solo temporanei in Italia». (Giulio Tremonti, 25 aprile 2010)

«L'Italia sta meglio di altri Paesi ed è vaccinata da eventuali contagi». (Giulio Tremonti, 6 maggio 2010)

 «La crisi è alle spalle. E noi ne stiamo uscendo meglio di altri paesi europei». (Silvio Berlusconi, 29 giugno 2010)

«La crisi si sta concludendo, ci sono segnali di ripresa. Il peggio è passato, siamo in fase di conclusione della crisi. Lo hanno detto Obama, Bernanke, il Fondo monetario, la commissione europea: ci sono segnali, germogli di ripresa, ora bisogna mettere da parte coloro che inneggiano al catastrofismo». (Silvio Berlusconi, 8 settembre 2010)

 «L'Italia aveva bisogno di rigore e credibilità. Lo abbiamo fatto tenendo in ordine i conti pubblici e nello stesso tempo salvaguardando i redditi delle famiglie e dei lavoratori colpiti dalla crisi. E' stata la scelta giusta. Ha consentito di superare la crisi e di non farci trovare nelle condizioni in cui si sono trovati altri Paesi europei alle prese con deficit pubblici giudicati non sostenibili dai mercati finanziari e quindi esposti ad attacchi speculativi». (Silvio Berlusconi, 29 settembre 2010)

«Abbiamo realizzato una vera e propria missione impossibile: abbiamo affrontato la crisi senza mettere mai, dico mai, le mani nelle tasche degli italiani». (Silvio Berlusconi, 10 maggio 2011)

UNA MANOVRA CON STILE

di Alessandro ROBECCHI

Chiamiamo le cose con il loro nome: la manovra economica varata dal governo è senza ombra di dubbio una manovra di classe. E che classe, gente! Chissà se gli onorevoli indagati, tipo quel simpatico Milanese, si sono presentati a votare la manovra con al polso cinque o sei orologi da migliaia di euro. Ci vuole una certa classe per fare come quel Papa che qualcuno vorrebbe arrestare: qualche macchinone chiuso in garage, la Jaguar regalata all’amica, la fuoriserie lucida per correre a votare i tagli agli asili nido. Classe, gente, non c’è altra parola! E don Silvio, allora? Chiuso nel suo silenzio operoso potrà gioire del fatto che l’Italia non è la Grecia grazie soprattutto ai ticket sanitari e alla bastonatura dei bassi redditi. E, con una certa classe, potrà sorvolare il paese sui due nuovi superelicotteri da cinquanta milioncini della Presidenza del consiglio. Cadauno. O, se preferite, cadano tutti e due!, che sarebbe comprensibile preghiera. Ci vuole una certa classe per tagliare le agevolazioni fiscali alle famiglie più povere in misura doppia che a quelle piú ricche. É commovente sapere che gente che vive di consulenze milionarie, che spende un miliardo di euro all’anno per andare a casa con l’autista, trovi il tempo per far pagare ai cittadini la visita al pronto soccorso. La classe non é acqua. E del resto é giusto che l’esempio venga dall’alto, che la classe dirigente e le massime autorità del governo mostrino sensibilità, moderazione nei costumi, propensione al risparmio. Tipo vivere gratis a casa di un amico come ha fatto il ministro dell’economia. Fatelo anche voi e non avrete gli aggravi previsti per i mutui. Ci vuole polso fermo per guidare un paese, ma anche un po’ di stile non guasta, la forma è importante. Chissà come apprezzano gli otto milioni di italiani poveri. Diranno ammirati: peró, che manovra di classe!

martedì 19 luglio 2011

SALVI !!!!

LA CASTA DI LIBERO

Eh no ora basta  !!!!
Va bene sposare la battaglia anti casta.
Va bene far finta di non ricordarsi chi ci sta governando e scrive la finanziaria più iniqua della storia.

Ma schiaffare in prima pagina come rappresentanti dei papponi di stato, in questo momento storico, Napolitano, Fini, Bersani ed un irriconoscibile (guarda caso....) Calderoli  non è ammissibile !!!!!

E' veramente troppo !!!!!!


Ah dimenticavo. A proposito di spese inutili e di casta ....
Quand'è che quelli di Libero ci restituiscono i contributi pubblici che si sono rubati ???????

UPCOMING NEWS:  anche in procura si sono accorti che la vignetta pubblicata è scandalosa !!!!!

FORMIGONI E I MOJITO....

Che tenerezza vedere Formigoni che mentre parla di "riguardo verso i ceti medi" e di "sacrifici per tutti" si trova a Porto Cervo, con una miriade di Yatch sullo sfondo......



Sacrifici e tagli per la politica.....
Segnali forti da dare.....
Allineare all'Europa i costi della politica italiana..

Detto da lui.... tutto molto credibile.

ANCHE LA BORSA E' COMUNISTA

C'è una new entry tra i comunisti: la Borsa.

Ha deciso di bocciare la manovra. Ma come si permette ?

Il miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni, respinto  come un somaro dagli indici borsistici.

L'elenco ora si allunga: oltre ai magistrati, alla Corte Costituzionale, al Presidente della Repubblica, l'ometto ha un altro ineffabile nemico che impietoso rimarca la sua incapacità.

Non è più una questione di solidità economica o spessore finanziario di un paese.
E' una questione di credibilità.
Questa classe politica in generale e, soprattutto, questo esecutivo che ci s-governa, non sono più spendibili agli occhi dei mercati.

Che li deridono, come dei buffoni di corte.

A pagare il conto, come al solito, saremo noi.


LA CASTA PAGHI

Sergio Rizzo e Gianantonio Stella.

In un articolo sul Corriere della Sera di ieri che non dovremmo mai più perdere di vista per i suoi contenuti.

SPRECHI E PRIVILEGI, RIDURLI SI PUÒ

No, non possono chiedere ai cittadini di fidarsi ancora. Se Gianfranco Fini si dice «certo», in una lettera a il Fatto quotidiano, che «entrambe le Camere faranno la loro parte» e che i tagli ai costi della politica saranno «votati in Aula prima della pausa estiva» non può pretendere che gli italiani gli credano sulla parola. Sono stati già scottati troppe volte. Carta canta. Le promesse, le rassicurazioni e gli impegni non bastano più. Il presidente della Camera, nella sua prima intervista dopo l'insediamento, convenne che «il primo dei buoni esempi che devono dare i parlamentari è quello della presenza» perché «il vero costo che produce la "casta" è quello della improduttività». E ammonì: «I parlamentari devono essere presenti e lavorare da lunedì a venerdì, non tre giorni a settimana». Risultato? Prendiamo quest'anno: dal 1° gennaio a oggi, su 28 venerdì in calendario, quelli con sedute in Aula sono stati 2. Non sarà colpa sua, ma è così.
Quanto a palazzo Madama, Renato Schifani si prese mesi fa lo sfizio, nel corso della seduta imposta per varare la riforma universitaria voluta dal governo, di bacchettare i soliti criticoni: «Oggi, 23 dicembre, antivigilia di Natale, siamo qui a lavorare». Ciò detto, diede appuntamento a tutti al 12 gennaio 2011: 20 giorni dopo. Da allora, l'Aula è stata convocata 68 giorni su 198 e mai (mai!) di venerdì. Come del resto era successo in tutto il 2010: mai. C'è il lavoro in commissione? Anche a Washington. Eppure lì, dice uno studio di Antonio Merlo della Pennsylvania University, il Senato lavora in media 180 giorni l'anno: il 54% in più. Con un assenteismo 10 volte più basso.
Quanto ai costi, la Camera e il Senato Usa nel 2011 pesano insieme sulle pubbliche casse circa cento milioni meno dei nostri. Ma in rapporto alla popolazione, ogni americano spende per il suo Parlamento 5,10 euro l'anno, ogni italiano 27,40: cinque volte e mezzo di più. Diranno: ma poi lì ci sono i parlamenti statali. Vero: ma in California c'è un parlamentare locale ogni 299mila abitanti, in Lombardia ogni 124mila. Nel Molise ogni 10.659.
Questo è il quadro. C'è poi da stupirsi se una pagina di Facebook aperta domenica mattina da un anonimo ex dipendente della Camera deciso a vuotare il sacco sotto il titolo «I segreti della casta di Montecitorio», alle otto di sera aveva 135 mila «amici»? L'impressione netta è che, mentre chiedono ai cittadini di mettersi «una mano sul cuore e una sul portafoglio», per usare un antico appello di Giuliano Amato riproposto da chi aveva seminato l'illusione di non mettere mai le mani nelle tasche degli italiani, quelli che Giulio Einaudi chiamava «i Padreterni», non si rendano conto che il rifiuto di associarsi a questi sacrifici rischia di dar fuoco a una polveriera.
Come possono imporre «subito» i ticket sanitari fino a 45,5 euro a operai e impiegati rinviando a «domani» (quando?) l'inasprimento del costo a carico dei parlamentari dell'assistenza sanitaria integrativa? Come possono imporre «subito» un taglio alla rivalutazione delle pensioni oltre i 1.400 euro rinviando a «domani» (quando?) quello dei vitalizi loro, che nel 2009 hanno pesato per 198 milioni di euro e pochi mesi fa sono stati salvati con voto plebiscitario dalla proposta che voleva trasformarli in pensioni «normali» soggette alle regole comuni? Come possono imporre «subito» il raddoppio della tassa sul deposito titoli che colpirà i piccoli risparmiatori rinviando a «domani» (quando?) l'abolizione di quell'infame leggina che consente a chi regala denaro ai partiti di avere sconti fiscali 51 volte più alti di quelli concessi a chi dona soldi alla ricerca sulle leucemie infantili?

Nessuno contesta la necessità di provvedimenti anche duri. È irritante subirli dopo aver sentito e risentito che «la crisi è già alle spalle» (Renato Brunetta, agosto 2008), che occorreva «finirla con i corvi del malaugurio» (Claudio Scajola, febbraio 2009) e che chi diffidava dell'ottimismo era un «catastrofista» che alimentava, come tuonò Silvio Berlusconi nel maggio di due anni fa, «una crisi che ha origini soprattutto psicologiche». Ma è così: quando la casa brucia, va spento l'incendio. Costi quel che costi. Ma il golpe notturno che, con un paio di emendamenti pidiellini, ha stravolto all'ultimo istante la manovra di Tremonti che prevedeva l'adeguamento delle indennità dei parlamentari italiani a quelle dei colleghi europei, non è solo un insulto ai cittadini chiamati a farsi carico della crisi. È una scelta che rischia di delegittimare la stessa manovra delegittimando insieme la classe dirigente che la propone al Paese. Non è più una questione solo economica: è una questione che riguarda il decoro delle istituzioni. La rappresentanza. La democrazia stessa.
Il governo, la maggioranza e la stessa opposizione sono certi di essere nel giusto e che quanto prima metteranno mano sul serio ai costi della politica? Mettano da subito tutti i costi in piazza, su Internet. Tutto pubblico: stipendi, prebende, assunzioni, distribuzione delle cariche, consulenze, curriculum dei prescelti, voli blu, passeggeri a bordo, tutto. Barack Obama, pochi giorni fa, ha rivelato che i suoi più stretti collaboratori alla Casa Bianca prendono al massimo 172.200 dollari lordi: 118.500 euro. Cioè 15 mila in meno di quanto poteva guadagnare quattro anni fa un barbiere del Senato. Hanno o non hanno diritto, anche i cittadini italiani, a essere informati?
È stupefacente, oltre che offensivo, che in un momento di difficoltà qual è questo, una classe politica obbligata a farsi «capire» da un Paese scosso, impoverito, spaventato, non capisca la drammatica urgenza di una svolta. Ed è sconcertante che ancora una volta, a chi chiede conto dell'arroccamento in difesa delle Province o dei rimborsi elettorali cresciuti fra il 1999 e 2008 addirittura 26 volte di più del parallelo aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici (per non dire di quelli privati...) risponda rinviando tutto a una riforma complessiva ormai entrata nel mito come l'«Isola che non c'è» di Peter Pan.
Una riforma che, in un futuro rosa pastello, vedrà finalmente ricomporsi in un magico e perfetto equilibrio la Camera e il Senato, il Quirinale e le città metropolitane, le province e le circoscrizioni e i bacini imbriferi montani. Un mondo meraviglioso dove tutti vivremo finalmente felici e contenti. Con Biancaneve, Pocahontas, Cip e Ciop.

LUMBARD.... ABBIAMO UN PROBLEMA !!!

La Padania ha lanciato un nuovo sondaggio. Chi vorreste leader del movimento leghista ?

Non sono sorpreso nell'apprendere che Bossi non ne sia uscito bene.

Il bollito, nelle valli lombarde, non va più di moda.