mercoledì 8 giugno 2011
L'ITALIA DEL BERLUSCONISMO: TUTTI PIU' DEPRESSI
Il Censis giorni fà ha pubblicato un’indagine antropologica che mostra una preoccupante degenerazione comportamentale dei cittadini italiani sottoposti al berlusconismo da oltre dieci anni.
In essa si evince che tra il 2004 e il 2009 le minacce e le ingiurie sono aumentate del 35,3%, le lesioni e le percosse del 26,5%, i reati sessuali sono passati da 4.454 a 5.625 (+26,3%) e gli interventi di chirurgia estetica nel 2010 sono stati 450mila. L’autodifesa violenta, la trasgressione e arrivare a compromessi è considerato “lecito”.L’italiano medio mette in discussione il controllo delle pulsioni e il rispetto delle regole e il tentativo di legittimare le pulsioni; il fine giustifica il mezzo, l’occhio per occhio e il compromesso appaiono le nuove linee guida sociali nel ” disagio che sta vivendo la società italiana”.
* Autoreferenzialità: l’85,5% degli italiani ritiene di essere arbitro unico dei propri comportamenti e che le regole possano essere aggirate in molte situazioni. Come il loro ‘Premier’, nel divertimento ritengono di poter ammettere la trasgressione soprattutto i più giovani (il 44,8%). Si ritiene inoltre che al bisogno è giusto difendersi da sè anche con le cattive maniere (il 48,6%, quota che sale al 61,3% tra i residenti nelle grandi città).
* Corruttibilità: per raggiungere i propri scopi sono accettabili i compromessi per il 46,4%. Si è buoni cattolici anche senza seguire la morale della chiesa per il 63,5% (dato che sfiora l’80% tra i più giovani). Si tende sempre più a rinunciare al controllo liberando (come molti Ministri) forme di violenza in cui è forte la componente pulsionale della perdita di controllo e dell’aggressività. Tra il 2004 e il 2009 le minacce e le ingiurie sono aumentate del 35,3%, le lesioni e le percosse del 26,5%, i reati sessuali sono passati da 4.454 a 5.625 (+26,3%).
* Depressione: la dimensione più distruttiva delle pulsioni e l’insoddisfazione crescente generano frustrazione, che presto porta a varie forme di depressione. L’aumento del consumo di antidepressivi è emblematico: le dosi giornaliere sono più che raddoppiate dal 2001 al 2009, passando da 16,2 a 34,7 per 1.000 abitanti (+114,2%).
* Droghe ed alcolismo: se in Italia diminuisce in generale il consumo di sostanze stupefacenti pesanti come l’eroina o leggere come le cannabis, (tra il 2008 e il 2009 i consumatori sono calati del 25,7%, passando da 3,9 milioni a 2,9 milioni circa), in forte aumento appare l’uso di cocaina e la pericolosità sociale del consumo di droghe non sembra diminuire: aumentano infatti le persone prese in carico nei Sert per dipendenza da cocaina (+2,5%) e sono in crescita i giovani consumatori a rischio di bevande alcoliche: dal 2009 al 2010 passano dal 14,9% al 16,6% nella fascia di 18-24 anni.
* Narcisismo: il bisogno viscerale di apparire è la dimensione più narcisistica delle pulsioni. Gli interventi di chirurgia estetica effettuati in Italia nel 2010 sono stati circa 450.000. Bulimia e anoressia sono le prime cause di morte tra le ragazze di 12-25 anni e circa 200.000 donne soffrono di questi disturbi.In definitiva per il Censis “siamo una società in cui sono sempre più deboli i riferimenti valoriali e gli ideali comuni, in cui è più fragile la consistenza dei legami e delle relazioni sociali. In questa indeterminatezza diffusa crescono comportamenti spiegabili come l’effetto di una pervasiva sregolazione delle pulsioni, risultato della perdita di molti dei riferimenti normativi che fanno da guida ai comportamenti“.
Grazie al Blog di Andrez.
PENSATE IN CHE MANI SIAMO FINITI.......
L'altro ieri, ad Arcore, i vertici del PDL e della LEGA si sono riuniti per decidere le sorti di questa nazione e del nostro futuro.
Il tavolo era così composto:
Bene, lasciamo perdere tutte le battute comiche che potremmo fare sul TROTA, il cui contributo, in questo summit, sarà sicuramente stato importantissimo e decisivo e concentriamoci su quella chicca che pochi mass media hanno notato: la presenza di ALDO BRANCHER.
Per i distratti che ancora non dovessero sapere chi è questo Aldo Brancher, copia incollare l'elenco dei suoi procedimenti giudiziari da wikipedia, mi sembra doveroso.
Poi, che debbo dirvi, fate un pò voi......
Procedimenti giudiziari
Il 28 luglio 2010 il pubblico ministero di Milano, Eugenio Fusco, ha chiesto una condanna a due anni di reclusione e seimila euro di multa[6][7].
La sentenza di primo grado è stata emessa lo stesso giorno dal giudice monocratico Anna Maria Gatto, che ha riconoscito colpevole l'imputato di due dei quattro episodi di ricettazione contestati e dei due episodi di appropriazione indebita[6] e ha condannato Brancher ai due anni di reclusione richiesti e a 4000 euro di multa[6][10].
Il 3 marzo 2011 la Corte d'Appello di Milano conferma la condanna a due anni di reclusione per ricettazione e appropriazione indebita[11].
Il tavolo era così composto:
Bene, lasciamo perdere tutte le battute comiche che potremmo fare sul TROTA, il cui contributo, in questo summit, sarà sicuramente stato importantissimo e decisivo e concentriamoci su quella chicca che pochi mass media hanno notato: la presenza di ALDO BRANCHER.
Per i distratti che ancora non dovessero sapere chi è questo Aldo Brancher, copia incollare l'elenco dei suoi procedimenti giudiziari da wikipedia, mi sembra doveroso.
Poi, che debbo dirvi, fate un pò voi......
Procedimenti giudiziari
Falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti (Tangentopoli)
Detenuto per tre mesi nel carcere di San Vittore[5] Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato con giudizio di primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti. In Cassazione il secondo reato va in prescrizione per riduzione dei termini, mentre il falso in bilancio è stato depenalizzato dal Governo Berlusconi.Ricettazione e appropriazione indebita (scandalo Antonveneta)
Viene indagato a Milano per ricettazione (600mila euro versatigli in quattro diverse occasioni) e per appropriazione indebita (420mila euro) nell’indagine sullo scandalo della Banca Antonveneta e la scalata di Gianpiero Fiorani all’istituto creditizio[5][6][7]: la Procura ha rintracciato, presso la Banca Popolare di Lodi, un conto intestato alla moglie di Brancher con un affidamento e una plusvalenza sicura di 420mila euro in due anni[8]. Ha chiesto ed ottenuto di poter accedere al rito abbreviato.[9].Il 28 luglio 2010 il pubblico ministero di Milano, Eugenio Fusco, ha chiesto una condanna a due anni di reclusione e seimila euro di multa[6][7].
La sentenza di primo grado è stata emessa lo stesso giorno dal giudice monocratico Anna Maria Gatto, che ha riconoscito colpevole l'imputato di due dei quattro episodi di ricettazione contestati e dei due episodi di appropriazione indebita[6] e ha condannato Brancher ai due anni di reclusione richiesti e a 4000 euro di multa[6][10].
Il 3 marzo 2011 la Corte d'Appello di Milano conferma la condanna a due anni di reclusione per ricettazione e appropriazione indebita[11].
martedì 7 giugno 2011
LO SCADENZIARIO DI FRATTINI DRY.......
Lo so, voi non ci fate più caso.
E quando importantissimi esponenti del governo vi fanno la solita promessa, non state come me che son malato a controllare il termine entro la quale quella determinata cosa deve essere realizzata.
Così oggi, 7 Giugno 2011, son qua a ricordarvi che più di un mese fà il nostro ministro degli esteri, conformemente a quanto messso nero su bianco su una mozione farsa leghista approvata dalla maggioranza del nostro parlamento, ci aveva garantito che la guerra in Libia sarebbe durata ulteriori 3 o al massimo 4 settimane.
Bene. Siamo ben oltre quel termine e di un nostro ritiro dalla Libia non se ne parla neppure.
Ed ora caro Frattini, come la mettiamo ??????
SANTORO ? TROPPO REDDITIZIO. IN RAI VA CACCIATO
Lasciamo perdere le censure o le ideologizzazioni politiche.
Buttiamola sui conti economici......
Immaginate un attimo di essere amministratore delegato di un'importante azienda e di avere alle vostre dipendenze, un ingegnere o un disegnatore che dando vita ad un prodotto avvincente, consente ai vostri bilanci di sorridere ed ai vostri fatturati di incrementarsi di anno in anno.
Che fareste ?
Lo caccereste ?
A Santoro è successo questo. Era una notevolissima fonte di utili per la Rai. Un prodotto appetibilissimo. Ma dava fastidio. Soprattutto alla concorrenza che, come noto, è in mano al padrone.
Oggi si brinda, il fatturato e gli utili della Rai scenderanno.
UN TEATRINO TUTTO SUO
Alessandro ROBECCHI - Voi siete qui
Silvio Berlusconi – Anziano imprenditore estraneo al teatrino della politica, ha aperto un teatrino tutto suo, con luci soffuse e palo per la lap dance. Vantaggi: può garantire una campagna elettorale a budget illimitato. Svantaggi: gli elettori potrebbero vomitare sulla scheda causando qualche problema durante lo scrutinio.
Marina Berlusconi – Imprenditrice di mezza età, è partita da zero e si è fatta da sola. Guida un’azienda sottratta ai legittimi proprietari grazie alla corruzione di un giudice, dettaglio che garantirebbe una continuità etica alla leadership del centrodestra.
J.K. – Giovanissima danzatrice del ventre yemenita. La sua candidatura alle primarie del PdL sarà valida solo in caso di voto nel maggio 2013, data in cui sarà maggiorenne da pochi giorni.
Claudio Scajola – Un politico a tutto tondo, pare sia candidato alle primarie del PdL a sua insaputa. Due volte ministro e due volte dimissionario, potrebbe essere una garanzia per la sinistra in caso di incoronazione a candidato premier.
Cicciuzzo ‘a Mitraglia – Sostenuto dall’ala legalitaria del PdL (Cosentino e Dell’Utri), si presenta come elemento in grado di cementificare l’alleanza al Sud. In caso contrario, potrebbe cementificare gli avversari politici. Attenzione, è armato.
Fabrizio Cicchitto – Veterano di numerose formazioni democratiche, i suoi capi sono sempre finiti in galera (Licio Gelli) o latitanti (Bettino Craxi), cosa che fa ben sperare per le primarie del PdL.
Roberto Formigoni – Anziano beat cattolico, sogna da tempo un ruolo di primo piano nella politica nazionale. Cita Don Giussani e si veste come Elton John. Francamente, sarebbe meglio il contrario.
La notizia che anche il PdL utilizzerà lo strumento delle primarie per eleggere il candidato alle prossime elezioni politiche ha generato un’ondata di entusiasmo nella destra italiana. In esclusiva mondiale, il manifesto è in grado di presentare la lista dei candidati.
Silvio Berlusconi – Anziano imprenditore estraneo al teatrino della politica, ha aperto un teatrino tutto suo, con luci soffuse e palo per la lap dance. Vantaggi: può garantire una campagna elettorale a budget illimitato. Svantaggi: gli elettori potrebbero vomitare sulla scheda causando qualche problema durante lo scrutinio.
Marina Berlusconi – Imprenditrice di mezza età, è partita da zero e si è fatta da sola. Guida un’azienda sottratta ai legittimi proprietari grazie alla corruzione di un giudice, dettaglio che garantirebbe una continuità etica alla leadership del centrodestra.
J.K. – Giovanissima danzatrice del ventre yemenita. La sua candidatura alle primarie del PdL sarà valida solo in caso di voto nel maggio 2013, data in cui sarà maggiorenne da pochi giorni.
Claudio Scajola – Un politico a tutto tondo, pare sia candidato alle primarie del PdL a sua insaputa. Due volte ministro e due volte dimissionario, potrebbe essere una garanzia per la sinistra in caso di incoronazione a candidato premier.
Cicciuzzo ‘a Mitraglia – Sostenuto dall’ala legalitaria del PdL (Cosentino e Dell’Utri), si presenta come elemento in grado di cementificare l’alleanza al Sud. In caso contrario, potrebbe cementificare gli avversari politici. Attenzione, è armato.
Fabrizio Cicchitto – Veterano di numerose formazioni democratiche, i suoi capi sono sempre finiti in galera (Licio Gelli) o latitanti (Bettino Craxi), cosa che fa ben sperare per le primarie del PdL.
Roberto Formigoni – Anziano beat cattolico, sogna da tempo un ruolo di primo piano nella politica nazionale. Cita Don Giussani e si veste come Elton John. Francamente, sarebbe meglio il contrario.
lunedì 6 giugno 2011
B. HA CONFESSATO. MA NON SE NE E' ACCORTO NESSUNO....
Dopo 17 anni in cui ce la mena con la magistratura politicizzata, le BR nelle procure, i giudici comunisti ed "antropologicamente diversi", l'ossessione giudiziaria della procura di Milano nei suoi confronti, ieri B., stando a quanto racconta Repubblica con questo articolo, in maniera quasi inaspettata e sorprendente ha reso piena confessione dei suoi peccati. Ma non se ne è accorto nessuno.
Sembra infatti che il venditore porta a porta di aspirapolveri, incontrando il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, gli abbia confessato che una cifra giusta per ricompensare De Benedetti dello scippo della Mondadori (grazie al giudice Metta corrotto da Previti per conto della Fininvest con bonifico di 434 mila dollari su un conto in Svizzera) sia quella di 250 milioni di euro e non i 750 stabiliti dal Giudice Mesiano (quello dai calzini rossi) con la prima sentenza civile.
Ora la domanda sorge spontanea: per quale motivo B. sarebbe disposto a sborsare 250 milioni di euro che comunque sono una cifra iperbolica se non ha commesso nessun reato ?
Non se lo è chiesto proprio nessuno ?
E' una confessione bella e buona.
O B. querela Lombardo per le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa, oppure, in maniera neppure troppo tacita, ci ha rivelato che si, è un corruttore.
E come tale deve pagare.
Vi sembra poco ???
PIERFERDY CASINI (NOMEN OMEN)
Pierferdy, durante la campagna elettorale per le elezioni provinciali, è intervenuto nel paese dove abito a favore del candidato dell'UDC alla presidenza della provincia (Macerata) nell'ambito di una coalizione di centro sinistra.
E' stato molto divertente ascoltarlo, perchè ne ha veramente dette di tutti i colori contro i Berluscones.
Poi, uno fa una piccola ricerca sulla rete, e scopre che questo mostro di coerenza a Catanzaro, Iglesias, Crotone e Cosenza, la sua UDC era fedele alleato del PDL e, con la vittoria, il suo partito che sostiene solo i migliori, ha portato a casa diversi consiglieri comunali che governeranno con gli uomini dell'odiato Silvio.
Ora, questo statista che cambia idea come la direzione del vento nel golfo di Biscaglia, si è espresso in vista dei referendum. Dice che voterà due NO sull'acqua. Un Si sul Legittimo Impedimento. E lascerà libertà di scelta sul nucleare pur essendosi espresso in maniera favorevole verso questa tecnologia nel passato.
Stiamo ovviamente parlando dello stesso Casini che appena pochi mesi fa definiva il Legittimo Impedimento come male minore ed una soluzione onesta e corretta. Ora deve aver cambiato idea.
Il concetto del "male minore", lo ammetterete, è comunque affascinante.
Perchè paghiamo quasi mille parlamentari ? Per far si che lavorino per il nostro "bene maggiore" ?
Ma quando mai....
Stanno lì a limitare i danni. A garantirci mali minori.,.....
Ora, io vorrei capire solo una cosa.
Come fanno D'Alema e Bersani, con interviste quotidiane, a seguire le idee di questo voltagabbana perpetuo. Propinandoci "modelli macerata" a non finire.
Casini è nato, vissuto e cresciuto, per stare con i Berluscones.
Lasciamolo al suo destino.
LA VIDEOCASSETTA E SILVIO. AUSPICIO AL RITIRO.....
"Ho tutte le tv contro tranne Mediaset una straordinaria tenaglia dei media, tutta la stampa e i giornali. Il gruppo Mediaset si è astenuto da trasmissioni politiche, mentre la Rai ha messo in campo dieci trasmissioni che non si sono fermate durante i ballottaggi. Ho visto dei servizi micidiali, uno di Annozero "me lo hanno fatto vedere in cassetta": è chiaro che chi non avesse equilibrio critico vedendo quel servizio non avrebbe mai potuto votare per noi a Milano. Ci impegneremo parlamentarmente perché ciò non si ripeta più".
Silvio Berlusconi - Conferenza stampa - 01.06.2011
Insomma, glie lo hanno fatto vedere in cassetta il servizio "micidiale di Annozero".
Ma ve la ricordate la videocassetta ?
Da wikipedia:
Il declino
Ormai questa tecnologia, nell'ambito della vendita di film per utenza domestica, è stata ampiamente superata e rimpiazzata dal DVD. Resiste, seppure fortemente insidiata, solo in ambito di videoregistrazione domestica, data la sua maggiore immediatezza per l'utente medio oltre al costo nettamente inferiore dei videoregistratori VHS rispetto ai registratore DVD da salotto. Il 28 dicembre 2008 l'ultimo produttore, la "Distribution video-audio", annuncia la fine della produzione. Il VHS va così in pensione dopo 33 anni di esistenza.
L'uomo dei mass media, il padrone di Mediaset, guarda i servizi di Annozero grazie ad una tecnologia fuori produzione da due anni e mezzo.
Non rivede Annozero su you tube, o in streaming internet sul sito dedicato, o in un DVD.
No, lo riguarda in videocassetta.
E' una straordinaria ammissione dell' essere semplicemente fuori dal tempo.
E' la confessione di un declino sopravvenuto.
E' l'inizio della fine.
Mediatica e reale.
Voltiamo pagina. Le videocassette lasciamole alle desolanti sale TV di Arcore.
Diamogli un paio di pantofole, bunga bunga a volontà ed un dorato buon retiro.
E' ora passata.
domenica 5 giugno 2011
D'ALEMA ED IL RICHIAMO DELLA FORESTA
Luca Telese - IL FATTO QUOTIDIANO
Eccolo, ancora una volta, “il richiamo della foresta del líder máximo”: inderogabile come un fioretto, puntuale come la morte, immancabile come tutte le proposte autolesioniste di questi anni: “Facciamo un governissimo?”.
Allora è proprio vero che queste elezioni ad alcuni non hanno insegnato nulla. Cadono le roccaforti del centrodestra, vincono i candidati scelti dal popolo del centrosinistra grazie alle primarie (quasi mai quelli che volevano i líder máximi…), saltano gli schemi pataccari (si puó correre solo con candidati moderati, in certe città é impossibile vincere, senza il terzo polo non si va da nessuna parte), si dimostra che gli elettori hanno molto più fiuto dei capi di stato maggiore del centrosinistra.
Ci eravamo illusi che i dirigenti di quella coalizione imparassero qualcosa da queste elezioni. Poi ieri abbiamo letto l’intervista a Massimo D’Alema di Massimo Giannini de La Repubblica (praticamente un format), in cui l’ex premier dice agli uomini di Pdl e Lega: “Servono una manovra equa e capace di rilanciare lo sviluppo, una riforma elettorale e poi nuove elezioni. Indichino loro – dice D’Alema - una persona che può realizzare questa agenda in pochi mesi. Noi – aggiunge – possiamo prenderci anche una quota di responsabilità”.
Insomma, il voto dice che si puó mandare a casa il centrodestra, e D’Alema gli propone subito un patto. Deve essere più forte di lui. Gli elettori chiedono di voltare pagina, lui subito progetta l’accordicchio con gli orfani del Cavaliere. Il paese non si é ancora ripreso dai tagli di Tremonti, incombe una manovra da 10 milioni di euro (più 30 a settembre!) e il più autorevole dirigente del Pd dice: “Dateci un nuovo premier, un governo e noi faremo la nostra parte”. Qui siamo oltre il tafazzismo. Qui siamo al furto di speranza. D’Alema ripete come un disco rotto l’unico schema politico che crede di essere in grado di applicare: il gioco di palazzo per il governissimo.
In tutta Europa i leader (moderati e non) si preparano a duellare. Da noi sognano di “patteggiare”. D’Alema e Bersani (che non a caso l’estate l’estate scorsa propose Tremonti premier) sembrano la copia della meravigliosa gag del doganiere di Non ci resta che piangere. Ricordate? Roberto Benigni e Massimo Troisi si avvicinavano al confine e lui, con gli occhi chiusi, gridava: “Chi siete? Quanti siete?”. E prima di ascoltare qualsiasi replica rispondeva: “Un Fiorino!”. Ecco, D’Alema é così. E dice: “Chi siete? Quanti siete?”. Poi, senza ascoltare risposte, conclude: “Governissimo”. Com’era bella la risposta di Troisi e Benigni. Prima educati: “Scusi…”. Poi preoccupati: “Ma noi…”. Infine incazzati: “E vavattenne affangulo”. Risposta appropriata, va detto, ma troppo brusca, se riferita al doganiere dell’inciucio máximo. A noi basterebbe non pagare questo dazio.
Allora è proprio vero che queste elezioni ad alcuni non hanno insegnato nulla. Cadono le roccaforti del centrodestra, vincono i candidati scelti dal popolo del centrosinistra grazie alle primarie (quasi mai quelli che volevano i líder máximi…), saltano gli schemi pataccari (si puó correre solo con candidati moderati, in certe città é impossibile vincere, senza il terzo polo non si va da nessuna parte), si dimostra che gli elettori hanno molto più fiuto dei capi di stato maggiore del centrosinistra.
Ci eravamo illusi che i dirigenti di quella coalizione imparassero qualcosa da queste elezioni. Poi ieri abbiamo letto l’intervista a Massimo D’Alema di Massimo Giannini de La Repubblica (praticamente un format), in cui l’ex premier dice agli uomini di Pdl e Lega: “Servono una manovra equa e capace di rilanciare lo sviluppo, una riforma elettorale e poi nuove elezioni. Indichino loro – dice D’Alema - una persona che può realizzare questa agenda in pochi mesi. Noi – aggiunge – possiamo prenderci anche una quota di responsabilità”.
Insomma, il voto dice che si puó mandare a casa il centrodestra, e D’Alema gli propone subito un patto. Deve essere più forte di lui. Gli elettori chiedono di voltare pagina, lui subito progetta l’accordicchio con gli orfani del Cavaliere. Il paese non si é ancora ripreso dai tagli di Tremonti, incombe una manovra da 10 milioni di euro (più 30 a settembre!) e il più autorevole dirigente del Pd dice: “Dateci un nuovo premier, un governo e noi faremo la nostra parte”. Qui siamo oltre il tafazzismo. Qui siamo al furto di speranza. D’Alema ripete come un disco rotto l’unico schema politico che crede di essere in grado di applicare: il gioco di palazzo per il governissimo.
In tutta Europa i leader (moderati e non) si preparano a duellare. Da noi sognano di “patteggiare”. D’Alema e Bersani (che non a caso l’estate l’estate scorsa propose Tremonti premier) sembrano la copia della meravigliosa gag del doganiere di Non ci resta che piangere. Ricordate? Roberto Benigni e Massimo Troisi si avvicinavano al confine e lui, con gli occhi chiusi, gridava: “Chi siete? Quanti siete?”. E prima di ascoltare qualsiasi replica rispondeva: “Un Fiorino!”. Ecco, D’Alema é così. E dice: “Chi siete? Quanti siete?”. Poi, senza ascoltare risposte, conclude: “Governissimo”. Com’era bella la risposta di Troisi e Benigni. Prima educati: “Scusi…”. Poi preoccupati: “Ma noi…”. Infine incazzati: “E vavattenne affangulo”. Risposta appropriata, va detto, ma troppo brusca, se riferita al doganiere dell’inciucio máximo. A noi basterebbe non pagare questo dazio.
DELITTO PERFETTO
Cioè, fatemi capire. B. sarebbe costretto per sentenza a "compensare" De Benedetti con una cifra tra i 500 ed i 700 milioni di euro per lo scippo della Mondadori.
L'editore de L'Espresso e Repubblica con quei soldi si compra LA 7 ed ingaggia un paio tra Floris, Santoro, Gabanelli e Fazio ??
Ehi, ma questo è il DELITTO PERFETTO !!!!!
L'editore de L'Espresso e Repubblica con quei soldi si compra LA 7 ed ingaggia un paio tra Floris, Santoro, Gabanelli e Fazio ??
Ehi, ma questo è il DELITTO PERFETTO !!!!!
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