sabato 8 ottobre 2011

SERVI FULL TIME

Uno pensa: il servilismo ha dei limiti. Che dovrebbero essere ben delineati ed invalicabili.

Poi si legge questa intervista del Corriere a Giuliano Ferrara e si ricrede.

C'è questo passaggio, soprattutto,  che è sublime......

Il giornalista domanda:

Veronica Lario, parlando di suo marito disse: "quell'uomo è malato, va curato"

Ferrara risponde:

Sentimi bene, partecipare ad una festicciola di una ragazzina non è reato, capito ???

Il giornalista insiste:

Dicevano che le ragazzine erano minorenni...

E Giuliano Ferrara risponde:
Le ragazzine, sono ragazzine. E comunque, si certo: se pure fossero minorenni ? Io Domenica vado ad un battesimo. Sono forse colpevole di qualcosa ?

FATELO VOI IL MINISTRO DEGLI ESTERI AI TEMPI DI "FORZA GNOCCA".....

C'è un mestiere, in questi giorni, che è diventato veramente infernale.

Anche se ben remunerato, anche se con tanti benefit, anche se di estremo prestigio.

Stiamo ovviamente parlando dell'esercitare la professione di Ministro degli  Esteri del Governo della Repubblica Italiana.

Andateci voi all'estero,  a spiegare alle altre diplomazie il fatto che da noi, un premier burlacchione, vuole chiamare un partito "Forza Gnocca" ......

venerdì 7 ottobre 2011

STEVE JOBS E LA MORTE

"La morte è la nostra comune destinazione, nessuno è mai sfuggito. Ed è così che deve essere perchè la morte è la più geniale invenzione della vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Ora il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano poco alla volta diventerete il vecchio e verrete spazzati via. Mi dispiace di essere così drammatico, ma è la verità. Il tempo che vi è dato è limitato: non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Cercate di non finire prigionieri del dogmatismo, che equivale a vivere in base ai principi di altri. Non permettete che il rumore delle opinioni altrui soffochi la voce che sale dal vostro io."

Steve Jobs - discorso tenuto agli studenti di Stanford nel 2005 - un anno dopo aver scoperto di essere malato di cancro.

FORZA GNOCCA

Trova le differenze :



GIULIANO FERRARA: ROBA GROSSA......

Allora, riepilogando, secondo Giuliano Ferrara  il Ministro Tremonti è  "coloun bambino capriccioso ed un colossale imbroglione". E siccome lui ha parlato con il Premier, ci riferisce che Silvio "minaccia di andarsene lasciandoci tutti in balia della sorte"

Ecco, quello che Ferrara non ha ancora capito, e che qualcuno dovrebbe spiegargli, è che quella che lui intravede come una minaccia, altro non è ormai che un impulsivo, irrefrenabile ed immenso desiderio di quattro italiani su cinque....


10 MILA EURO AL MESE

Ecco a voi il consigliere regionale lombardo Trota Bossi:

12 dicembre 2010 a Genova:

«Io, come giovane, sto facendo partire, dove facendo dei corsi che si insegna la storia, senza avere gli strumenti, la scuola non ce li dà».


8 settembre 2011 al giro ciclistico padano:

«Rispetto per degli atleti che corrono, fanno il loro lavoro e danno anche molto spettacolo, quindi è giusto che si lascino proséguere».

POTERI FORTI VS SILVIO

Corriere della Sera - 05/10/2011 - Ferruccio De Bortoli - Direttore

Il premier mostra di occuparsi solo delle sue questioni personali. E, infatti, oggi di che cosa discute la Camera dopo aver votato in diretta televisiva (ci vedono anche all’estero) sulle inchieste Papa, Milanese e Romano? Delle questioni contenute nella lettera della Bce? No, delle intercettazioni. Bossi non appare, anche agli stranieri, nel pieno delle sue facoltà. Non c’è membro del governo o della maggioranza che non affermi in privato che Berlusconi debba lasciare. Su questo giornale abbiamo suggerito al premier di fare come è accaduto in Spagna: annunciare che non si ricandiderà, chiedere le elezioni e non trascinare con sé l’intero centrodestra. Nessuna risposta.
Qui trovate  la prima e la seconda puntata di "Poteri forti vs Silvio"

giovedì 6 ottobre 2011

BERSANI, SCUSA SE INSISTO: MA CHE FARAI DA GRANDE ?

Lettera aperta a Bersani

Caro Pierluigi, l'altra  sera Ballarò ci ha mostrato l'ennesimo sondaggio che la dice lunga su come stiano attualmente le cose e quale aria politica tiri nella nazione. Te lo allego qua sotto. Come puoi ben capire, se vuoi gettare alle ortiche anche le prossime elezioni e passare alla storia come leader di centro sinistra perdente al termine della peggiore legislatura a guida centro destra della nostra repubblica, non devi far altro che inseguire Casini e l'UDC. Facendo incazzare Di Pietro e tutti quelli che oggi si sentono comunque "un pò più a sinistra del PD" (non sono pochi credimi....)

L'alternativa è troppo facile: chiamare a te i leader dell'IDV e di SEL e redarre insieme un patto di legislatura, con delle regole ferree da far rispettare ai futuri parlamentari eletti. Insomma, una sorta di contratto, sul come comportarsi su argomenti spinosi come le missioni internazionali di peace keeping o le attività pseudo belliche in ambito Nato, o  i futuri diktat su welfare e regole del mercato del lavoro che ci verranno imposti da organismi internazionali come la B.C.E.

Dicono che in gergo burocratese/politico tutto ciò venga denominato come il "trovare una sintesi".
Non dovrebbe essere un'operazione impossibile. Basta mettersi di buona lena, compiere piccoli sforzi. Insomma, impegnarcisi su un pò. Per il bene della nazione.

Intanto mi piace riportarti una frase che ho letto sul blog di Pippo Civati che della segreteria nazionale del Pd è membro: 

"Il Pd è un partito che appare troppo di sinistra agli addetti ai lavori (a cominciare dai propri) e troppo poco agli elettori (a cominciare dai propri)"

L'alternativa è andare con l'UDC. Fare incazzare tutta quella gente di sinistra o comunque veramente e compiutamente antiberlusconiana che non ne può più di questo livello infimo che si è raggiunto. Insomma, di fatto,  proporre un finto cambiamento. Profondamente clericale. Proprio in questo istante in cui, mai come ora, il paese sembra pronto per orientarsi verso una laicità delle scelte importanti.

Caro Pierluigi, che devo dirti ...  Buona fortuna. Sei davanti ad un bivio. Vedi tu dove vuoi andare.

La storia ti giudicherà.

FUORI DAL TEMPO

Dovete sapere che un certo Alberto Majo, illuminato giornalista de IL TEMPO,  ieri, con un editoriale che passerà alla storia del giornalismo moderno, ci ha esteso il proprio parere sulla ipotetica chiusura di Wikipedia (la famosa enciclopedia on line)a seguito del decreto ammazzablog.

Il titolo del suo pezzo, riassume il suo pensiero:

Per me il suo ragionamento non fa una piega. Basta che poi non si venga a sapere che questo premio Pulitzer mancato conversi al telefono  con i suoi amici con un I-Phone di ultima generazione, o che, una volta accomodatosi nel divano di casa,  si guardi il suo programma preferito in una televisione ultrapiatta a led mangiando cibi precotti riscaldati in un modernissimo forno a microonde.

No, perchè altrimenti mi incazzo......

IMPELLENTI BISOGNI DI LEGHISTI DISTACCATI

CONCORSO IN OMICIDIO

UN PAESE CHE RINNEGA SE STESSO

E’ crollato un muro, ma è come se si fosse spalancato un sipario. Le donne morte nel sottoscala di una palazzina di Barletta confezionavano tute e magliette per meno di quattro euro all’ora. Tina, Matilda, Giovanna, Antonella: il Sud-Est asiatico nel Sud-Est italiano.

Avevano trent’anni, un marito disoccupato e il mutuo della casa da pagare: la condizione disperata di chi non può più contrattare neppure la propria dignità. La tragedia ha scoperchiato un destino analogo a quello di mille altri sottoscala, dove si lavora stipati come conigli in tane fetide, senza uscite di sicurezza e senza luce.

Funziona così: l’azienda fallisce, chiude, licenzia e poi riapre in un seminterrato, che a volte è addirittura un garage, offrendo lavoro nero e sottopagato a un manipolo di donne - giovani madri, per lo più - disposte a tutto pur di aiutare la famiglia a sopravvivere. Sono le schiave dei tempi moderni. Condannate a ripetere lo stesso gesto per dieci, dodici, quattordici ore al giorno. Troppo stanche, angosciate e ricattabili per poter protestare o anche solo prendere coscienza dei propri diritti. «Se non ora quando?» è una domanda che sfiorisce prima di giungere ai loro orecchi. Non può esistere idea di riscossa per chi ha come orizzonte esistenziale la prossima bolletta.

Nessuno vuole infierire sui datori di lavoro che nell’incidente di Barletta hanno perso la figlia quattordicenne, scesa nel seminterrato in cerca dei genitori un attimo prima del crollo. Ma chi fa lavorare dodici donne in un buco fatiscente di quindici metri quadrati non è un imprenditore. E’ un disgraziato. Nessun ragionamento economico giustifica lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Un principio che vale ovunque, ma a maggior ragione in questa parte di mondo, dove certi racconti speravamo di averli confinati per sempre nei romanzi di Charles Dickens. Stiamo assistendo alla deriva caricaturale della globalizzazione. Stiamo importando condizioni di lavoro cinesi (e proprio mentre i cinesi cominciano gradualmente ad abbandonarle) perché pretendiamo di fare concorrenza alle tigri asiatiche sul terreno del famigerato «low cost». Ma una tuta italiana non dev’essere più economica di una tuta cinese.

Dev’essere più bella. Altrimenti che italiana è? Da questa crisi non si esce riducendo i lavoratori più deboli al rango di bestie, ma elevando la qualità del prodotto, cioè dei dipendenti, con corsi professionali che li riqualifichino. Urge tornare tutti a scuola di italianità - operai, artigiani e imprenditori - imparando di nuovo a produrre oggetti eleganti e geniali, non tristi fotocopie di altre fotocopie. Continuo a sognare un’Italia del Sud che riesca a trarre benessere dalle sue miniere inesplorate di natura e cultura. A far soldi con gli agriturismi non con le magliette, con i musei non con le magliette, con i tramonti non con le magliette. Il mondo ci percepisce come il deposito della bellezza e della qualità della vita. Invece noi continuiamo a rinnegare noi stessi, in nome di una visione piccola e frustrata, da eterni Malavoglia incapaci di alzare gli occhi dal seminterrato quotidiano in cui ci siamo autoreclusi, per risvegliare finalmente la meraviglia addormentata che ci circonda da sempre.

mercoledì 5 ottobre 2011

ED ORA CHI GLIE LO DICE AI MIEI FIGLI ?????

Già, ed ora come faccio a spiegare ai miei figli che, da ora in poi, per le loro ricerche scolastiche o per il semplice approfondimento di un argomento di studio , grazie alla nuova norma sulle intercettazioni che rischia di diventare a breve legge, non potranno più usufruire di WIKIPEDIA ?????

IL PD : IL PARTITO DISTANTE.....

Vabbè sono anni che non ne acchiappano una. Come scriveva ieri Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano sono una sorta di "oppositori a sua insaputa"

Antonio di Pietro con l'aiuto dei Comitati ha promosso un referendum su acqua, legittimo impedimento e nucleare raccogliendo un successo elettorale e politico clamoroso ?

Il PD non c'era. Era a fare altro.

Ora si sono raccolte un milione e duecento mila firme per promuovere un altro referendum per l'abolizione dei quella orrenda legge elettorale che prende il nome di Porcellum ?

Il PD non c'era. Era a fare altro.

Semplicemente, la classe dirigente di questo partito rimane sempre un passo indietro. Non riesce mai a capire l'umore della società, il malcontento di determinati movimenti, le sommosse popolari o femminili contro Silvio e le sue politiche. Preferisce inseguire Casini e quel movimento di Teocon che è comunque assolutamente minoritario.

Loro, quelli del PD rimangono sempre a distanza. Non ci sono mai.  Tanto che viene da chiedersi se PD non sia appunto l'acronimo di Partito Distante....

Per non parlare poi della comunicazione. Chi si occupa di comunicazione nel PD dovrebbe semplicemente cambiare mestiere. Io, per capire questo cartello qua sotto ci ho messo mezz'ora (la mia prontezza di riflessi certo non è notoria......)



Voi che leggete magari, ci siete arrivati subito a capirne il significato.

A quei lenti come me, spiego invece cosa ho capito io di questo manifesto. Dovrebbe essere la risposta del partito di Bersani alla famose frase intercettata del premier che diceva "faccio il premier a tempo perso".

Ecco, mentre lui fa il premier a tempo perso, il PD sta con gli italiani a tempo pieno.


Oh ragassi... Almeno io ho capito così.... "Questi non stanno mica lì a smacchiare i giaguari......"

I CATTOLICI DEL PDL DIFENDONO BERLUSCONI

I cattolici del PdL difendono Berlusconi: “Nessuno come lui si intende di sacre scritture, ma sapete quante ballerine ha scritturato?” – Indiscrezioni da Palazzo Grazioli: “Silvio è distrutto, sta cercando le pecorine smarrite”

di Alessandro ROBECCHI - MISFATTO - IL FATTO QUOTIDIANO

C’è stupore e indignazione tra i cattolici del PdL, devoti a Silvio Berlusconi, per quello che considerano l’ennesimo attacco sferrato dalle toghe rosse: i vescovi. Su un punto, però, sono tutti d’accordo: le parole del cardinal Bagnasco, abilmente travisate dalla sinistra, non riguardano Silvio Berlusconi. “Citatemi un solo passo del Vangelo dove si nomini Silvio Berlusconi! – ha tuonato alla buvette della Camera il ministro Sacconi – ho controllato e non si fa mai il suo nome, piuttosto indagherei su questo Barabba, che mi sembra un gran brutto ceffo, probabilmente iscritto alla Fiom!”. Rincara la dose Roberto Formigoni: “Licenzioso Berlusconi? E’ una fesseria, sanno tutti che non ha mai licenziato nessuno!”. Un altro devoto del PdL, il ministro Rotondi, si sforza di riportare la polemica nei giusti confini: “Cattolici? Certo, siamo tutti cattolici assai devoti, ma è lavoro! Dopo l’orario d’ufficio ognuno fa quello che vuole”. “A me – dice Osvaldo Napoli – risulta che la vita di Silvio Berlusconi sia tutt’altro che vacua e triste, anzi c’è un sano divertimento nelle sue serate, aiuta i giovani e c’è chi giura di avergli visto fare il trenino con la Minetti vestita da suora”.  In generale, la compagine cattolica al governo non ci sta. Dice un deputato che si appella al segreto confessionale e chiede di rimanere anonimo: “La vita di Berlusconi testimonia di un vero fervore cristiano: tutti ricordano quando ha moltiplicato i debiti delle sue aziende e li ha distribuiti a tutti gli italiani! Se non è evangelico questo…”. Un altro esponente cattolico vicino al premier fa notare che il severo monito di Bagnasco non può certo riguardare Berlusconi: “E’ assurdo immaginare comportamenti licenziosi in un uomo che nelle sue ville organizza vere e proprie serate mondiali della gioventù, tra balli e canti, proprio come il Papa, che però, avendo più tempo libero, lo fa di giorno”. Più difficile, invece, immaginare a chi si rivolgesse veramente Bagnasco. Stracquadanio non ha dubbi: “Parlava di Calderoli e della sua legge elettorale. Lo dice anche il Padre Nostro: liberaci dal maiale, amen!”. Secondo Maria Stella Gelmini, invece, i vescovi, dopo aver scavato un tunnel dal Vaticano alla Puglia, si riferivano a Vendola, il cui nome non compare nel discorso di Bagnasco soltanto grazie ai provvidenziali omissis della procura di Bari. Mentre la polemica infuria, però, le diplomazie sono al lavoro. Secondo indiscrezioni, il PdL avrebbe offerto al Vaticano, in cambio di una smentita, Ibrahimovic, Pato e una legge sul fine vita, più Sabina Began in prestito per due stagioni e l’esenzione dell’Ici fino al Giudizio Universale. In Vaticano ci stanno pensando.