A tutti quelli che rompono già infinitamente gli zebedei con il "governo dei banchieri e dei poteri forti" vorrei ricordare che fino ad otto giorni fa eravamo messi così :
sabato 19 novembre 2011
MELINDA E MELINDA
Sempre più spesso, ultimamente, mi capita di anticipare i concetti espressi da Marco Travaglio nei suoi editoriali......
MELINDA E MELINDA - Marco Travaglio - IL FATTO QUOTIDIANO
Nel film “Melinda e Melinda” di Woody Allen, due autori teatrali discutono del senso della vita. Uno sostiene che è comica, l’altro che è tragica. E, per dimostrare ciascuno la propria tesi, s’inventano due storie parallele con la stessa protagonista: Melinda. Nella versione tragica, Melinda scopre che l’uomo che ama la tradisce con la sua migliore amica, e tenta il suicidio. In quella comica, Melinda s’innamora e si fidanza con un pianista. Ecco, anche il governo Monti può avere un pessimo finale o un lieto fine. Dipenderà da quello che riuscirà a fare, da quello che gli lasceranno fare, ma soprattutto da quello che sembrerà aver fatto. Checchè se ne dica, in questo Parlamento Monti ha più nemici che amici. Anche nei partiti che ora gli sorridono e lo incensano. Perchè il Parlamento è lo stesso che fino a due settimane fa votava la fiducia al governo B. E addirittura approvava a gran maggioranza (614 deputati e 151 senatori) il via libera al conflitto di attribuzioni contro il Tribunale di Milano che pretende di processare B. per il caso Ruby, con la credibilissima motivazione che B. telefonò in questura perché credeva Ruby la nipote di Mubarak. È a questa maggioranza che Monti e i suoi ministri dovranno chiedere il voto per le loro misure “lacrime e sangue”. E, a ogni giorno che passa di qui alle elezioni, siano esse anticipate nel 2012 o regolari nel 2013, quel voto si farà più difficile e improbabile. Del resto non si vede perchè B. (senza il quale il governo Monti non sarebbe mai nato) dovrebbe mettere la faccia e il voto su riforme che, giuste o sbagliate che siano, non ha mai varato in 17 anni di carriera politica, per giunta in piena campagna elettorale. Basta leggere i suoi house organ e le sue tv, che non vanno neppure a far pipì senza il suo avallo, per capire che lui finge di sostenere il governo Monti (per salvare le sue aziende precipitate in Borsa e per non apparire lo sfasciacarrozze che è sempre stato), ma in realtà è già stabilmente e ferocemente all’opposizione. Attende solo l’occasione del primo provvedimento impopolare per scatenare la piazza, anche per non regalare milioni di scontenti alla Lega. Dall’altra c’è un Pd sempre più diviso, che oggi magnifica il governo di larga Intesa, ma domani dovrà fare i conti con la Cgil, la Fiom e i milioni di lavoratori da esse rappresentati, davvero poco inclini a pagare il conto di una crisi che non hanno provocato, ma solo subìto. Di Pietro, con la sua fiducia condizionata, e Vendola, che ha la fortuna di star fuori dal Parlamento, sono pronti ad approfittarne. E poi c’è l’aspetto mediatico, fondamentale in un Paese in cui i media sono quelli che sono. Se la grande stampa, per ora, scioglie inni e ditirambi al governissimo che fa benissimo, le tv sono sotto il controllo pieno e incondizionato di B. Che, grazie alle sue tv, ai suoi Vespa, Minzolingua e Ferrara, farà di tutto per ascriversi gli eventuali meriti del governo tecnico e per scaricare le misure impopolari sulle solite sinistre affamatrici e vampiresche. Per questo B. è maestro nel fare lo gnorri, nell’atteggiarsi a vittima e nel rigirare frittate: riesce a fingersi all’opposizione anche quando governa (la guerra in Libia l’ha approvata la sua maggioranza, ma agli occhi della gente è parsa una robaccia della sinistra cattiva e dell’Europa cattivissima). Almeno in questo, Monti e i suoi grigi ministri dovranno imparare da B.: tagliare subito, drasticamente, i costi, i privilegi e le illegalità delle caste e delle cricche, mettendo all’ordine del giorno subito una draconiana legge sul conflitto d’interessi (Passera permettendo); e solo dopo imporre sacrifici ai cittadini comuni e spiegarli col disastro ereditato dal governo B. (altro che non andare in tv, come qualche sciocchino ha auspicato). In caso contrario, nel giro di pochi mesi, il governo tecnico ci restituirà B. e Bossi come nuovi. Un finale che non sappiamo dire se sia più tragico o più comico.
venerdì 18 novembre 2011
BRUNETTA IS BACK
L'ex (per fortuna) Mini-stro Brunetta, ieri ha rilasciato un intervista al Corriere della Sera.
Ed ha detto queste cose qua. Davvero.
Monti ha abolito il suo ministero, la Pubblica amministrazione...
«Ne sono felice».
Sta scherzando, vero?
«No, sono felice perché vuol dire che basta solo implementare le cose che ho fatto io. Sono tranquillo, so che Monti porterà a compimento la mia riforma».
Altro che «controllore» del premier, lei è diventato un fan!
«Io conosco benissimo l'agenda europea avendola scritta e confermo che controllerò l'azione del governo. Me ne intendo, io. Sono professore come Monti, amo questo Paese e sono una persona seria. Il premier è uomo capacissimo e di prestigio e sarà al di sopra delle parti. Ma voglio che dica bravo Brunetta, brava Gelmini, viva la legge di stabilità».Non chiede un po' troppo?
«Il governo Berlusconi è stato uno dei migliori della storia e io da Monti mi aspetto un'operazione verità. Dimostri di essere più riformista di noi e di saper fare cose più belle di Brunetta, di Sacconi e della Gelmini».
Non è che spera di fare il viceministro o il sottosegretario?
«Io, il professor Brunetta? Davanti a me ho una prateria di idee e battaglie parlamentari. Per chi ama la politica si apre un periodo straordinario in cui ripristinare la realtà, tanto vilipesa, dell'esperienza di Berlusconi. Al governo ci tornerò solo dopo aver vinto le elezioni, parola di Brunetta».
Ed ha detto queste cose qua. Davvero.
Monti ha abolito il suo ministero, la Pubblica amministrazione...
«Ne sono felice».
Sta scherzando, vero?
«No, sono felice perché vuol dire che basta solo implementare le cose che ho fatto io. Sono tranquillo, so che Monti porterà a compimento la mia riforma».
Altro che «controllore» del premier, lei è diventato un fan!
«Io conosco benissimo l'agenda europea avendola scritta e confermo che controllerò l'azione del governo. Me ne intendo, io. Sono professore come Monti, amo questo Paese e sono una persona seria. Il premier è uomo capacissimo e di prestigio e sarà al di sopra delle parti. Ma voglio che dica bravo Brunetta, brava Gelmini, viva la legge di stabilità».Non chiede un po' troppo?
«Il governo Berlusconi è stato uno dei migliori della storia e io da Monti mi aspetto un'operazione verità. Dimostri di essere più riformista di noi e di saper fare cose più belle di Brunetta, di Sacconi e della Gelmini».
Non è che spera di fare il viceministro o il sottosegretario?
«Io, il professor Brunetta? Davanti a me ho una prateria di idee e battaglie parlamentari. Per chi ama la politica si apre un periodo straordinario in cui ripristinare la realtà, tanto vilipesa, dell'esperienza di Berlusconi. Al governo ci tornerò solo dopo aver vinto le elezioni, parola di Brunetta».
FERMARE B.
Sta già organizzando l'ennesima manipolazione dei cervelli limitati. Ha ripreso lo svolgimento del compitino che gli è sempre riuscito benissimo. Esercitando il perpetuo ruolo della vittima inerme, al quale non hanno concesso la possibilità di lavorare serenamente. Se la prende con il Capo dello Stato, parla di democrazia sospesa, come se non fossero stati proprio i numeri parlamentari a tradirlo.
Pensate a quanto sia diabolico. Da una parte gode come un riccio che Monti possa intraprendere quelle misure da lacrime e sangue che fanno perdere popolarità e magari, dando uno straccio di credibilità all'Italia, consentiranno alle stesse aziende del premier di respirare. Evitando un tracollo pienamente in atto.
Dall'altra, ha iniziato una azione di opposizione demagogica, classica del berlusconismo più becero. Pericolosissima perchè capace di lavare i cervelli dei scarsamente pensanti.
Il caimano è fuori dall'uscio. Vuole già rientrare. E noi dobbiamo impedirlo con tutte le nostre forze.
giovedì 17 novembre 2011
CROLLO CONTINUO (CON OTTIMISMO)
Silvio Berlusconi e la fiducia degli italiani nei suoi confronti......
Il 9 Maggio 2009 dichiarava che il 75% degli italiani erano con lui (qui)
Il 03 Luglio 2010 dichiarava che il 63% degli italiani erano con lui (qui)
Il 14 Novembre 2010 dichiarava che il 60% degli italiani erano con lui (qui)
Il 24 Novembre 2010 dichiara che il 54,6% degli italiani erano con lui (qui)
E ieri.... la triste realtà:
Il premier, durante l'ufficio di presidenza del Pdl, ha invitato i suoi a non mollare: "Ci sono i margini per recuperare e questo tempo dobbiamo utilizzarlo per riorganizzare il partito e rinsaldare il rapporto con gli elettori". Poi ha citato i sondaggi: "Il Pdl è oltre il 27 per cento, la fiducia nei miei confronti oltre il 35 per cento"
Dai Silvio, che lo zero assoluto non è mica lontano......
PULIZIE
Se compri una casa usata, prima di andare ad abitarci, è prassi consolidata fare un pò di pulizie.......
Gettando nella spazzatura tutto lo sporco che trovi.
Gettando nella spazzatura tutto lo sporco che trovi.
RIVOLUZIONE MASS-MEDIATICA ?
Se c'è una cosa che è risultata chiara in questa crisi di governo, è come ci sia stata una vera e propria rivoluzione nel seguire l'evolversi degli eventi, dalle dimissioni di B. all'incarico a Monti.
Tutti i canali "all news" (da Sky Tg24 a Rainwes24) hanno fatto registrare ascolti storici.
I siti internet dei due più grandi quotidiani italiani (corriere.it e repubblica.it) che hanno seguito tutte le conferenze stampa e le sedute parlamentari con estrema puntualità, sono stati seguitissimi.
Santoro, rifugiato in un circuito televisivo di nicchia, porta a casa 3 milioni di telespettatori.
Il telegiornale de LA 7 che non propone cronaca nera e rosa, ha raggiunto percentuali di share incredibili.
E' la fine della televisione classica, insomma, quella che ha fatto la fortuna di B. in quanto facilmente manipolabile.
Se così fosse, per B. ed i suoi aficionados, sarebbe quasi il definitivo colpo mortale.....
SENTITA PER RADIO
Mario Monti:
Berlusconi:
"affidare un ministero a Passera, mi è sembrata una grande idea"
"si, ma quando lo dicevo io, mi davano tutti contro......"
mercoledì 16 novembre 2011
AGOPUNTURA
Finita la legislatura, quanta agopuntura dovrà praticare Scilipoti per ripianare il suo debito con la giustizia ?
GAME OVER
Marco Bracconi - Repubblica - Politica Pop
E di vacche grasse per tutti gli altri.
E adesso, fine dei giochetti.
Addio alibi, nascondini, tatticismi e versioni di comodo. La pacchia è finita per tutti.
E’ finita la rendita di Casini, bravissimo a dissimulare una “collocazione” politica con la politica. E’ finita la bella vita del Pd, che dovrà pur dire se sta con la Bce o la Cgil. E’ finita la passeggiata di salute di Di Pietro, rimasto orfano dello stupro della democrazia. E’ finita la sovraesposione mediatica di certi magistrati. La doppiezza furbetta dei leghisti. L’indignazione a scoppio ritardato degli imprenditori.
Game over, per tutti.
Il grande gioco di società che era diventata la politica italiana finisce con l’addio di Silvio alla stanza del potere. C’è stato più di quindici anni. Tre lustri di disastro per il Paese.
E di vacche grasse per tutti gli altri.
FIRST LADY
Andrea Marcenaro - IL FOGLIO
La signora Elsa Antonioli maritata Monti, questo abbiamo appreso da Repubblica, è una signora all’antica, riservata, sobria, rassicurante, crocerossina, matrimonio perfetto, consacrata al volontariato, determinata, con un magnifico rapporto di fedeltà e d’amore, che si fa consigliare dal marito per la scelta delle mise importanti, in pace con l’età, nessun ritocco chirurgico, trucco leggero, schiva, cultrice dell’understatement, affabile, cordiale, una casa modesta nella quieta Silvaplana, no, non a Saint Moritz, nella quieta Silvaplana, una signora che serve il caffè volentieri, non si tira indietro dallo sparecchiare la tavola, in prima fila quando si tratta di organizzare un evento benefico, immersa nel suo lavoro, dalla mattina alla sera, campionessa di fund raising, fredda come il suo lui, la prima che fornisce di protesi dentarie gratuite gli indigenti, la prima nel laboratorio didattico di “Taglio e cucito Punto e croce”, la prima a distribuire pacchi alimentari nei centri “Maria Teresa”.
Poi dicono che uno si butta con la nipotina di Mubarak.
NIENTE FESTA SIAM CAZZULLI
Ho esposto la bandiera italiana sul balcone. E lo avevo scritto prima di Travaglio. (QUI)
Cribbio.....
da Il Fatto Quotidiano del 14 novembre - Marco Travaglio
Cribbio.....
da Il Fatto Quotidiano del 14 novembre - Marco Travaglio
Confessate, perdio, dite la verità: sabato sera avete goduto come ricci? Avete stappato uno spumantino? Siete scesi in strada a fischiare, esultare, cantare l ’Alleluja di Händel? Avete suonato il clacson in segno di giubilo? Avete postato sui social network qualche battutaccia liberatoria, tipo “il nano è tratto”, “sic escort gloria bunga”, “Che fai, Ruby o party?”? Avete, Dio non voglia, gridato “ladro in galera” o, peggio ancora, lanciato una monetina verso la Berlusmobile funebre che trasportava la nota salma al Quirinale? Vergognatevi e arrossite. Dovevate chiedere l’autorizzazione preventiva a Ferruccio de Bortoli, che ve l’avrebbe senz’altro rifiutata visto che, in un videoeditoriale sul pompiere.it, avverte: “Non c’è nulla da festeggiare nella caduta di Berlusconi. Si chiude un periodo, fine”.
Invece mi sa che non vi è venuto in mente, e ora peggio per voi. Beccatevi le rampogne del vicepompiere Aldo Cazzullo contro la vostra “gazzarra senza coraggio”, il vostro “spettacolo preoccupante”. Cazzullo vi voleva composti, disciplinati, pettinati. British. Perché “nell’ora delicatissima in cui potrebbe nascere un governo di solidarietà nazionale, in un momento in cui il Paese è chiamato al massimo sforzo di unità, nessuno può chiamarsi fuori”. Ecco: dovevate rintanarvi in casa, meglio se nel freezer, a sorseggiare l’ultima lectio magistralis del prof. Mario Monti alla Bocconi, a recitare a memoria il board di Goldman Sachs, a delibare l’ultimo best-seller cazzulliano Viva l’Italia! con l’inno di Mameli a palla. Possibile che, mentre il regime tira le cuoia, non abbiate pensato di “rinunciare alle asprezze polemiche e cercare un minimo comune denominatore con l’avversario per percorrere insieme un tratto di strada”? Invece niente: anziché cercare un denominatore comune e percorrere un tratto di strada con chi ha strangolato Costituzione, giustizia, informazione, scuola pubblica, università, ricerca, cultura e lavoro per farsi i cazzi suoi mentre il Corriere lo esortava alla “rivoluzione liberale” con P 2, P 3, P 4, Ciarrapico, Dell’Utri, Verdini, Gasparri, Gelmini, Carfagna, Bondi, Cicchitto, Brunetta, Calderoli, Stracquadanio e Scilipoti, avete “inscenato una gazzarra” che è “il contrario di ciò che il mondo si aspetta dall’Italia”.
Per la verità, a giudicare dal giubilo con cui tutti i governi (tranne Putin e Lukashenko) e i giornali del mondo han salutato la dipartita del Cainano, ma anche dalle contestazioni subìte da Blair appena rimise il naso fuori di casa, si direbbe che il mondo si aspettasse esattamente quel che è accaduto sabato sera. Senza violenze o incidenti. L’ha riconosciuto anche il ministro uscente Giorgia Meloni: “Anche questa è democrazia”. Ma il pompierino no. Distratto sulla vera violenza dei Ferrara che gridano al “golpe” e delle Santanchè che minacciano “una brutta fine per i traditori”, Cazzullo vorrebbe che i cittadini comuni umiliati da 17 anni di regime si imbalsamassero nel mutismo e nella rassegnazione, come se non fosse accaduto niente: B. “non è stato battuto da un voto elettorale” (prendete nota: voto elettorale, acqua bagnata, ghiaccio freddo), ma solo dalla “crisi internazionale e dalla propria inadeguatezza a farvi fronte”, ergo non sta bene festeggiare. Pare brutto.
E siccome B. “in 17 anni ha sempre avuto un vasto consenso nel Paese”, chi non l’ha mai votato e l’ha sempre subìto deve starsene zitto per “rispetto dei sentimenti e delle opinioni di chi in Berlusconi ha creduto”. Cioè di chi per 17 anni ci ha dato dei comunisti, coglioni, terroristi, mandanti morali. Il noto cuor di leone, autore di memorabili interviste-scendiletto ai gerarchi del regime, chiude il sermone con una lezione di temerarietà: “Non occorre grande coraggio per andare a urlare sotto casa di B.”. In effetti occorre molto più coraggio per scrivere certe scempiaggini. Ps. In serata anche Minzolingua e Polito el Drito tuonano contro la festa in piazza. Appunto.
Invece mi sa che non vi è venuto in mente, e ora peggio per voi. Beccatevi le rampogne del vicepompiere Aldo Cazzullo contro la vostra “gazzarra senza coraggio”, il vostro “spettacolo preoccupante”. Cazzullo vi voleva composti, disciplinati, pettinati. British. Perché “nell’ora delicatissima in cui potrebbe nascere un governo di solidarietà nazionale, in un momento in cui il Paese è chiamato al massimo sforzo di unità, nessuno può chiamarsi fuori”. Ecco: dovevate rintanarvi in casa, meglio se nel freezer, a sorseggiare l’ultima lectio magistralis del prof. Mario Monti alla Bocconi, a recitare a memoria il board di Goldman Sachs, a delibare l’ultimo best-seller cazzulliano Viva l’Italia! con l’inno di Mameli a palla. Possibile che, mentre il regime tira le cuoia, non abbiate pensato di “rinunciare alle asprezze polemiche e cercare un minimo comune denominatore con l’avversario per percorrere insieme un tratto di strada”? Invece niente: anziché cercare un denominatore comune e percorrere un tratto di strada con chi ha strangolato Costituzione, giustizia, informazione, scuola pubblica, università, ricerca, cultura e lavoro per farsi i cazzi suoi mentre il Corriere lo esortava alla “rivoluzione liberale” con P 2, P 3, P 4, Ciarrapico, Dell’Utri, Verdini, Gasparri, Gelmini, Carfagna, Bondi, Cicchitto, Brunetta, Calderoli, Stracquadanio e Scilipoti, avete “inscenato una gazzarra” che è “il contrario di ciò che il mondo si aspetta dall’Italia”.
Per la verità, a giudicare dal giubilo con cui tutti i governi (tranne Putin e Lukashenko) e i giornali del mondo han salutato la dipartita del Cainano, ma anche dalle contestazioni subìte da Blair appena rimise il naso fuori di casa, si direbbe che il mondo si aspettasse esattamente quel che è accaduto sabato sera. Senza violenze o incidenti. L’ha riconosciuto anche il ministro uscente Giorgia Meloni: “Anche questa è democrazia”. Ma il pompierino no. Distratto sulla vera violenza dei Ferrara che gridano al “golpe” e delle Santanchè che minacciano “una brutta fine per i traditori”, Cazzullo vorrebbe che i cittadini comuni umiliati da 17 anni di regime si imbalsamassero nel mutismo e nella rassegnazione, come se non fosse accaduto niente: B. “non è stato battuto da un voto elettorale” (prendete nota: voto elettorale, acqua bagnata, ghiaccio freddo), ma solo dalla “crisi internazionale e dalla propria inadeguatezza a farvi fronte”, ergo non sta bene festeggiare. Pare brutto.
E siccome B. “in 17 anni ha sempre avuto un vasto consenso nel Paese”, chi non l’ha mai votato e l’ha sempre subìto deve starsene zitto per “rispetto dei sentimenti e delle opinioni di chi in Berlusconi ha creduto”. Cioè di chi per 17 anni ci ha dato dei comunisti, coglioni, terroristi, mandanti morali. Il noto cuor di leone, autore di memorabili interviste-scendiletto ai gerarchi del regime, chiude il sermone con una lezione di temerarietà: “Non occorre grande coraggio per andare a urlare sotto casa di B.”. In effetti occorre molto più coraggio per scrivere certe scempiaggini. Ps. In serata anche Minzolingua e Polito el Drito tuonano contro la festa in piazza. Appunto.
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