domenica 14 agosto 2011

VIVO, MORTO O X ?

Ma questo federalismo fiscale è vivo ? E' morto ?
Bossi e Formigoni, siete o no alleati come rispettivi rappresentanti di Lega e PDL ?
Ed allora, prendete un caffè, mettetevi d'accordo e smettetela di mentire ai padani .....


LA PADANIA - 13 Agosto 2011  :

sabato 13 agosto 2011

IL LAMENTO DEL MEDIO ALTO

Di Massimo Gramellini
Mi chiamano Medio Alto, ma il mio soprannome è Rintracciabile. Sono quello che non può nascondersi, quello che paga. Anche stavolta. Il governo della Libertà mi impone tasse svedesi per continuare a fornirmi servizi centrafricani. E io le verserò fino all’ultimo centesimo, senza trucco e senza inganno, da vero scandinavo. Poi però rimango un italiano e allora mi si consenta di essere furibondo.

Punto primo. Mi sono scocciato di pagare per il funzionamento di una giostra su cui non esercito alcun controllo. Il debito lo avete fatto voi e lo saldo io. Ma avrò almeno il diritto di pretendere che la smettiate di indebitarvi? A quanto pare, no. Io vorrei che i miei soldi - frutto del lavoro quotidiano e non di una eredità o di un gratta e vinci - servissero a finanziare le scuole e gli asili-nido, a umanizzare le carceri, a ripulire gli ospedali, a pagare gli stipendi degli insegnanti, dei poliziotti e dei tanti impiegati che svolgono con impegno la loro missione di servitori dello Stato.

Invece so già che verranno gettati fra le fauci del Carrozzone Pubblico, che se li divorerà in un sol boccone per poi rivoltarsi famelico contro di me, chiedendomi altro cibo. So già che la politica, cioè quell'accozzaglia di affaristi senza ideali che ne usurpa il nome, li userà per tenere in piedi gli enti inutili, le baracche elettorali, le torme di parassiti che campano da decenni alle spalle dei contribuenti.

Non è dunque il prelievo in sé a indignarmi. Ma la sua assoluta inutilità. In attesa di riforme strutturali, che dopo vent'anni di chiacchiere sono ancora e sempre «allo studio», i miei soldi serviranno solo a perpetuare un sistema che non mi piace, a garantire la pace sociale dei furbi, non quella dei poveri.

Punto secondo. Accetto di farmi spremere, ma non di farmi prendere in giro. Quelli che vengono contrabbandati come tagli alla politica sono in realtà tagli ai servizi degli enti locali, che si rivarranno sui cittadini, cioè di nuovo, sempre e soltanto su di noi.

Punto terzo. Trovo giusto che, in tempi di crisi, chi guadagna meno di me non contribuisca allo sforzo (anche se poi lo fa, con i tagli alle tredicesime e alle pensioni). Mentre considero una vergogna che il collega che guadagna quanto me, ma ha cinque figli a carico, non abbia diritto a uno sconto. Il padre di una famiglia numerosa che incassa 90 mila euro lordi l'anno (circa 4000 netti al mese) non è un Super Ricco e nemmeno un Medio Alto.

E' un Medio Impoverito che deve già versare più degli altri per i medicinali e le tasse scolastiche dei figli, e che da domani non avrà più neanche i mezzi per tentare di scuotere, con i suoi consumi, l'encefalogramma piatto dell'economia. Mi sembra incredibile che la Chiesa, sempre così lesta a dire la sua su gay e moribondi, non abbia saputo imporre a un governo di sepolcri imbiancati la difesa reale della famiglia, accontentandosi di conservare intatti, anche in questa tormenta, i propri scandalosi privilegi fiscali.

Ultimo punto (ma è di gran lunga il primo). Mi sta bene che i poveri non paghino. Ma perché non pagano neanche i ricchi veri? A Lugano le banche hanno dovuto mettere fuori i cartelli: cassette di sicurezza esaurite. Segno che nei giorni scorsi un esercito di compatrioti ha sfondato le frontiere per andare a nascondere del denaro. Sono i signori del secondo e del terzo Pil (il nero e il mafioso). Quelli con il Pil sullo stomaco. Gli Irrintracciabili.

Scommettiamo che il più facoltoso di loro dichiarerà al fisco 89.999 euro? Li disprezzo. Persino più dei politicanti. Giuro che d'ora in avanti non avrò più pietà. Chiederò scontrini a tutti su tutto. E se mi diranno: «Ma così, dottore, non posso più farle lo sconto», li andrò a denunciare. Poiché sono l'unico che paga, in questo accidenti di Paese, voglio cominciare a togliermi qualche sfizio anch'io.

DIAMO I NUMERI.....

Quattrocento miliardi di euro: il buco nero dei soldi che ogni anno spariscono in Italia per corruzione, evasione fiscale, lavoro nero, reati ambientali, riciclaggio, crac finanziari. Ovvero: almeno 15 volte i 25 miliardi di costo della “casta” politica che tende a concentrare su di sé l’indignazione diffusa. 180 miliardi: il valore annuale di evasione fiscale e corruzione nel nostro paese; di che sanare in dieci anni i 1.800 miliardi del debito pubblico. 450 miliardi: le somme accertate ma non riscosse dal fisco negli ultimi dieci anni.

IL FOGLIO - 12 Agosto 2011

I MODERATI DEL TERZO POLO.....

DIMISSIONARI

venerdì 12 agosto 2011

DISINCRASIE

Silvio Berlusconi   4 Agosto 2011:    " Investite nelle mie aziende "

Silvio Berlusconi  11 Agosto 2011:   "Con questa crisi ho perso un miliardo"

Serve un commento ???????

E FATEVELE DUE RISATE...

Alessandro Sallusti, direttore de IL GIORNALE, intervista Brunetta.

E fatevele queste due risate.....

Ministro Brunetta, questo famoso governo del fare, se non ora quando?«Non c’è alcun dubbio: ora».

Non crede sia tardi?
«A parte che in questi anni non è che siamo stati proprio con le mani in mano, non è mai troppo tardi. Anzi, le dirò di più».

Dica...
«Non soltanto abbiamo il dovere del fare per salvare il Paese dalla crisi, ma è la nostra grande occasione per invertire il vento e avviarci a rivincere le elezioni nel 2013 ».

Buona notizia, ma come? Affidandosi alla Banca centrale europea, alla Merkel e a Sarkozy?
«Balle della sinistra. Siamo nati nel ’94 per cambiare questo Paese, dobbiamo solo completare l’opera stando esattamente nel solco tracciato dal presidente Berlusconi».

Già, 17 anni appunto. Come mai solo ora tutto questo ottimismo? Gli italiani ne hanno molto meno...
«Capisco l’ironia ma la risposta è semplice ».

Cioè?
«La crisi economica ha messo a nudo le ipocrisie della sinistra, le miopie e le posizioni di rendita del sindacato. Le ricette che tutti invocano per non soccombere noi le avevamo già scritte. Alcune sono soltanto rimaste imbrigliate nei riti della politica e nell’antiberlusconismo militante. Adesso non ci sono più alibi per nessuno ».

L’opposizione fa il suo mestiere, i numeri li ha chi governa
«Sfasciare il Paese non è un bel mestiere. Comunque adesso si deve cambiare. Il nemico per noi non deve più essere l’opposizione, ma il tempo».

Il tempo?
«Già, dobbiamo accelerare e possiamo farlo perché la benzina nel motore c’è già».

E come?
«Da subito servirebbe che il Consiglio dei ministri si riunisse non una ma due volte alla settimana, per deliberare ma anche per monitorare i processi legislativi. Così come il Cipe si deve riunire una volta al mese. Decisioni, controlli e risorse: questa è la ricetta».

Ma se poi in Parlamento le cose vanno come vanno...
«Oltre che per noi, la crisi deve essere un test anche per l’opposizione. Vediamo chi ci sta e chi invece preferisce rimanere sulle vecchie barricate».

Si riferisce a Casini?
«Soprattutto a lui, tiriamo fuori le carte, parliamone e votiamo. Ma subito, il tempo dei rinvii è finito».

Per esempio?
«Riforma fiscale e assistenziale. Il testo c’è. Corsia preferenziale e, in parallelo, decreti attuativi. Se c’è la volontà politica, dal 2012 può essere in vigore».

Costi della politica?
«Fatto».

Fatto?
«Certo. Quanto crede che possa metterci la Commissione che deve rendere concreti gli allineamenti delle retribuzioni dei costi italiani a quelli europei»?

Non lo so, a occhio anni
«Io dico tre settimane, ma stando larghi ».

Se va a finire come sulle Province da abolire...
«Il disegno di legge per accorparle c’è. Votiamolo. Non solo. Il federalismo municipale è già legge. Anticipiamo l’entrata in vigore così accorpiamo anche i piccoli comuni. Poi non sarebbe male pensare anche ai costi del sindacato e, perché no, a risparmiare anche sui contributi ai giornali».

Questo è il libro dei sogni.
«No, è il programma del Pdl e di questa maggioranza. Ed è il risultato dell’azione di governo».

Non sempre si vede
«C’è una cortina fumogena che copre tutto e non l’abbiamo certo stesa noi. Lei sa che si può privatizzare anche dopo il referendum sulla questione dell’acqua?».

No, non lo so.
«Male, è grave. Basta prendere il decreto Ronchi, togliere l’acqua e applicarlo su luce, gas, spazzatura, trasporti. Del resto, per dirla alla Bersani, ce lo chiede l’Europa ».

L’Europa chiede anche incentivi allo sviluppo
«E fa bene. La cosa non ci spaventa».

Tremonti, sul tema, sembrava almeno preoccupato
«La politica dei tagli lineari non ha funzionato. Andiamo oltre. La riforma costituzionale dell’articolo 41, quella sulle libertà di impresa, è già scritta. Nel decreto sviluppo di maggio e nel decreto manovra di luglio ci sono ben ventisette misure per la crescita. Non mi sembrano cose da poco ».

Basteranno?
«Solo a evadere tutto ciò che è già pronto si farebbe un enorme, decisivo passo in avanti. E se serve altro non ci tireremo indietro».

Per esempio?
«Per esempio le pensioni. Personalmente credo che si potrebbe lavorare su quelle di reversibilità, una spesa da 38 miliardi metà dei quali destinati a chi non ne ha pieno diritto o vera necessità».

Questi italiani non saranno entusiasti
«Gli italiani non saranno entusiasti se il salvataggio fallisce. Neppure l’idea del riordino delle professioni e degli Ordini piace a tutti gli interessati ma andrà fatto».

Visto che serve fretta, parliamo di tempi
«Da settembre a dicembre si può incardinare quasi tutto. Nel 2012 cominceremo a vedere i risultati, nel 2013 raggiungiamo il pareggio e rivinciamo le elezioni».
(Il Giornale: Intervista a Brunetta di Sallusti)

IN MANO A QUESTI....

Sottosegretari all'economia. Purtroppo......

giovedì 11 agosto 2011

L'OTTIMISTICO SPOT CONTRO L'EVASIONE FISCALE

Hanno ragione Rizzo e Stella, gli autori de LA CASTA.  Per imporre misure contro l'evasione fiscale occorre prima di tutto che la classe dirigente abbia credibilità. A tal proposito mi hanno colpito due lettere apparse ieri su Repubblica.

Le riporto integralmente:

Finalmente una iniziativa seria contro l'evasione fiscale. Grazie allo spot gli evasori, fulminati sulla via di Damasco, correranno a pagare le tasse. Già mi immagino le file agli sportelli dell'Agenzia delle Entrate. I controlli diventano superflui, anzi, a ben vedere, dannosi. Il commerciante che ti insegue in strada perchè hai dimenticato lo scontrino, l'idraulico che ti reguardisce perchè hai osato chiedere uno sconto al posto della ricevuta fiscale, non devono essere perseguitati dagli oppressivi controlli dei finanzieri. Solo ora capisco quanto ha fatto bene il governo, con l'art. 7 del Decreto sviluppo ad impedire alla Finanza, alle Agenzie Fiscali, all'INPS ed agli ispettori del lavoro di "turbare" gli onesti contribuenti. Grazie a quel decreto, che è legge dal 12 Luglio, se oggi un ispettore dei Monopoli di Stato verifica se le slot machine di un bar hanno le schede truccate, per sei mesi nessuno potrà più controllare se emette gli scontrini fiscali, se evade i contributi, se non fattura tutta la merce, se occupa il barista in nero, se non paga i dipendenti, e, dulcis in fondo, se appena dopo il controllo subito ha messo in opera le famose schede truccate. E se, per disgrazia, qualche ispettore entrasse nel suo locale per un controllo potrà chiedere nei suoi confronti un bel provvedimento disciplinare (doppio se ha pure trovato irregolarità) così impara a rompere le scatole. Perchè, è ovvio: lui le tasse, dopo aver visto lo spot, le paga e l'evasione fiscale e contributiva, le truffe sui giochi nei bar ed il lavoro nero continuano a esistere solo nella mente distorta di certi commentatori.

Bruno Nobile (LA SPEZIA)


Ho visto lo spot dell'Agenzia delle Entrate contro l'evasione fiscale e non posso nascondere la mia perplessità proprio perchè, lavorando lì dentro (ragion per cui mi vedo costretto a chiedere l'anonimato), conosco la situazione reale. In effetti il programma dell'Agenzia delle Entrate del 2011 prevede "la riduzione delle risorse destinate all'attività di prenvenzione e contrasto dell'evasione", la diminuzione dei controlli (da 220 mila a 175 mila) su chi non dichiara, una riorganizzazione della quale nessuno parla è che spesso penalizza l'utenza a causa della rinuncia di valide professionalità. E da poche settimane un decreto impedisce di effettuare più di un controllo nei confronti di uno stesso soggetto entro 6 mesi: ciò significa che un esercente beccato a non emettere scontrini, dopo il controllo avrà 6 mesi di franchigia durante i quali potrà fare come gli pare.

Lettera firmata (Dipendente Agenzia delle Entrate)



GLI ATENEI DEL TROTA

Vanity Fair (G. Beltrame)

Che Renzo «il Trota» Bossi abbia avuto qualche difficoltà a superare l’esame di maturità è cosa nota: l’appellativo di pluribocciato lo ha perseguitato a lungo. Normale che, per affrontare l’università (facoltà di Economia), abbia pensato a un sostegno. E infatti è iscritto al Cepu.
Ma Renzo Bossi non è uno studente qualunque: nel suo caso (visti i pressanti impegni politici: è consigliere regionale lombardo) non è lui ad andare in classe a seguire le lezioni, sono i tutor (gli insegnanti di sostegno del Cepu) che si recano direttamente a casa sua. Un «servizio a domicilio» che rappresenta un’eccezione assoluta nell’offerta Cepu: ci sono corsi per ogni esigenza e prezzo, ma l’opzione «lezioni a casa tua» proprio non è contemplata.

Un trattamento di favore che comunque non viene pagato da Bossi: tutte le spese per istruire il Trota sarebbero sostenute dal patron del Cepu, quel Francesco Polidori che già paga per i corsi delle tre «olgettine» Iris Berardi, Aris Espinosa e Ioana Visan.
Questa attenzione per rampolli e rampolle vicini al centrodestra stupisce chi conosce Polidori da anni: all’inizio della sua carriera imprenditoriale, infatti, aveva legami strettissimi con Antonio Di Pietro, che nel 1995 partecipò attivamente alla fondazione del Cepu prestando la sua immagine per le prime campagne pubblicitarie e tenendo seminari di Tecnica processuale nelle sue sedi. Un legame che si consolidò, il 21 marzo 1998, con la fondazione dell’Italia dei Valori al Borgo Palace Hotel, un quattro stelle di Sansepolcro, provincia di Arezzo, appartenente al gruppo Polidori.

Il Trota

FERMATE BOVA

Bova, il presidente da mille km al giorno: non usa l’auto blu e chiede alla Regione un rimborso da 211.000 euro

Aveva promesso che non avrebbe utilizzato l’auto blu. L’aveva promesso e l’ha mantenuto. Giuseppe Bova, ex presidente del Consiglio Regionale della Calabria, ha utilizzato sempre e solo la sua auto per percorrere, quotidianamente o quasi, la tratta tra Catanzaro e Reggio Calabria.
Ha fatto. come tutti noi, rifornimento, ha conservato gli scontrini, e, alla fine, ha presentato il conto: 211.000 euro di benzina consumati in quattro anni.
Per capire l’entità del consumo basta armarsi di calcolatrice: quattro anni, considerando quello bisestile, sono 1461 giorni. Significa che il presidente Bova ha speso circa 144 euro di benzina al giorno. Che, considerando un costo medio di 1.350 al litro, fa circa 106 litri al giorno. Ora se una macchina di grande cilindrata può percorrere, sempre in media, circa 10 chilometri con un litro di benzina allora il calcolo è presto fatto.
Per aver speso 211.000 euro in quattro anni Bova avrebbe dovuto guidare per 1060 km ogni giorno, compresi Natale, Ferragosto e le domeniche tutte. Possibile? Forse. Più probabile che nel conto ci sia stato qualche piccolo errore. Sempre che Bova non si sia sbagliato ed abbia addebitato alla Regione le spese di carburante di un elicottero. A conti fatti, forse ai contribuenti conveniva che il presidente usasse l’auto blu.

Il Presidente BOVA

mercoledì 10 agosto 2011

GLI SPOT DI SILVIO: DA FAUTORE A COMBATTENTE DELL'EVASIONE FISCALE

Allora, proviamo a fare ordine: il nostro governo sta bombardando i nostri schermi televisivi di spot che invitano i cittadini a pagare le tasse affinchè tutti i servizi vengano garantiti. Iniziativa lodevole, sia chiaro. (lo spot lo trovate qui)

Però, noi siamo governati da Silvio Berlusconi. Uno che spesso parla con il cervello disconnesso. Sono andato allora a riprendermi alcune dichiarazioni del nostro premier degli ultimi sette anni sul tema in questione:

"Le tasse sono giuste se arrivano al 33%, se vanno oltre il 50 allora è morale evaderle"
(Inverno 2004)

Autunno 2004: Berlusconi, sempre capo del governo, interviene alla cerimonia annuale della Guardia di Finanza e, dal palco, arringa così le Fiamme Gialle, impegnate nella lotta agli evasori:

 "Voi agite con grande equilibrio e rispetto dei cittadini, nei confronti di chi si vuole sottrarre a un obbligo che qualche volta si avverte come eccessivo. C'è una norma di diritto naturale che dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato ti sembra una richiesta giusta e glielo dai in cambio dei servizi che lo Stato ti offre. Ma se lo Stato ti chiede di più, o molto di più, c'è una sopraffazione nei tuoi confronti: e allora ti ingegni per trovare sistemi elusivi che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità, che non ti fanno sentire colpevole...".

Primavera 2008: Berlusconi è in piena campagna elettorale, dopo la caduta del governo Prodi. Il 2 aprile interviene all'assemblea annuale dell'Ance, l'Associazione nazionale dei costruttori. E afferma quanto segue:

"Se lo Stato ti chiede un terzo di quanto guadagni, allora la tassazione ti appare una cosa giusta, ma se ti chiede il 50-60% ti sembra una cosa indebita e ti senti anche un po' giustificato a mettere in atto procedure di elusione e, a volte, anche di evasione. Noi abbiamo un'elusione fiscale record giustificata da aliquote troppo elevate...".

Autunno 2008: Berlusconi ha stravinto, per la terza volta, le elezioni. Il 4 ottobre, di nuovo in conferenza stampa a Palazzo Chigi (immortalato dalle telecamere dei tg delle tre reti Rai) sostiene:

"Se io lavoro, faccio tanti sacrifici... Se lo Stato poi mi chiede il 33% di quello che ho guadagnato sento che è una richiesta corretta in cambio dei servizi che lo Stato mi da. Ma se mi chiede il 50% sento che è una richiesta scorretta e mi sento moralmente autorizzato ad evadere, per quanto posso, questa richiesta dello Stato...".

Ora, per completezza di informazione, vi allego sotto il grafico delle percentuali di tasse pagate dai paesi più sviluppati in relazione al reddito (fonte Globe and Mail)

Poi, mandate un'ambulanza a Palazzo Chigi e fate  internare l'ometto......
O, in alternativa, fategli ritirare gli spot....





GLI AFFITTI DI TREMONTI

Giulio, forse abbiamo un problema.......

martedì 9 agosto 2011

L'EUROPA DI BOSSI


C' era una volta Roma ladrona. E c' era una volta il centralismo romano. Ma i tempi cambiano. La Lega è al governo, il progetto di devoluzione ha compiuto i primi passi, il federalismo forse è un sogno un po' meno velleitario. Ora il nemico non è più dentro i confini italiani. È più su. Alla Lega che resisteva contro «Roma ladrona» si è sostituita la Lega che resiste contro «la SuperEuropa illiberale». Il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Roberto Cota, con poche parole, quasi uno slogan per i militanti che sono al Filaforum di Assago in attesa della relazione di Umberto Bossi al quarto congresso del Carroccio, sintetizza bene la visione politica che il gruppo dirigente del Movimento ha del quadro internazionale. «Bruxelles è la nuova Roma». Sull' Europa, e lo spiega più tardi il Senatur, la Lega intende investire buona parte delle sue energie di mobilitazione. Su un certo modello d' Europa, «l' Europa Superstato», «l' Europa tecnocratica», «l' Europa che cancella le tradizioni dei popoli», la Lega trasferisce gli strali delle sue battaglie. A Bruxelles, per Bossi e per tutto il gruppo di comando che lo circonda, non si deve delegare alcun tipo di potere. «Si trasferiscano le funzioni e non la sovranità che appartiene agli Stati-nazione».


Forse, ora ci ha ripensato:





PUNTI DI VISTA