domenica 31 luglio 2011

TUNNEL CARPALE

Di Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano

Il tunnel carpale scavato da B. sotto i tribunali col piede di porco dei suoi legislatori e con la lingua dei suoi servi, ivi compresi i magistrati che infestano il ministero, ci regala la tanto sospirata Riforma Epocale della Giustizia. Dopo 17 anni di cincischiamenti sporadici che allungavano qua e là i dibattimenti, accorciavano prescrizioni, abolivano reati, abbassavano pene, condonavano condanne, svuotavano galere, silenziavano pentiti e testimoni, favorivano imputati di serie A, limavano le unghie ai pm e le laccavano agli avvocati, scudavano premier e ministri, il Senato ha finalmente varato un provvedimento organico, sistematico, scientifico, definitivo: la morte del processo. Ma sì, un bel colpo secco, ci si leva il dente e non se ne parla più. Sotto gli occhi di quel monumento alla legalità che è Schifani, ovviamente indagato per mafia, passa una legge che farebbe vergognare Al Capone, beffardamente battezzata “processo lungo”. Come a dire: vi aspettavate il processo breve? E invece approviamo quello lungo: ci eravate cascati, eh? È una specie di gioco delle tre carte (anzi, mezza dozzina) per disorientare i cittadini, che hanno altro a cui pensare, e il capo dello Stato, che ha la sua età: processo breve, prescrizione breve, salva-Ruby, salva-Mondadori, riforma del Csm, azione penale discrezionale, separazione delle carriere, responsabilità civile, lodo Alfano-bis, neo-immunità e poi zac!, processo lungo, tiè. La norma voluta da Falcone, che dà valore di prova alle sentenze definitive nei processi su fatti analoghi, non c’è più: in ogni processo di mafia bisognerà ridimostrare che esiste Cosa Nostra. E se il rapinatore A viene condannato in Cassazione per aver rapinato una banca col rapinatore B, nel processo al rapinatore B bisognerà risentire tutti i testimoni: se A uguale B, non è detto che B sia uguale A. Tutto questo perché la Cassazione ha già stabilito che Mills fu corrotto da B., il che lascia presagire che B. abbia corrotto Mills, ma B. non vuol proprio sentirselo dire. Nel processo “toghe sporche”, B. e Previti chiesero di sentire tutti e 1700 i giudici passati per Roma nell’ultimo mezzo secolo per dimostrare che non li avevano corrotti proprio tutti. Il Tribunale di Milano rise molto e condannò Previti (B. se l’era già svignata). Col processo lungo, che obbliga i giudici a sentire tutti i testi “pertinenti” anche se inutili, il processo sarebbe in pieno corso, in primo grado, con l’escussione del 900° teste o giù di lì, e si trascinerebbe fin verso il 2035, salvo prescrizione o decesso dei testi, degl’imputati e dei giudici, si capisce. E così il processo Parmalat, dove Tanzi voleva sentire tutti e 35 mila gli azionisti del gruppo. E così il processo Eternit (nomen, omen), dove pure i difensori si accontentavano di 9.841 testimoni. Il bello di questa 42° legge ad personam è che è pure ad canaglias: vale per tutti. I colpevoli, s’intende, visto che gli innocenti e le vittime non hanno interesse a tirare in lungo, non foss’altro che per finire presto e non pagare l’avvocato in eterno. Se tutto va bene, e se esisterà ancora l’Italia, in settembre sarà approvata anche alla Camera e comincerà a dispiegare i suoi balsamici effetti. Sempreché il capo dello Stato, che l’altroieri commemorava spiritosamente Rocco Chinnici, non s’accorga dell’art. 111 della Costituzione: quello che raccomanda umoristicamente la “ragionevole durata dei processi”. E sempreché il neoministro Zitto Palma abbia l’accortezza di accompagnare il “processo lungo” con una norma complementare ormai imprescindibile. Perché tener aperti tutti quegli enti inutili chiamati “palazzi di giustizia” che costano un occhio fra giudici, pm, poliziotti, carabinieri, finanzieri, cancellieri, uscieri, segretari, se basta un avvocato con l’elenco telefonico sotto il braccio per far saltare tutto? Dopo il “processo lungo” s’impone l’ultima riforma epocale: il “tribunale chiuso”.


LA FINANZIARIA DEL 2005 DI GIULIO TREMONTI


"I contratti di locazione, o che comunque costituiscono diritti
relativi di godimento, di unita' immobiliari ovvero di loro porzioni,
comunque stipulati, sono nulli se, ricorrendone i presupposti, non sono registrati".

Legge Finanziaria 2005 Art. 1 comma 346 a firma Giulio Tremonti....


.... per capirci, quello stesso Giulio Tremonti che fino a qualche giorno fa alloggiava in un appartamento pagato non si sa da chi nel pieno centro di Roma.....

FAMIGLIA CRISTIANA ED IL PROCESSO LUNGO......

sabato 30 luglio 2011

PROCESSO LUNGO, CIOE' PROCESSO MORTO

Perchè sia chiaro, nonostante il referendum e 27 milioni di italiani che hanno fatto capire come la pensano, questa gente, non conosce la vergogna !!!!

Fabio Chiusi - L'ESPRESSO

Consentire alla difesa di portare in aula un numero illimitato di testimoni. Per evitare che i dibattimenti arrivino a sentenza. E far scattare la prescrizione. Per Berlusconi, certo. Ma anche per migliaia di altri imputati. Malaffare compreso. Dieci domande e dieci risposte per capire l'ultimo fronte del Cavaliere.


Come e quando è nato il 'processo lungo'?
Il testo del 'processo lungo' è stato concepito come emendamento al disegno di legge 2567 della senatrice della Lega Nord Carolina Lussana sulla 'Inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell'ergastolo'. L'emendamento è stato presentato dal capogruppo del Pdl in commissione Giustizia del Senato, Franco Mugnai, ad aprile 2011. Paradossalmente, proprio mentre la Camera discuteva l'approvazione del 'processo breve'.

Che cos'è il 'processo lungo'?
E' una norma che modifica alcuni articoli del codice di procedura penale (190, 238-bis, 438, 442 e 495) per consentire alla difesa di portare in aula un numero illimitato di testimoni oltre all'«acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore».

Il giudice non può opporsi?
No, pena la nullità del processo. Il giudice può non ammettere solamente le prove ritenute «manifestamente non pertinenti» e quelle vietate dalla legge.

C'è dell'altro?
Sì, l'emendamento prevede anche che non si possa considerare più come prova definitiva in un processo la sentenza passata in giudicato di un altro procedimento.

Perché 'lungo'?
Lo spiega il procuratore Gian Carlo Caselli con una immagine molto efficace: «E' come se un imputato per un reato avvenuto allo stadio chiamasse a testimoniare tutti gli spettatori presenti».Secondo l'Associazione nazionale magistrati, ciò sarebbe possibile perché con la norma sul processo 'lungo' «verrebbe eliminata la possibilità per il giudice di escludere l'ammissione di prove manifestamente superflue o irrilevanti». Così «il difensore dell'imputato potrebbe chiedere e ottenere l'ammissione di un numero indefinito di testimoni sulla medesima circostanza, purché non manifestamente 'non pertinente'».

A quali processi si applica?
A tutti i processi in corso, tranne quelli di cui «sia stata già dichiarata la chiusura del dibattimento di primo grado».

Perché allungare i processi? Il problema non era, al contrario, accorciarli?
Ci sono due risposte a questa domanda. Quella dell'opposizione è che la norma non si curi affatto della salute del sistema giudiziario nel suo complesso, per cui sarebbe dannosa, ma di quella di una persona sola: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In particolare, il 'processo lungo' sarebbe l'ennesimo trucco ad personam per salvare Berlusconi dai processi in cui è imputato. In particolare, quello per la corruzione dell'avvocato David Mills e il processo Ruby, in cui è accusato di prostituzione minorile e concussione. Allungando i tempi del processo, si arriverebbe più facilmente alla prescrizione. A favore di questa posizione, l'opposizione porta altri due argomenti: la straordinaria coincidenza per cui la norma si applichi ai processi che non si siano già conclusi in primo grado, come quelli del Cavaliere; l'accelerazione imposta al provvedimento tramite la decisione di imporre il voto di fiducia al Senato il 29 luglio, in un momento in cui il Paese avrebbe altre priorità.

E la seconda risposta, quella della maggioranza?La maggioranza replica che, al contrario, la norma sia «una diretta conseguenza del principi che regolano il nostro processo penale». Come argomenta il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia alla Camera, Enrico Costa, «se il giudice, terzo e imparziale, all'inizio del dibattimento non conosce gli atti processuali, come può effettuare un corretto giudizio in ordine alla sua superfluità e rilevanza, o sovrabbondanza delle prove richieste dalle parti?». Nel dubbio meglio ammetterle tutte, è la logica del provvedimento. Quanto alla presunta innaturale accelerazione, secondo Maurizio Gasparri l'iter della legge al contrario sarebbe stato «corretto e trasparente, senza alcun sotterfugio». Semmai, dice il Pdl, la decisione di porvi la fiducia è stata dettata dalla necessità di porre fine all'ostruzionismo dell'opposizione.

Come è stata accolta questa decisione?
Molto male dall'Anm, il sindacato dei magistrati, che ha parlato di modifiche che «avranno effetti devastanti sul funzionamento dei processi penali, determinando di fatto la paralisi di tutti i dibattimenti attualmente pendenti». Altrettanto male dalle opposizioni, per una volta all'unanimità. Il vicepresidente della commissione Antimafia e deputato di Fli, Fabio Granata, le ha definite norme «vergognose» che «rappresentano un altro tassello di 'dialogo' con cricche e organizzazioni criminali». Infatti, oltre a portare a prescrizione i processi di Berlusconi, la norma in questione renderebbe molto più difficile far arrivare a sentenza migliaia di altri processi. Per il leader Udc Pier Ferdinando Casini la questione di fiducia sul 'processo lungo' «è il segno che il governo Berlusconi è paurosamente distaccato dai problemi del Paese». Per Antonio Di Pietro si tratta di norme che«impediranno alla giustizia italiana di funzionare». Nel Pd, Pierluigi Zanda ha parlato apertamente di «regime».

E la Lega?
Umberto Bossi è stato sibillino: «Io ho sempre pensato che meno fiducie si mettono meglio è». Di certo il 'processo lungo' non figurava tra le priorità dettate al governo a Pontida, per esempio. Chissà.

La lega ? La lega ormai è questa. Non dimenticatevelo. Perchè il leghismo è peggio del Berlusconismo.



 

DECENTRAMENTO

venerdì 29 luglio 2011

A PIEDI. A CHIEDERGLI SCUSA.

Si faceva una gran fatica a tenere le bestialità pronunciate dai leghisti dentro le mura domestica di questa scassata nazione. Ora ci hanno beccati. Il più grande sito di informazione norvegese mette in evidenza come una forza che appoggia un democratico governo occidentale (quello italiano naturalmente...) abbia tra i suoi membri un tal Borghezio. Uno che sposa le idee del pluriomicida Breiviks, per capirci.

Ce n'è abbastanza per recarsi a piedi fino in Norvegia e chiedere scusa.......

PENATI, BERSANI E GIULIANO FERRARA

"Filippo Penati è Pierluigi Bersani, e Pierluigi Bersani è Filippo Penati. Non parlo della eventuale responsabilità penale che, ad eccezione del caso di Silvio Berlusconi e dei teoremi sul non­poteva-non-sapere che lo riguardano, è notoriamente personale"

Così iniziava ieri l'editoriale su IL GIORNALE di Giuliano Ferrara.

Una piccola precisazione è dovuta al più berlusconiano dei giornalisti esistenti nel globo terrestre: non ci risulta che Berlusconi sia mai stato imputato per storie di tangenti che abbiano interessato il suo partito (e ce ne sono state a bizzeffe). Silvio Berlusconi risponde penalmente e conformemente al teorema non-poteva-non-sapere, inerentemente alla roba sua. Ovvero alle molteplici corruzioni di giudici e testimoni che sono stati "ricompensati" con il SUO denaro. Cioè con quello della Fininvest.

Ora, ve lo vedete voi, un dipendente d'azienda che spende soldi per corrompere senza riferire nulla ai vertici ? Diciamolo chiaro. Non esiste. E questo il Giulianone lo sa benissimo.

Ergo, il paragone Bersani-Berlusconi  non può reggere. E' subdolo. Inconsistente. Assolutamente inopportuno.

Cosa non si fa pur di difendere il capo.......


LE SCAPPATELLE DI ZIO ANGELINO

La Sora Cesira. Ancora lei......

SE 560 MILIONI DI EURO NON SON BASTATI.....

E allora ditelo che ce l'avete tutti con lui........

FACCE DA SCHIAFFI

Brunetta, ancora lui. Ed il suo consenso di 60 milioni di italiani...

Assolutamente imperdibile

IL PRESTIGIO DELL'ITALIA ALL'ESTERO

Borghezio ci ha sputtanato così....:

giovedì 28 luglio 2011

TOC TOC.... CI SEI ????

Toc toc.....
Ehi tu. Tu che guardi tutti i giorni la sbobba che ti rifilano Mimum e Minzolini con il Tg5 ed il Tg1, e che sei membro di quel club di 27 italiani su 100 che credono ancora nell'ometto,  l'hai letta la notizia ?
L'altro ieri il primo ministro della Repubblica Italiana Silvio Berlusconi, in qualità di corruttore di un giudice, ha dovuto versare 560 milioni di risarcimento al gruppo Cir di De Benedetti.

Lo so, non ti interessa. Hai altro cui pensare.....

Vabbè, scusami, era solo per fomentare il classico chiacchiericcio estivo da ombrellone.

Divertiti. E buone vacanze.

SCRIVANIE CHE PIEGANO LA STORIA

E' semplicemente bastato "far camminare" due scrivanie a Monza per "piegare la storia".....

IL FARNETICANTE BORGHEZIO

Lo scorso mese di Giugno ero in vacanza dalle parti di Strasburgo. Così non ho potuto fare a meno, a similutudine di migliaia di turisti, di imbarcarmi nel battello turistico che compie il giro della meravigliosa città alsaziana. Una delle tappe prevedeva una visita al Parlamento Europeo.
Nel vedere quell'imponente struttura tra me e me ho pensato:  noi qui dentro abbiamo mandato uno come Borghezio. Ma pensa un pò......

Tutto ciò mi è ritornato in mente ieri, quando ho ascoltato le parole dell'europarlamentare leghista, dedicate a Breivik, l'autore della strage norvegese. Il noto statista padano ha testualmente detto che "alcune delle idee espresse da Breivik sono ottime".

Pensate: è riuscito a farsi dare del pirla da tutto il gotha leghista.. Con Calderoli in testa.

Un vero record........


L'europarlamentare leghista Borghezio

IL NUOVO MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Abbiamo un nuovo ministro della Giustizia.


Uno che la pensa in maniera diversa dal Capo per capirci....

Per il suo curriculum vitae, cliccate qui

mercoledì 27 luglio 2011

BOSSI, ALEMANNO E LA PAGLIATA.........

Certo che dalle pagliate........


....alle pagliacciate.......



... il passo è veramente breve.........

I SOLITI GIORNALI IN MUTANDE.......

Pur di denigrare Travaglio, certa stampa, la solita stampa..... fa esercizio di plagio.......
Della serie... non è il terremoto di Torino la notizia, ma il fatto che un terremoto lasci Travaglio in mutande.....

Mitici......


BERSANI, SE CI SEI BATTI UN COLPO....

Dall'editoriale di MARCO TRAVAGLIO - Il Fatto Quotidiano -  26 Luglio 2011

Nel 2005 Penati, appena eletto presidente della Provincia, acquista da Gavio e Binasco il 15% delle azioni dell’autostrada Milano-Serravalle, arrivando a controllarne il 53%. Un acquisto inutile, visto che il pacchetto di maggioranza era già nelle sue mani. Ma anche un salasso per i contribuenti e un regalo al privato: Penati fa spendere alla Provincia 238 milioni di euro, pagando 8,93 euro le azioni che un anno e mezzo prima Gavio aveva pagato 2,9. Così il costruttore realizza una plusvalenza di 176 milioni. E subito dopo ne investe 50 per sostenere la scalata dell’Unipol di Consorte a Bnl, acquistando lo 0,5% della banca. L’allora sindaco Gabriele Albertini denuncia lo scambio. Intercettato dai magistrati, Binasco parla con Gavio dell’affare già nell’estate del 2004: “Il problema non è Penati, con lui un accordo lo si trova. Il vero problema è Albertini”. A quel punto interviene Bersani: il 30 giugno 2004 – annota la polizia giudiziaria – “Bersani dice a Gavio che ha parlato con Penati… Dice a Gavio di cercarlo per incontrarsi in modo riservato: ora fermiamo tutto e vedrà che tra una decina di giorni, quando vi vedrete, troverete un modo…”. Il 5 luglio Penati chiama Gavio: “Buongiorno, mi ha dato il suo numero l’on. Bersani”. Gavio: “Sì, volevo fare due chiacchiere con lei quando possibile”. Penati: “Guardi, non so… Beviamo un caffè”. I due s’incontrano in segreto, come suggeriva Bersani: non nella sede della Provincia, ma in un hotel romano. Affare fatto. Per Gavio e Binasco, naturalmente, che poi si sdebitano con Unipol.

E nel 2008, secondo l’accusa della Procura di Monza, Binasco concorda una stecca di 2 milioni di euro per Penati, camuffata da caparra per un finto acquisto immobiliare (come ai tempi di Greganti) e giunta a destinazione nel 2010 (quando Penati è capo della segretaria di Bersani). Davvero per Bersani queste sono “storie vecchie”? Davvero non ha nulla da dichiarare?

martedì 26 luglio 2011

PERCHE' E' URGENTE METTER MANO ALLA LEGGE ELETTORALE

Concorso in corruzione e bancarotta fraudolenta

False dichiarazioni ai PM

Appropriazione indebita e ricettazione

Violazione della legge sulla tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti



Voi direte.... cos'è questa roba sopra ?????

Sono reati commessi ed accertati con sentenze passate in giudicato (tre gradi di giudizio, ergo definitive) da alcuni parlamentari tutt'ora in carica. Vi evito i nomi, così,  per non rovinarvi la giornata.


Basterebbe questo per capire che urge una nuova legge elettorale che non ci imponga dei parlamentari scelti dai segretari di partito. I nostri parlamentari vogliamo sceglierli noi.

Quando ci si porgono come candidati, prima di conceder loro la nostra fiducia, vogliamo poter digitare i loro nomi su google e scoprire ogni eventuale nefandezza abbiano combinato in passato.

Siamo stanchi di questa sbobba servita a pranzo ed a cena.

Il menù a prezzo fisso ci ha rotto gli zebedei.

Siamo per il menù a la carte, insomma. 

Se poi, per lo meno, non digeriamo il pasto, potremo prendercela con noi stessi......

LE VISCERE DI FELTRI

Ora è ufficiale:  Feltri è un cretino patentato.

La sua disamina sui fatti norvegesi prevede infatti la tesi che i ragazzi che si sono fatti ammazzare, in pratica, sono stati dei codardi. Incapaci di  fare gruppo sconfiggendo il terrorista che sparava loro.

Insomma, immaginatevi voi la scena: uno estrae un'arma automatica, inizia a sparare all'impazzata, uccide decine di ragazzini.

E Feltri con chi se la prende ?

Con quelle povere anime che crivellate dai colpi non hanno saputo decidere una strategia di reazione comune !!!

No signori, questo è troppo.

Quest'uomo mi fa vomitare.

DA 38 (DA SOLI) A 38 (TUTTI INSIEME)

Ieri sera il Tg de La 7 di Mentana ha diffuso l'ultimo sondaggio politico elettorale.

Ne è scaturito, per quanto riguarda il centro destra, questo risultato:


PDL:                              26,9%
LEGA NORD:                 9,9%
LA DESTRA:                 1,4%

Totale centro destra     38,2 %


Solo per la cronaca corre l'obbligo ricordare che il solo PDL, alle ultime elezioni politiche del 2008 aveva ottenuto, facendo la media dei voti di Camera e Senato  il 38 %

In pratica, quello che ora prenderebbero come coalizione, 3 anni fa lo prendevano come singolo PDL.

A voi le valutazioni del caso....

lunedì 25 luglio 2011

GLI AUMENTI DELLE TASSE DE IL GIORNALE

Il Giornale - Domenica 24 Luglio 2011 :


E quello che, lo stesso Giornale, non vi racconterà mai........ :



CERCASI MINISTRO DISPERATAMENTE

Di Alessandro ROBECCHI

Nessuno, nemmeno ben pagato, vuol fare il ministro della giustizia del governo italiano, il cui ruolo somiglierebbe molto da vicino a quello di gonfiare ciambelle di salvataggio sul Titanic. I pidiellini più in vista, interpellati, fischiettano e fanno finta di non sentire. L’attuale tenutario del ministero non vede l’ora di andarsene, con tutto il suo carisma – ben 2,3 grammi – a dirigere il partito degli onesti (che vanta tra indagati, sotto processo, condannati o prescritti 29 deputati e 20 senatori). Gira sulla stampa, come ha detto il presidente Napolitano, una lista di dodici nomi, ma il fatto che nella lista compaia Brunetta e non si faccia invece cenno ai Puffi o almeno ai Pokémon rende l’indiscrezione poco credibile. Le selezioni, a differenza di quelle per X Factor, sono andate deserte. Pare che una lontana zia di Scilipoti, novantaduenne, sorda come una campana, abbia rifiutato il prestigioso ruolo. Il mio cane, anche lui vecchio oltre ogni dire, interpellato ieri per telefono dalla segreteria del Presidente Berlusconi, ha subito annusato la fregatura, ha gentilmente declinato l’offerta con un sommesso guaito e si è rimesso a dormire. Sinceramente, di andare a fare il ministro della giustizia di un governo che scadrà tra poche settimane, con un premier che colleziona processi e che si ostina a promettere una riforma della giustizia che non si farà mai, non se la sente nessuno. Il nostro consiglio, comunque, è di non demordere. Ci risulta infatti che non siano ancora stati contattati né Ibrahimovic né Sabrina Salerno. Ieri, intanto, una macchina con altoparlante come quella che usano gli arrotini, ha percorso via Olgettina, a Milano, diffondendo il suo messaggio con potente voce metallica: “Donne! E’ arrivato Berlusconi! Se volete fare il ministro della giustizia nel suo governo è il momento giusto! Non esitate!”. Nessuno, però, è sceso in strada, nemmeno per informarsi meglio sull’offerta. Pazienza, nel ruolo di guardasigilli abbiamo avuto Angelino Alfano, non avere nessuno rappresenta pur sempre un notevole passo avanti.

PROPENSIONE A DELINQUERE

Grazie a Tafanus

Il Parlamento dei Ladroni - Propensione a delinquere, partito per partito


LUI E' ANCORA LI'.......

domenica 24 luglio 2011

SEMPLICEMENTE PIRLA

Il fatto è ormai noto: Renata Polverini, governatrice della Regione Lazio, per presenziare alla sagra del peperoncino a Rieti, si sposta da Roma con un aereo della protezione civile. Quei 75 km proprio non riusciva a percorrerli in auto come una comune mortale. No, in questo clima di "casticidio" lei, con un tempismo mortale, doveva prendere l'aereo...
Basterebbe questo per una condanna, non solo mediatica,  piena.
Ma la Polverini non ha perso occasione per dimostrare quanto la saggezza non le appartenga. Così a specifica domanda di un giornalista del Fatto Quotidiano sul perchè avesse preso l'aereo,  ha dato fuori di testa. Reagendo in maniera maleducata.
E ovviamente si è ritrovata cliccatissima  su You Tube. Rilanciatissima su Facebook. Ripresa da tutti i quotidiani.
Per evitare tutto ciò sarebbe bastata una reazione più composta davanti a quel giornalista.
No, lei no. Lei doveva mostrare la sua protervia.
Ed è stata giustamente punita.

PER UN NUOVO MIRACOLO ITALIANO

Ve lo ricordate il nuovo miracolo italiano promesso da Berlusconi nel 1994 ?

Eccolo qua........

Leggendo l'articolo prenderete atto che l'unico settore che sta reggendo è quello della vendita dei medicinali.

Qui, il perchè.......

IL FEDERALISMO FISCALE: LA GRANDE TRUFFA DELLA LEGA

Atteso dalle camice verdi da una vita, finalmente il federalismo fiscale è in arrivo.

Si salvi chi può....

sabato 23 luglio 2011

MAI UN DUBBIO PER LIBERO

Senza parole....


Ed invece si trattava di un fondamentalista cristiano. Anti islamico.  Senza turbante. Biondissimo.....

CHE POI BERLUSCONI, LO BUTTIAMO A MARE......

Quando si dice.... parlar chiaro !!!!

560 MILIONI DI MOTIVI PER SCAPPARE

Poi ditemi voi in quale altro paese dell'intero globo terrestre  una compagnia aerea può usare a scopi pubblicitari le mille opportunità che il comportamento di un Primo Ministro gli concede come succede nella nostra povera Italia........


ROMPETE LE RUGHE

venerdì 22 luglio 2011

GOVERNO, UN'ONDATA DI BALLE

Di Silvia Cerami - L'ESPRESSO

Nessun ticket sulla sanità. Nessun aumento delle tasse. Nessuna speculazione sull'Italia. Sono alcune delle incredibili affermazioni che compaiono nel nuovo libretto di B. sui suoi tre anni di governo. Dove sono spariti (rispetto al 2010) gli abbracci con Gheddafi e gli elogi del nucleare. L'Espresso lo ha sbugiardato, riga per riga

Come ogni anno, prima delle vacanze, Silvio rende partecipe il Paese delle imprese del governo del fare. E così ecco arrivare l'atteso libretto "Tre anni dopo. Le realizzazioni del Governo Berlusconi".

L'anno scorso si intitolava "Due anni di governo Berlusconi".

Sono stati, ci spiega il nuovo libretto, tre anni di grandi riforme, dall'università alle pensioni, dalla giustizia civile al federalismo fiscale, senza dimenticare il contrasto all'evasione fiscale, la salvaguardia dei conti pubblici e poi le grandi opere, la criminalità organizzata, i rifiuti, il piano casa, i costi della politica, le missioni internazionali. Per comprendere i risultati encomiabili raggiunti, abbiamo provato a confrontare il testo 2011 con il libro dell'anno scorso. Ecco il risultato.

Manovra? Quale manovra?
Il volumetto dell'estate 2010 apriva con lo stato dell'economia:«A causa di non una, ma ben due crisi tutti i governi sono stati costretti a una manovra, ma poiché il nostro governo in questi due anni è riuscito a mantenere in buona salute i conti dello Stato, la manovra necessaria per rispettare gli accordi europei vale solo 24, 9 miliardi di euro in due anni. La stessa manovra ne costerà 100 in Francia, 60 in Germania, 50 in Spagna», si diceva. E come se non bastasse da noi «non ci sono aumenti di tasse, stipendi e pensioni restano immutati, nessuna riduzione degli investimenti per sanità, scuola e assistenza». Quest'anno il premier non fa accenno ad alcuna manovra, che invece è stata di 47,9 miliardi (quasi il doppio di quella dell'anno scorso, che doveva valere per due anni...) e che prevede diversi aumenti di tasse, dal ritorno dell'Irpef sulla casa alla reintroduzione dei ticket sanitari, per non parlare del taglio del welfare agli enti locali. Cose superflue, evidentemente, perché quest'anno ci si limita a vantarsi di «aver salvaguardato il sistema economico e produttivo del Paese». E' questo «il maggior risultato di questo Governo, il vanto di cui andiamo fieri», scrive e sottoscrive Silvio Berlusconi in persona.

Mai stato nuclearista
L'anno scorso la 'nuclear renaissance' era la svolta per il fabbisogno energetico del Paese. Ben due pagine di reattori e di spiegazioni sulla necessità del ritorno all'atomo. Nella versione 2011 cambia tutto. Al posto del ritorno all'atomo, c'è la sezione dedicata all'«amore e rispetto per l'ambiente», che vede trionfare pannelli fotovoltaici e pale eoliche. Quanto al nucleare,«il governo ha approvato una moratoria per valutare le scelte migliori». Uno svoltone a 180 gradi rispetto all'esaltazione di 12 mesi fa, opportunamente dimenticata. A leggere il libretto di quest'anno sembra proprio che non sia mai stato nuclearista, Berlusconi, per carità.

I ticket a sua insaputa

Berlusconi rassicura: «Il governo non ha tagliato le prestazioni sanitarie e ha investito 4 miliardi di euro in più nella sanità, ha digitalizzato la sanità con medici in rete e certificati on line». Ma non solo, punto cardine per la salute è l' «abolizione dei ticket sanitari per il triennio 2009- 2011». Stampato a caratteri ben leggibili in entrambe le edizioni. Eppure qualcuno, di certo a sua insaputa, ha stabilito che occorrerà pagare 10 euro sulle ricette mediche e 25 sugli interventi del pronto soccorso in codice bianco.

Lo strano caso dei rifiuti in Campania.
Sotto il capitolo "Emergenze risolte" sottotitolo "Lo Stato è tornato a fare lo Stato" il volume edizione 2010 a pagina 38 non lasciava ombra di dubbio: «Rifiuti in Campania. Problema risolto. In soli 58 giorni il governo ha ripulito le strade di Napoli dall'immondizia». Nella versione 2011 i rifiuti ritornano con un nuovo capitoletto "La nuova emergenza rifiuti" sottotitolo "Causa inadempienza del Comune di Napoli, che non ha potenziato la raccolta differenziata, aperto nuove discariche e costruito il termovalorizzatore, c'è di nuovo l'emergenza rifiuti". In altre parole, nel 2010 il governo aveva deciso che la monnezza non c'era più, e se ne prendeva tutti i meriti. Nel 2011 si è arreso all'evidenza che la spazzatura c'è ancora, ma addossa le colpe ad altri. Si sorvola sul fatto che il responsabile del ciclo rifiuti nella provincia di Napoli è sempre lo stesso, nel 2010 come nel 2011: Luigi Cesaro, Pdl, uomo di Berlusconi e di Cosentino.

CICCHITTO, BRAMBILLA E... LE SCALE

MARON GLACE'

giovedì 21 luglio 2011

SOFTWARE DECRIPTATORE MONITI DEL COLLE

Oggi  il Presidentissimo Napolitano, con uno dei suoi famosi "moniti", non ha risparmiato critiche alle toghe.

Apprendiamo dal sito del Corriere della Sera....

Il Presidente Napolitano è tornato a stigmatizzare «l'intollerabile scontro tra politica e magistratura», proprio il giorno dopo che la maggioranza dei deputati ha detto sì all'arresto dell'onorevole del Pdl, Alfonso Papa. E ha rivolto un forte richiamo ai magistrati affinchè facciano «un uso sapiente ed equilibrato dei mezzi investigativi bilanciando l'esigenze del procedimento con la piena tutela dei diritti costituzionalmente garantiti». Nel suo intervento al Quirinale davanti alla platea di magistrati tirocinanti ha detto: «Il discorso vale in specie, per le intercettazioni cui non sempre si fa ricorso - come invece insegna la Corte di Cassazione - solo nei casi di assoluta indispensabilità per le specifiche indagine e delle quali viene poi spesso divulgato il contenuto pur quando esso è privo di rilievo processuale», ha detto ricordando che può essere lesivo della «privatezza dell'indagato, o ancor di più, di soggetti estranei al giudizio».

 «Non posso che ribadire con forza l'invito che ho formulato negli scorsi anni a evitare l'inserimento nei provvedimenti giudiziari di riferimenti non pertinenti o chiaramente eccedenti rispetto alle finalità dei provvedimenti stessi - ha insistito - così come l'invito a usare il massimo scrupolo nella valutazione degli elementi necessari per decidere l'apertura di un procedimento e, a maggior ragione, la richiesta o l'applicazione di misure cautelari».



L'INTERESSATO è in possesso di un potente software decriptatore delle parole di Napolitano.

Traduciamo il vero senso del discorso:

"Cari Magistrati, non vi allargate. Dopo 25 anni un parlamento nel quale siedono imputati, indagati, condannati in primo e secondo grado, ed altri con sentenze passate in giudicato, ieri, per la prima volta ha votato SI all'arresto del deputato Papa. Ed allora ???? Cosa credete che da oggi in poi potete fare quello che vi pare ? Rientrate tra i ranghi e fatelo prima possibile. E finitevela con questa mania di protagonismo. Se un deputato ha un garage pieno di Bentley e Ferrari pagate da imprenditori, o se qualche ministro vive in case di proprietà o affittate, pagate a sua insaputa, c'è bisogno di fare tutto questo casino ? E quel Papa, perchè ve la siete presi proprio con quel bravo guaglione ? Si è vero, è stato pizzicato che ricettava qualche orologetto da qualche migliaia di euro. E vi alterate per così poco ? Ma poi dico io, proprio la procura di Napoli.... Quest'anno c'hanno pure la fortuna di vedere la squadra in Champions League e perdono tempo ad indagare su questi gentiluomini. Ma andate allo Stadio San Paolo, ad incitare Hamsik e Lavezzi. 
Forza Napoli. Forza Azzurri. Forza Italia !!!!! " 

LO STANNO ANDANDO A PRENDERE

Silvio Berlusconi ha mille difetti ma non è uno sprovveduto.
Ieri sera le agenzie di stampa lo dipingevano come letteralmente imbufalito.
La Lega gli ha tirato un brutto scherzo votando a favore dell'arresto del deputato del PDL Papa.
Dalle parti della Padania, hanno pensato che mettere in atto l'ennesima misura salva casta non sarebbe stato capito dal popolo dei fazzoletti verdi. Ed hanno rotto una consuetudine.

E' l'ulteriore testimonianza di un vento che sta cambiando, spinto da una indignazione che attraverso la rete sta giungendo nei palazzi che contano.

Il nostro ometto l'ha capito. Si sente il terreno mancare sotto i piedi. Non glie ne va più bene una.

Morto un Papa, temo che questa volta  non se ne possa fare un altro..

E la metaforica fumata nera è l'ulteriore conferma del declino di una interminabile vacua illusione.

Ieri, forse, abbiamo vissuto un momento di storia contemporanea importantissimo senza accorgercene.

O, almeno, così si spera......

E GIU' CON L'IRPEF SULLA PRIMA CASA !!!!

Non so se lo avete capito. Ma il presidente del Consiglio che ci ha rotto gli zebedei con il fatto che il  suo governo avesse abolito l'ICI  sulla prima casa, ora ha pensato bene di sottoporla a tassazione IRPEF.....

Della serie:  ed ora cosa racconterò ai nipotini ??????

PRESA PER I FONDELLI

E' ufficiale: ora ci prendono spudoratamente per il culo.........

«Voterò contro l’arresto perché per un cattolico vedere un Papa in galera è inaccettabile»

On. Francesco Pionati - Movimento dei Responsabili - 20 Luglio 2011

IL SACCO DI PONTIDA ANCORA VUOTO

Grazie a Andrea Civati


Oggi è il 21 luglio, sono trascorsi 30 giorni da Pontida. E dai suoi obbiettivi annunciati urbi et orbe.

E' ormai scaduta il secondo termine imposto dai leghisti.

Vediamo a che punto siamo.

Entro 15 giorni.

1.
Approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di Riforma costituzionale con riduzione dei parlamentari e Senato federale.

La bozza Calderoli (una porcata?) è stata presentata alla stampa lunedì. Si dice che presto verrà vagliata dal Consiglio, ma è stato detto così per molti progetti, poi finiti nel dimenticatoio.
Faccio notare che le leggi costituzionali non si approvano con i comunicati stampa.

2. Approvazione del decreto legge per la riduzione dei contingenti impegnati all'estero.
Niente del genere è stato approvato. L'unico risultato è stato un litigio con il Quirinale ed il Consiglio Supremo di Difesa.

Entro 30 giorni.

1. Attivazione delle procedute per l'attribuzione di ulteriori autonomie alle Regioni che lo richiedano.

Boh, niente del genere all'orizzonte. Almeno mi pare.

2. Misure per la riduzione della bolletta energetica.

Forse per la Villa Reale di Monza, per gli
italiani no di certo.

3. Riforma del patto di stabilità per gli enti locali.

Questa è bella. Gli enti locali hanno visto solo tagli negli ultimi mesi. Anche Fontana protesta (ma questa non è una novità per la verità).

4. Taglio dei costi della politica.

Ancora? Con tutti questi tagli annunciati della politica, ormai dovrebbero essere poverissimi.
Non mi pare si sia giunti a molto.

5. Finanziamento del trasporto pubblico locale.

In Lombardia i pendolari hanno visto solo l'aumento delle tariffe. Anche nelle ultime settimane.
Magari a qualcun altro è andata meglio...

6. Prima norma per l'abolizione delle ganasce fiscali.

Nada. Forse le ganasce le dovrebbero applicare a qualcun altro.


Ecco il ricco bottino leghista della battaglia di Pontida.

Ah, preparatevi, entro l'estate ci sarà la riforma fiscale...

mercoledì 20 luglio 2011

BERLUSCONI, DON VERZE' E LA PROVVIDENZA


Il braccio destro di Don Verzè, Mario Cal, massimo dirigente del polo ospedaliero San Raffaele, si è ucciso. La bancarotta della famosa struttura sanitaria milanese era ad un passo e non ha retto a questa situazione di esposizione debitoria.

Don Verzè, per capirci, era quello che giusto un anno fa, diceva di Silvio Berlusconi:



Ora quella provvidenza, ha presentato il conto. Salatissimo.
Con un tempismo drammatico crolla tutto il mondo Berlusconiano, vengono scoperti i bluff, la verità affiora implacabile.
Come se vivessimo in un tragico reality, con una trama scritta, annunciata ed infinitamente attesa, l'ometto perde pezzi ad ogni sorger del sole. Tutto in una volta.

La sentenza Mondadori, mezzo Pdl indagato, una crisi economica che si era più volte annunciata come terminata e che invece ripresenta il conto  e l'ometto vuol scaricare sui poveracci.

E' una triste fine. L'uomo dei miracoli sta giungendo al capolinea.

Tristi sondaggi ci riferiscono che ancora 28 italiani su 100 credono in lui.

Forse, è quella porzione d'Italia che ora deve preoccuparci.
Quei 28 irriducibili connazionali su 100 che non hanno ancora capito.

E che stanno prolungando il martirio.

IPSE DIXIT (OVVERO...ERAVAMO FUORI DALLA CRISI.....)

Ringrazio Enri per la segnalazione.....

Ciò che doveva accadere per banche e mercati è già accaduto. Chi doveva fallire ha fallito e tutti quelli che facevano speculazione non ci sono più. Oggi non ci sembra che ci siano altre situazioni che dobbiamo temere». (Silvio Berlusconi, 4 luglio 2009)

 «Siamo in un momento difficile per la crisi del mondo: io sostengo che il peggio è passato». (Silvio Berlusconi, 6 luglio 2009)

«Il peggio è passato, siamo in fase di conclusione». (Silvio Berlusconi, 8 settembre 2009)

 «La crisi sta passando». (Giulio Tremonti, 28 settembre 2009)

«Il peggio della crisi sembra che sia alle nostre spalle e che sia iniziata, sia pure lentamente, la ripresa». (Silvio Berlusconi, 29 ottobre 2009)

«Il peggio è ormai alle spalle. Non possiamo lamentarci. Non va malissimo. Ci sono forti segnali di ripresa, basta vedere i dati dell'Ocse. Stiamo procedendo bene nonostante il momento non sia certamente uno dei migliori». (Silvio Berlusconi, 7 novembre 2009)

«Riteniamo che il peggio sia passato e che ci sia la ripresa». (Silvio Berlusconi, 5 dicembre 2009)

«In Europa ci sono Paesi come la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l'Irlanda che sono in situazioni abbastanza preoccupanti, mentre noi ce la stiamo cavando meglio di tutti gli altri». (Silvio Berlusconi, 6 febbraio 2010)

«Dopo essere usciti da una forte crisi, stiamo iniziando la risalita, non è veloce, non ha forti numeri ma è certamente risalita». (Silvio Berlusconi, 11 marzo 2010)

«Grazie alla limitata esposizione alla bufera sui mercati finanziari internazionali e al collasso del settore immobiliare, gli effetti peggiori della crisi sono stati solo temporanei in Italia». (Giulio Tremonti, 25 aprile 2010)

«L'Italia sta meglio di altri Paesi ed è vaccinata da eventuali contagi». (Giulio Tremonti, 6 maggio 2010)

 «La crisi è alle spalle. E noi ne stiamo uscendo meglio di altri paesi europei». (Silvio Berlusconi, 29 giugno 2010)

«La crisi si sta concludendo, ci sono segnali di ripresa. Il peggio è passato, siamo in fase di conclusione della crisi. Lo hanno detto Obama, Bernanke, il Fondo monetario, la commissione europea: ci sono segnali, germogli di ripresa, ora bisogna mettere da parte coloro che inneggiano al catastrofismo». (Silvio Berlusconi, 8 settembre 2010)

 «L'Italia aveva bisogno di rigore e credibilità. Lo abbiamo fatto tenendo in ordine i conti pubblici e nello stesso tempo salvaguardando i redditi delle famiglie e dei lavoratori colpiti dalla crisi. E' stata la scelta giusta. Ha consentito di superare la crisi e di non farci trovare nelle condizioni in cui si sono trovati altri Paesi europei alle prese con deficit pubblici giudicati non sostenibili dai mercati finanziari e quindi esposti ad attacchi speculativi». (Silvio Berlusconi, 29 settembre 2010)

«Abbiamo realizzato una vera e propria missione impossibile: abbiamo affrontato la crisi senza mettere mai, dico mai, le mani nelle tasche degli italiani». (Silvio Berlusconi, 10 maggio 2011)

UNA MANOVRA CON STILE

di Alessandro ROBECCHI

Chiamiamo le cose con il loro nome: la manovra economica varata dal governo è senza ombra di dubbio una manovra di classe. E che classe, gente! Chissà se gli onorevoli indagati, tipo quel simpatico Milanese, si sono presentati a votare la manovra con al polso cinque o sei orologi da migliaia di euro. Ci vuole una certa classe per fare come quel Papa che qualcuno vorrebbe arrestare: qualche macchinone chiuso in garage, la Jaguar regalata all’amica, la fuoriserie lucida per correre a votare i tagli agli asili nido. Classe, gente, non c’è altra parola! E don Silvio, allora? Chiuso nel suo silenzio operoso potrà gioire del fatto che l’Italia non è la Grecia grazie soprattutto ai ticket sanitari e alla bastonatura dei bassi redditi. E, con una certa classe, potrà sorvolare il paese sui due nuovi superelicotteri da cinquanta milioncini della Presidenza del consiglio. Cadauno. O, se preferite, cadano tutti e due!, che sarebbe comprensibile preghiera. Ci vuole una certa classe per tagliare le agevolazioni fiscali alle famiglie più povere in misura doppia che a quelle piú ricche. É commovente sapere che gente che vive di consulenze milionarie, che spende un miliardo di euro all’anno per andare a casa con l’autista, trovi il tempo per far pagare ai cittadini la visita al pronto soccorso. La classe non é acqua. E del resto é giusto che l’esempio venga dall’alto, che la classe dirigente e le massime autorità del governo mostrino sensibilità, moderazione nei costumi, propensione al risparmio. Tipo vivere gratis a casa di un amico come ha fatto il ministro dell’economia. Fatelo anche voi e non avrete gli aggravi previsti per i mutui. Ci vuole polso fermo per guidare un paese, ma anche un po’ di stile non guasta, la forma è importante. Chissà come apprezzano gli otto milioni di italiani poveri. Diranno ammirati: peró, che manovra di classe!

martedì 19 luglio 2011

SALVI !!!!

LA CASTA DI LIBERO

Eh no ora basta  !!!!
Va bene sposare la battaglia anti casta.
Va bene far finta di non ricordarsi chi ci sta governando e scrive la finanziaria più iniqua della storia.

Ma schiaffare in prima pagina come rappresentanti dei papponi di stato, in questo momento storico, Napolitano, Fini, Bersani ed un irriconoscibile (guarda caso....) Calderoli  non è ammissibile !!!!!

E' veramente troppo !!!!!!


Ah dimenticavo. A proposito di spese inutili e di casta ....
Quand'è che quelli di Libero ci restituiscono i contributi pubblici che si sono rubati ???????

UPCOMING NEWS:  anche in procura si sono accorti che la vignetta pubblicata è scandalosa !!!!!

FORMIGONI E I MOJITO....

Che tenerezza vedere Formigoni che mentre parla di "riguardo verso i ceti medi" e di "sacrifici per tutti" si trova a Porto Cervo, con una miriade di Yatch sullo sfondo......



Sacrifici e tagli per la politica.....
Segnali forti da dare.....
Allineare all'Europa i costi della politica italiana..

Detto da lui.... tutto molto credibile.

ANCHE LA BORSA E' COMUNISTA

C'è una new entry tra i comunisti: la Borsa.

Ha deciso di bocciare la manovra. Ma come si permette ?

Il miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni, respinto  come un somaro dagli indici borsistici.

L'elenco ora si allunga: oltre ai magistrati, alla Corte Costituzionale, al Presidente della Repubblica, l'ometto ha un altro ineffabile nemico che impietoso rimarca la sua incapacità.

Non è più una questione di solidità economica o spessore finanziario di un paese.
E' una questione di credibilità.
Questa classe politica in generale e, soprattutto, questo esecutivo che ci s-governa, non sono più spendibili agli occhi dei mercati.

Che li deridono, come dei buffoni di corte.

A pagare il conto, come al solito, saremo noi.


LA CASTA PAGHI

Sergio Rizzo e Gianantonio Stella.

In un articolo sul Corriere della Sera di ieri che non dovremmo mai più perdere di vista per i suoi contenuti.

SPRECHI E PRIVILEGI, RIDURLI SI PUÒ

No, non possono chiedere ai cittadini di fidarsi ancora. Se Gianfranco Fini si dice «certo», in una lettera a il Fatto quotidiano, che «entrambe le Camere faranno la loro parte» e che i tagli ai costi della politica saranno «votati in Aula prima della pausa estiva» non può pretendere che gli italiani gli credano sulla parola. Sono stati già scottati troppe volte. Carta canta. Le promesse, le rassicurazioni e gli impegni non bastano più. Il presidente della Camera, nella sua prima intervista dopo l'insediamento, convenne che «il primo dei buoni esempi che devono dare i parlamentari è quello della presenza» perché «il vero costo che produce la "casta" è quello della improduttività». E ammonì: «I parlamentari devono essere presenti e lavorare da lunedì a venerdì, non tre giorni a settimana». Risultato? Prendiamo quest'anno: dal 1° gennaio a oggi, su 28 venerdì in calendario, quelli con sedute in Aula sono stati 2. Non sarà colpa sua, ma è così.
Quanto a palazzo Madama, Renato Schifani si prese mesi fa lo sfizio, nel corso della seduta imposta per varare la riforma universitaria voluta dal governo, di bacchettare i soliti criticoni: «Oggi, 23 dicembre, antivigilia di Natale, siamo qui a lavorare». Ciò detto, diede appuntamento a tutti al 12 gennaio 2011: 20 giorni dopo. Da allora, l'Aula è stata convocata 68 giorni su 198 e mai (mai!) di venerdì. Come del resto era successo in tutto il 2010: mai. C'è il lavoro in commissione? Anche a Washington. Eppure lì, dice uno studio di Antonio Merlo della Pennsylvania University, il Senato lavora in media 180 giorni l'anno: il 54% in più. Con un assenteismo 10 volte più basso.
Quanto ai costi, la Camera e il Senato Usa nel 2011 pesano insieme sulle pubbliche casse circa cento milioni meno dei nostri. Ma in rapporto alla popolazione, ogni americano spende per il suo Parlamento 5,10 euro l'anno, ogni italiano 27,40: cinque volte e mezzo di più. Diranno: ma poi lì ci sono i parlamenti statali. Vero: ma in California c'è un parlamentare locale ogni 299mila abitanti, in Lombardia ogni 124mila. Nel Molise ogni 10.659.
Questo è il quadro. C'è poi da stupirsi se una pagina di Facebook aperta domenica mattina da un anonimo ex dipendente della Camera deciso a vuotare il sacco sotto il titolo «I segreti della casta di Montecitorio», alle otto di sera aveva 135 mila «amici»? L'impressione netta è che, mentre chiedono ai cittadini di mettersi «una mano sul cuore e una sul portafoglio», per usare un antico appello di Giuliano Amato riproposto da chi aveva seminato l'illusione di non mettere mai le mani nelle tasche degli italiani, quelli che Giulio Einaudi chiamava «i Padreterni», non si rendano conto che il rifiuto di associarsi a questi sacrifici rischia di dar fuoco a una polveriera.
Come possono imporre «subito» i ticket sanitari fino a 45,5 euro a operai e impiegati rinviando a «domani» (quando?) l'inasprimento del costo a carico dei parlamentari dell'assistenza sanitaria integrativa? Come possono imporre «subito» un taglio alla rivalutazione delle pensioni oltre i 1.400 euro rinviando a «domani» (quando?) quello dei vitalizi loro, che nel 2009 hanno pesato per 198 milioni di euro e pochi mesi fa sono stati salvati con voto plebiscitario dalla proposta che voleva trasformarli in pensioni «normali» soggette alle regole comuni? Come possono imporre «subito» il raddoppio della tassa sul deposito titoli che colpirà i piccoli risparmiatori rinviando a «domani» (quando?) l'abolizione di quell'infame leggina che consente a chi regala denaro ai partiti di avere sconti fiscali 51 volte più alti di quelli concessi a chi dona soldi alla ricerca sulle leucemie infantili?

Nessuno contesta la necessità di provvedimenti anche duri. È irritante subirli dopo aver sentito e risentito che «la crisi è già alle spalle» (Renato Brunetta, agosto 2008), che occorreva «finirla con i corvi del malaugurio» (Claudio Scajola, febbraio 2009) e che chi diffidava dell'ottimismo era un «catastrofista» che alimentava, come tuonò Silvio Berlusconi nel maggio di due anni fa, «una crisi che ha origini soprattutto psicologiche». Ma è così: quando la casa brucia, va spento l'incendio. Costi quel che costi. Ma il golpe notturno che, con un paio di emendamenti pidiellini, ha stravolto all'ultimo istante la manovra di Tremonti che prevedeva l'adeguamento delle indennità dei parlamentari italiani a quelle dei colleghi europei, non è solo un insulto ai cittadini chiamati a farsi carico della crisi. È una scelta che rischia di delegittimare la stessa manovra delegittimando insieme la classe dirigente che la propone al Paese. Non è più una questione solo economica: è una questione che riguarda il decoro delle istituzioni. La rappresentanza. La democrazia stessa.
Il governo, la maggioranza e la stessa opposizione sono certi di essere nel giusto e che quanto prima metteranno mano sul serio ai costi della politica? Mettano da subito tutti i costi in piazza, su Internet. Tutto pubblico: stipendi, prebende, assunzioni, distribuzione delle cariche, consulenze, curriculum dei prescelti, voli blu, passeggeri a bordo, tutto. Barack Obama, pochi giorni fa, ha rivelato che i suoi più stretti collaboratori alla Casa Bianca prendono al massimo 172.200 dollari lordi: 118.500 euro. Cioè 15 mila in meno di quanto poteva guadagnare quattro anni fa un barbiere del Senato. Hanno o non hanno diritto, anche i cittadini italiani, a essere informati?
È stupefacente, oltre che offensivo, che in un momento di difficoltà qual è questo, una classe politica obbligata a farsi «capire» da un Paese scosso, impoverito, spaventato, non capisca la drammatica urgenza di una svolta. Ed è sconcertante che ancora una volta, a chi chiede conto dell'arroccamento in difesa delle Province o dei rimborsi elettorali cresciuti fra il 1999 e 2008 addirittura 26 volte di più del parallelo aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici (per non dire di quelli privati...) risponda rinviando tutto a una riforma complessiva ormai entrata nel mito come l'«Isola che non c'è» di Peter Pan.
Una riforma che, in un futuro rosa pastello, vedrà finalmente ricomporsi in un magico e perfetto equilibrio la Camera e il Senato, il Quirinale e le città metropolitane, le province e le circoscrizioni e i bacini imbriferi montani. Un mondo meraviglioso dove tutti vivremo finalmente felici e contenti. Con Biancaneve, Pocahontas, Cip e Ciop.

LUMBARD.... ABBIAMO UN PROBLEMA !!!

La Padania ha lanciato un nuovo sondaggio. Chi vorreste leader del movimento leghista ?

Non sono sorpreso nell'apprendere che Bossi non ne sia uscito bene.

Il bollito, nelle valli lombarde, non va più di moda.

lunedì 18 luglio 2011

SONO COSE CHE NON SI FANNO

Uno butta uno sguardo a quello che ieri è successo in suolo britannico e gli viene subito da borbottare: "certo che questi inglesi sono proprio strani". Il capo di Scotland Yard si è dimesso perchè sembra che quelli di News of the World gli abbiano pagato una vacanzina in un centro benessere da 13 mila euro in cambio di informazioni da poter pubblicare sul tabloid inglese.

A Montecitorio, appena appresa la notizia, sono rimasti increduli.

Da quelle parti, una misera vacanzuccia pagata dall'imprenditore di turno è una medaglia da mettersi al petto di cui andar fiero.

Sono proprio pazzi questi inglesi.

NON ABBIAMO MESSO LE MANI IN TASCA AGLI ITALIANI

Ora, vi prego, fate buon esercizio di memoria.
E non dimenticatevi mai dell'eterno ritornello che l'ometto ci ha ripetuto negli ultimi 17 anni.

E leggetevi, con calma, l'articolo qui sotto.

Poi, medidate: sul senso di giustizia sociale, sui privilegi mai toccati, sui poveri disgraziati che sono sempre chiamati a salvare la patria.

E quando lui vi ribadirà che ridurrà le tasse, almeno stavolta, ridetegli in faccia.


Di Valentina Conte - LA REPUBBLICA

 Alla fine, chi li pagherà quei tagli alle agevolazioni fiscali? Soprattutto le famiglie italiane con redditi medio-bassi. E quanto? Quasi il doppio di quelle abbienti. Fare i conti il giorno dopo l'approvazione d'emergenza della manovra da 48 miliardi non porta buone notizie ai contribuenti. Le famiglie con redditi modesti, e che versano le tasse, nei prossimi anni subiranno la stangata più odiosa. Grazie a una clausola di salvaguardia che mette in sicurezza i conti dello Stato, ma che stravolge quelli domestici.

E dunque, proprio chi fino ad ora contava su detrazioni, deduzioni e bonus fiscali per alleggerire l'Irpef, nel 2013 e nel 2014 vedrà ridotti sensibilmente gli sconti. L'effetto regressivo, calcolato per il sito lavoce. info da Massimo Baldini, economista e docente, si abbatte con particolare iniquità sui nuclei familiari con un reddito medio tra i 16 e i 27 mila euro che a regime, nel 2014, perderanno 620 euro di agevolazioni, su un totale medio di 3 mila euro, quasi il 21%. Un quinto in meno. Al contrario, il 10% più ricco delle famiglie, quelle con un reddito superiore ai 54 mila euro, lasceranno allo Stato solo 364 euro. Perché?

Poi, se proprio volete incazzarvi, cliccate qui.

I MOLTI BOSSI

Ci sono più Bossi, non so se lo avete capito.

Il giustizialista, tipico della giornata del Venerdì e del Sabato.


E l'iper garantista (tipico del modello buonista domenicale....)


UPCOMING NEWS:  Durante la notte il noto statista del Nord ci ha ripensato. Dice che i suoi voteranno per l'arresto di Papa. State sintonizzati. Il voto alla Camera dei Deputati ci sarà Mercoledì. Fino a quel giorno, statene certi, Bossi cambierà idea altre quattro volte......

QUELLO CHE DICONO GLI ELETTORI DEL PDL.........

E' sempre salutare, almeno una volta la settimana, dare un'occhiata al mitico "Spazio Azzurro", blog ufficiale degli elettori del PDL.

Non scomodatevi. L'ho fatto io per voi.......

LA FINANZIARIA

domenica 17 luglio 2011

AFFITTASI MINISTERO

Avete un bilocale libero ?
Un appartamentino sfitto ?
Un cento metri quadri in periferia da piazzare ?

Rivolgetevi alla Lega........

SOSPENDERE LE CURE.... AI MORTI

Per la nuova legge la dichiarazione anticipata di trattamento va applicata solo ai pazienti “in assenza di attività  cerebrale integrativa cortico-sottocorticale”. Un’espressione confusa: forse i deputati della destra hanno voluto maldestramente riferirsi all’assenza di attività cerebrale, il cosiddetto encefalogramma piatto. In questo caso il messaggio è chiaro: a una persona morta possono essere sospese le terapie».

Ignazio Marino